Gli sport più impegnativi sono quelli che richiedono grande resistenza fisica e sforzo, sia dal punto di vista muscolare che cardiorespiratorio, e molto spesso richiedono anche grande impegno mentale. Tra questi sport troviamo il Triathlon, uno sport che riscuote sempre maggiore successo per le sue caratteristiche uniche, costituito da tre diverse discipline che occupano una fase distinta della gara (frazione) e vengono svolte una dopo l’altra da parte dell’atleta durante la competizione.
Le tre diverse discipline sono il nuoto, il ciclismo e la corsa. Le tre frazioni sono divise da momenti in cui i triatleti (così si chiamano coloro che praticano questo sport) cambiano l’abbigliamento. Questi momenti vengono chiamati “fasi di transizione”. La gestione di questi punti della gara è importante quasi quanto gestire il nuoto, la pedalata e la corsa a piedi. Di seguito le ragioni per cui questo sport è un modo eccellente per allenare la resistenza fisica e mentale.
Qualche beneficio di questo sport
Molte persone che provano per la prima volta il Triathlon notano da subito dei benefici. Uno di questi è sicuramente quello di far lavorare tutto il corpo. Nuoto, bici e corsa sono sport complementari. Durante gli allenamenti il corpo prova stimoli di diverso tipo andando a migliorare fiato e resistenza. Altro benefit è sicuramente quello della varietà degli allenamenti. Non è un’attività i cui movimenti sono sempre gli stessi e ripetitivi.
Questo è lo sport per eccellenza per dimostrare che la forza di volontà permette di fare grandi imprese! Avere un traguardo da raggiungere fornisce alla mente lo stimolo necessario per dare il meglio di sé. Di conseguenza migliora la forza di volontà, la determinazione, e tutto ciò, viene trasmesso ad ogni muscolo del corpo. Con questo sport si impara a riconoscere i propri limiti, che è utile non solo per l’attività sportiva, ma per la vita in generale.
La storia del Triathlon
La storia del Triathlon inizia 45 anni fa, nel 1977, alle Hawaii, in una base militare dell’esercito degli Stati Uniti. Alcuni militari non riuscivano a decidere, tra nuoto, bici e corsa, quale fosse lo sport di resistenza più duro. Così l’idea di unire le tre discipline in un’unica gara divisa in tre frazioni. In questo modo prende vita questo sport, che è il più arduo a livello di resistenza.
Dopo 12 anni dalla sua nascita, nel 1989, in Francia, ad Avignone, si disputano i primi campionati mondiali, guidati da una neonata federazione, l’International Triathlon Union. Contemporaneamente, in Europa nasce una federazione e, si disputano i primi campionati Europei. Solo nel 2000, alle Olimpiadi di Sydney questo sport viene inserito tra le discipline olimpiche.
L’impresa di Zanardi, l’autentico Ironman italiano!
Celebre l’impresa di uno straordinario Alex Zanardi, che il 21 settembre 2019 all’Ironman Italy Emilia Romagna ha tagliato il traguardo in 8° posizione con il crono di 8h 25′ 30″. In quell’occasione ha migliorato il suo stesso record mondiale paralimpico sulla medesima distanza. Un uomo che è la rappresentazione per eccellenza della resilienza e della forza di volontà.
Ex pilota automobilistico, ha subito l’amputazione delle gambe nel 2001, a seguito di un grave incidente. Si è reinventato come paraciclista, conquistando quattro titoli olimpici. Dal 2020, dopo un altro grave incidente, continua a lottare dimostrando come la vera forza sia credere in se stessi. Cogliamo l’occasione per augurare a lui e tutta la sua famiglia che tutto possa volgere al meglio.
Qualcosa che forse non sai
Questa attività sta conquistando fette di pubblico sempre più ampio e non solo, secondo i dati della Federazione italiana Triathlon (Fitri) sono state circa 23.000 nel 2024, le persone che si sono dedicate a questo sport. Sono coloro che non temono la fatica, in quanto ogni fibra muscolare dell’atleta è messa sotto tensione. Alle ultime Olimpiadi erano presenti cinque Italiani: Alice Betto, Bianca Seregni, Verena Steinhauser, Alessio Crociani e Gianluca Pozzatti.
Anche alle Paralimpiadi l’Italia si è distinta bene: Francesca Tarantello, ragazza ipovedente, si è classificata al secondo posto. Questo dimostra come sia possibile fare questo sport anche con una disabilità visiva. Inequivocabile resta l’insegnamento che i nostri atleti paralimpici donano. La forza mentale può far muovere mare e monti e permettere di raggiungere ogni risultato.

