Agosto non sarà più il “Re delle vacanze” degli italiani. A dirlo è un recente studio di Coldiretti/Ixe secondo cui nel 2024 la percentuale dei vacanzieri agostani è la più bassa degli ultimi 10 anni con un calo del 10% rispetto al 2023. A beneficiare di questa ridistribuzione, quest’anno, sono stati soprattutto i mesi gregari di giugno e luglio ma, secondo gli osservatori, sono sempre di più gli italiani che decidono di andare in vacanza a settembre.
Complice il clima favorevole, l’affluenza turistica meno aggressiva, il vantaggio economico per il calo dei prezzi di spostamento e soggiorno, settembre si smarca dal ruolo di mese “spalla” per le vacanze e acquista un ruolo via via più centrale. Ma la sua attrattività va oltre questi considerevoli vantaggi e scegliere di andare in vacanza a settembre porta con sé una quantità di benefici per il lungo periodo.
La destagionalizzazione turistica
Nel mondo del turismo si sta assistendo a un cambiamento di costumi e di esigenze. Da un lato sempre meno italiani si sentono “costretti” ad andare in ferie ad agosto, perché unico periodo disponibile, dall’altro si sta più attenti a quanto e come si spende, motivo per cui andare in vacanza in alta stagione non sembra essere la scelta migliore. In più sta cambiando il modo di fare vacanza rispetto agli ultimi vent’anni: per Assoturismo, la federazione delle imprese che operano nel settore, si comincia a prediligere un turismo più lento ma soprattutto attento alla sostenibilità.
E la sostenibilità, dei turisti, delle imprese e del territorio è al centro di un fenomeno a cui si sta assistendo in questi ultimi anni: quello della destagionalizzazione turistica, concetto per cui l’azione degli operatori turistici non deve essere per forza legata ad un periodo preciso, ma dev’essere ridistribuita in un lasso di tempo più lungo. A gioire del fenomeno è la ministra del Turismo Daniela Santanchè che vede nella destagionalizzazione la vera sfida, ma anche la chiave del successo del nostro turismo, che, in termini economici, deve diventare sostenibile nel lungo periodo e non più solo ad ondate.
Sarebbe un’efficace soluzione -in aggiunta a tante altre proposte– all‘overtourism, che tanto minaccia i nostri luoghi d’arte. Ne gioverebbe così anche il nostro territorio che non deve subire l’impatto, troppo spesso dannoso e indiscriminato, che le imprese hanno su di esso pur di riuscire ad accontentare un grandissimo numero di persone concentrate in brevi periodi dell’anno.
Le gioie della vacanza a settembre
Chi decide di andare in vacanza a settembre, ovunque decida di andare, è senza dubbio il primo a beneficiare dell’estensione dell’offerta turistica. Anzi, più che in tutti gli altri mesi estivi, i “settembrini” possono godere del moltiplicarsi di iniziative particolari, precluse negli altri periodi dell’anno.
Location, buon cibo, relax e intrattenimento, sono queste le parole chiave che dominano la vacanza di settembre.
Immaginiamo di assaporare un buon calice di vino in Toscana pervasi dagli odori e dall’atmosfera di un bell’agriturismo nel periodo di vendemmia, o di passeggiare nei sentieri boschivi di montagna alla ricerca di preziosi funghi. Gioire, la sera, dell’atmosfera tradizionale che i borghi italiani dell’entroterra hanno da offrire con le innumerevoli feste e sagre a distanza di pochi chilometri le une dalle altre. C’è l’imbarazzo della scelta!
I puristi del mare ad ogni costo non dovranno temere gli scherzi del tempo, per via della caratteristica stabilità che settembre porta, né l’afa né la folla che circonda il nostro ombrellone o che riempie il ristorante dove volevamo proprio andare ma non siamo riusciti neanche a prenotare. Un toccasana per lo stress per chi, subito dopo, deve ributtarsi a capofitto nella confusione della città e della vita quotidiana.

