Corsa, arrampicata, volteggio, salto, pattinaggio, skateboard, o semplice camminata: sono tutte attività che usano solo il corpo e l’ambiente circostante. Molte di queste oggi sono discipline olimpiche, altre sono semplici attività fisiche. Ognuno di noi può praticarle ovunque in città: nei parchi o sotto casa. È questo lo sport di strada: quando la città diventa una palestra.

Aggregante, coinvolgente, economico, lo sport di strada induce alla rigenerazione degli spazi cittadini e alla creazione di eventi. Può lo sport urbano essere una risorsa in tempo di austerità? Gli esempi dell’Inghilterra e della Grecia dicono di sì. Ed in Italia lo è già: vediamo perché.

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Lo sport di strada: risorsa anche in austerità

Partiamo dai numeri: solo in Italia il settore sportivo genera il 3,6% del Pil, ben 95,6 miliardi di euro. Ogni milione di euro di investimenti pubblici, movimenta oltre 20 miliardi di euro (dati Banca Ifis 2022, Economy Sport). Un intero comparto a rischio con la crisi in corso: il rincari in bolletta di gas e luce del 120% , il taglio dei finanziamenti e l’aumento dei prezzo colpiranno soprattutto i centri sportivi più piccoli e periferici. Le previsioni danno salvo proprio lo sport di strada, che diventa una risorsa anche in austerità.

Un esempio positivo viene dall’Inghilterra dove c’è ancora l’Austerity: i tagli del governo sono in atto dal 2008, i finanziamenti sono pochi e mirati. Eppure il mercato sportivo del Regno Unito ha raggiunto i 10,6 miliardi di sterline nel 2022, rispetto ai 9,0 miliardi del 2017. La tendenza della salute e del benessere, combinata con il trasferimento della spesa da parte dei consumatori alle attività ricreative, ha garantito il mercato. Il modello locale inglese attribuisce il contributo dello sport urbano all’economia locale in termini di produzione aziendale e posti di lavoro, nonché vantaggi più ampi come la salute.

Sport di strada: quando la città diventa una palestra

Larissa, Grecia 

Quando la città diventa una palestra (gratis)

In Grecia, a Larissa, capoluogo della Tessaglia, durante il periodo di austerità lo sport di strada e agonistico ha condizionato il piano regolatore. Il centro ha una zona pedonale e una ciclabile ed è interdetto alle auto. In un continuum, si sviluppa una grande area pedonale lungo il fiume Lelio che taglia la città. Qui oltre a palestre, piscine e stadi, ci sono vaste zone dedicate allo sport di strada e ai giochi per bambini. L’intera città è diventata una palestra gratuita cambiando il metabolismo della propria popolazione.

Anche l’Italia cerca di applicare lo stesso modello. Nonostante le Camere siano sciolte, il PNRR non si ferma e continua la rigenerazione delle strutture sportive, la conversione alla mobilità dolce e il recupero di zone periferiche. L’impegno è rendere gli spazi urbani accessibili a tutti, investendo anche sullo sport da strada come attività ricreativa.

Ripensare la città a misura di sport apre molte opportunità. Tra le tante, ha reso possibile nel 2022, la nomina dell’Aquila a Capitale europea dello sport, di Treviso a Città Europea dello Sport, del Piemonte a Regione europea dello sport 2023. È così che lo sport urbano diventa risorsa anche in periodo di austerità.

Larissa, Grecia.

Larissa, Grecia.

A scuola a piedi, il primo passo dello sport di strada

Settembre è il mese scelto dall’Unione Europea per promuovere l’attività fisica per la salute. Insieme con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, si vuole diffondere lo sport e offrire alle persone le risorse e servizi di cui hanno bisogno, nel rispetto dell’ecosistema in cui vivono.

L’ultima settimana del mese, si celebra la Settimana Europea dello Sport. Il tema scelto per il 2022 è il potere dello sport come risorsa ispiratrice di soluzioni, anche in tempo austerità. Lo sport di strada ne è un ottimo esempio: educa a riappropriarsi degli spazi urbani, è sostenibile perché usa la città come palestra, sprona la comunità a essere attiva e ricorda che divertirsi è un diritto di tutti. In più è facile da praticare: come andare a scuola a piedi. E’ questo il primo passo dello sport di strada come insegna Pedibus, un’associazione che si occupa di pianificazione ambientale e mobilità sostenibile.

Attraverso percorsi dedicati, in periodo scolastico, classi intere di bambini, dalle elementari alle medie, raggiungono la scuola a piedi scortati da genitori o personale dedicato. Essere attivi non significa solo fare sport, agonistico o urbano, ma cambiare stile di vita nella quotidianità.

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Anna Restivo

Editor e creator freelance nel motorismo sportivo e storico.  Ho collaborazioni in F1 dal 2014, passando anche dalla Motogp, e dal 2019 in manifestazioni di auto e moto d'epoca. Mi piace raccontare il motorismo e le sue connessioni con società, arte, ambiente, creando format e progetti. Attualmente collaboro con BuoneNotizie.it, grazie al quale ho avuto l'opportunità di conoscere il giornalismo costruttivo.

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