La celebrazione della Giornata della Montagna, indetta dalle Nazioni Unite dal 2002, oggi è un appuntamento importante per parlare di cambiamenti climatici.

La Giornata internazionale della Montagna vige da meno di un decennio, ma data la situazione sociale ed economica che si va delineando, assume sempre più un valore contemporaneo e imprescindibile.

La montagna è depositaria da sempre di valori quali pace, riconciliazione, purezza, salubrità e di quella lentezza positiva che solo i luoghi meno contaminati dall’antropizzazione sanno regalare.

In quanto elemento di terra per antonomasia, rappresenta alla stregua dell’oceano, una dimensione che ancora sopravvive alla prevaricazione dell’azione umana sulla natura. Tuttavia, questo inestimabile punto di forza, contestualizzato nel trend socio-economico e anche ambientale degli ultimi anni, si tramuta allo stesso tempo nel maggior punto di debolezza.

I territori montani, rigidi per definizione nelle forme e nelle temperature, dimostrano d’altro canto la vulnerabilità di essere sempre più dei luoghi “vuoti”, sul piano delle opportunità e del tessuto sociale.

Proprio su questa peculiarità, si è concentrato il Presidente Sergio Mattarella nella cerimonia di ieri al Quirinale per la ricorrenza di oggi:

“assistiamo alla ritirata della presenza umana da quelle che sono le aree verdi per eccellenza del pianeta. È negli spazi alpini e appenninici di ogni zona montana che emergono con straordinaria puntualità sia i disagi derivanti dall’essere “periferie”, sia le disuguaglianze nell’accesso ai servizi pubblici essenziali, tali da manifestare una vera e propria questione di garanzia dei diritti di cittadinanza per gli abitanti di queste aree”.

La necessità di rilanciare le montagne, tutte

Un punto di partenza nel tentativo di rendere più attrattive le aree montane è senz’altro puntare intanto sul turismo sostenibile, che non a caso rappresenta il tema scelto dalla FAO per la giornata internazionale di quest’anno. Questo proposito ha trovato grande consenso e attuazione da tempo ma si è intensificato soprattutto dopo la pandemia, in cui si è registrato un grosso incremento del turismo nelle località montane, anche nel periodo estivo. Certamente incentivato anche da iniziative come la rassegna musicale gratuita di questa estate “Musicastelle Outdoor” tra le montagne della Valle d’Aosta e in generale dal desiderio di immergersi e godere di spazi sterminati nei quali poter rispettare il distanziamento sociale senza timori.

L’obiettivo più arduo però resta garantire la sopravvivenza delle località montane meno blasonate rispetto alle Alpi e alle Dolomiti, parliamo quindi delle Prealpi, degli Appennini e delle Valli; luoghi che vivono una “ritirata” da parte dell’uomo, necessaria se motivata dalla mancanza di accesso a servizi e condizioni che consentano agli abitanti di vivere serenamente tutte le fasi della propria vita, non solo l’infanzia o la vecchiaia.

Il contributo svolto dall’Università della Montagna

È in questa direzione che nasce 15 anni fa a Edolo (BS) in Val Camonica, il corso di laurea in “Valorizzazione e Tutela dell’Ambiente e del Territorio Montano” e il “Centro di Studi Applicati per la Gestione Sostenibile e la Difesa della Montagna” (GeSDiMont), con il compito di coordinare e sviluppare attività di ricerca scientifica inerente al territorio montano.

Si aggiunge il portale Unimont che promuove le conoscenze – come ad esempio il censimento dell’agro-biodiversità vegetale italiana – e inoltre accorpa le attività in essere, consentendo di fare rete attraverso uno strumento interattivo di condivisione dei progetti di sviluppo dei territori montani, per individuare nuove iniziative sinergiche. Un esempio, è il bando attualmente in corso – fino al 20 gennaio 2022 – “Giovani agricoltori” nel Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 della Lombardia per incentivare le nuove generazioni ad aprire imprese agricole.

Proprio ai giovani residenti nelle aree montane è stata rivolta la consultazione avviata dall’UNIMONT che ha prodotto il “Manifesto dell’educazione e dell’innovazione in montagna” (MEIM), preceduto da due momenti di lavoro online a settembre scorso e coronato con la presentazione ufficiale durante l’evento “Connecting Youth and Mountains, Creating a lively Future” organizzato da loro per l’Expo 2020 Dubai.

Un’altra iniziativa promossa dallo stesso ente è racCONTA LA MONTAGNA, la rassegna letteraria – giunta alla sua quinta edizione e in corso fino a maggio 2022 – dedicata alla saggistica e alla narrativa di montagna, che attraverso incontri periodici con autori specializzati nella letteratura di settore, mira a promuovere il potere culturale ed evocativo della montagna.

Ancora sul fronte letterario, il polo UNIMONT si inserisce nell’ambito del Festival “Leggere le montagne” con l’incontro “L’uomo e la montagna: quando uomini e montagne si incontrano, grandi cose accadono” che si svolgerà questa mattina alle ore 11.00 presso il Teatro Bruno Munari di Milano. E’ aperto a tutti e intende raccontare la complessità della montagna attraverso le voci di chi la vive o l’ha vissuta quotidianamente.

Le condizioni da cui ripartire

Le montagne sono hotspot di biodiversità. Nonostante ricoprano solo il 27% della superficie mondiale, ospitano più dell’85% delle specie, molte delle quali esclusive delle aree montane. Considerando che il 75% dell’agro-biodiversità mondiale è scomparsa solo nell’ultimo secolo, diventa prioritario parlare e attuare una rigenerazione montana di pari passo con quella urbana – ben più consolidata oggi –  in modo sostenibile.

Proprio a questo scopo oggi si svolgerà in occasione di questa Giornata internazionale della Montagna un incontro focalizzato sui ghiacciai valdostani e le strategie per preservarli, oltre alla tavola rotonda di lunedì 13 dicembre “Le montagne e lo sviluppo sostenibile”, in cui si dialogherà con alcuni ospiti esperti di montagna da punti di vista diversi e qualificati, così da far emergere un confronto sulle reali prospettive di crescita sostenibile dei territori montani e analizzare l’evoluzione dei diversi settori coinvolti ad oggi, per avanzare ancora.

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