L'Organizzazione Mondiale del Turismo si impegna a non lasciare indietro nessuno mentre il mondo riapre i suoi confini.
Ormai è da più di un anno e mezzo che viviamo nell'epoca pandemica, in cui l'economia di vari Paesi è rimasta bloccata, e con essa il turismo. Ora però, la situazione inizia a migliorare: lo si è visto, oltre che dalle nuove riaperture dei confini di alcuni Paesi, dal fatto che stiamo andando incontro a una nuova tipologia di turismo, più sostenibile, inclusiva e a tutela della biodiversità di cui ancora dispone la nostra Terra.

A questo proposito, Zurab Pololikashvili, Segretario Generale dell'Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO), ha pronunciato parole di speranza e solidarietà per un turismo più sostenibile e inclusivo: "Dichiariamo il nostro impegno affinché, man mano che il turismo cresce, i benefici che ne derivano si faranno sentire a tutti i livelli del nostro ampio e diversificato settore, dalla più grande compagnia aerea alla più piccola azienda familiare".
Cosa si intende per "turismo sostenibile"
Antonio Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite, sostiene che "il turismo può essere un bene per il nostro mondo e può svolgere un ruolo protettivo per il nostro pianeta, oltre che essere un piacere".

Il turismo sostenibile può essere praticato su vasta scala, sia per un turismo di massa che di nicchia ma, per far sì che ciò accada, si dovranno seguire delle linee guida sul piano ambientale, economico e socio-culturale: stabilendo un equilibrio tra questi si garantirebbe una sostenibilità a lungo termine.

Il giusto utilizzo delle risorse naturali, infatti, contribuirebbe a conservare il patrimonio naturale e la biodiversità. Rispettando l'autenticità socio-culturale delle comunità ospitanti, si conserverebbe il loro patrimonio culturale e i loro valori . . .

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