A Lampedusa il turismo gode di buona salute e non risente delle dinamiche connesse all’immigrazione clandestina. Infatti, l’isola offre ai vacanzieri vedute mozzafiato che, osservandole dall’oblò di un aereo, sembrano quelle di un atollo del Pacifico, tant’è che un sondaggio di Travellers Choise ha indicato quella dei Conigli una tra le spiagge più incantevoli del pianeta.

Pertanto, la presenza sull’isola dell’hotspot, ove sono condotte le persone intercettate in mare, non costituisce un freno alla vocazione turistica lampedusana. Eppure, dalla raffica di notizie divulgate dai media sugli sbarchi, ogni anno emerge il dubbio che l’isola possa essere il posto adatto per villeggiare.

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La spiaggia dei Conigli di Lampedusa premiata dal turismo

La classifica di Travellers Choise Best of the Best sulle spiagge più belle, stilata in base a vari parametri, come le recensioni e i voti ottenuti su TripAdvisor, ha premiato nel 2023 la Baia do Sancho in Brasile, seguita da Eagle Beach ad Aruba nei Caraibi e da Cable Beach in Australia. La spiaggia lampedusana dei Conigli ha conquistato il terzo posto in Europa e l’ottavo nel mondo, precedendo nella graduatoria le più altisonanti Varadero Beach (Cuba) e Ka’anapali Beach (Hawaii).

Tuttavia, l’incalzante ritmo con cui si susseguono gli sbarchi di migranti induce gli imprenditori turistici a temere ripercussioni sull’immagine dell’isola. Timori alimentati anche da come i media raccontano Lampedusa, descritta come un’isola assediata, il cui hotspot è in perenne sovraccarico di persone soccorse in mare.

Lampedusa tra turismo e immigrazione: l'impatto dell'hotspot sull'isola. Gli sbarchi non pregiudicano l'economia isolana.

La porta di Lampedusa (foto di Enrica Tancioni da Unsplash)

Infatti, i giornali divulgano statistiche e notizie su disperati giunti a bordo di natanti di fortuna, salvataggi di naufraghi, nonché morti e dispersi nel Mediterraneo. Narrazioni che generano un forte impatto emotivo e rischiano d’indebolire l’economia di Lampedusa, i cui introiti non dipendono dall’immigrazione, bensì dal turismo.

I turisti non si accorgono dell’immigrazione

Francesco Gramasi, turista palermitano residente a Roma, lo scorso 5 luglio si è trasferito da Lampedusa a Lampione per iniziare lo sciopero della fame su questo scoglio poco più grande di due campi di calcio, abitato da gabbiani e berte maggiori, che trascorrono parte della giornata in mare. Con la protesta, durata dieci giorni, Gramasi ha inteso difendere Lampedusa, distante 18 chilometri da Lampione, sostenendo che le notizie sugli sbarchi allarmano i turisti.

Intervistato da AgrigentoNotizie, ha chiesto alla politica attenzione per l’isola, dove manca un ospedale e i costi sono eccessivi, tra trasporti e benzina, inoltre ha evidenziato che “la gente si preoccupa di trovare migranti per le strade o nei lidi”, aggiungendo che invece a Lampedusa non c’è alcuna invasione.

Anche Salvatore Martello, presidente del Consorzio dei pescatori di Lampedusa, ha sollecitato le istituzioni per evitare l’uso di navi di linea nei trasferimenti di persone dall’hotspot al continente, nonché destinare gasolio ai pescherecci, a secco per le esigenze della Guardia Costiera. Ciò perché l’utilizzo dei traghetti, riducendo la disponibilità di posti e cabine per vacanzieri e autotrasportatori, rischia di danneggiare il turismo e la vendita di pesce, mentre il carburante è vitale per l’attività della marineria locale.

Lampedusa tra turismo e immigrazione: l'impatto dell'hotspot sull'isola. Gli sbarchi non pregiudicano l'economia isolana.

Turisti in escursione (foto di Ron Dauphin da Unsplash)

L’appello ha trovato ascolto, tant’è che la Commissione europea ha destinato 14 milioni di euro anche per i traferimenti di migranti da Lampedusa verso altre strutture. Peraltro Ylva Johansson, Commissaria europea agli Affari Interni, durante la visita dello scorso luglio presso l’hotspot isolano, effettuata insieme al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha rassicurato i lampedusani, dicendo loro “non siete soli. L’immigrazione non è una sfida italiana, ma europea”. 

L’hotspot non intralcia il turismo

L’hotspot di Lampedusa, che può contenere circa 400 persone ed è strategico nel governo dell’immigrazione clandestina, non influenza il turismo. Infatti, la struttura funziona come base di transito per le persone salvate in mare, per poi trasferirle in tempi ristretti verso strutture più idonee all’assistenza prolungata. Solo per i minorenni la tempistica può essere superiore, poiché per loro nel continente occorrono centri di accoglienza ad hoc.

I migranti sono trasferiti con aerei charter e militari, nonché via mare, tramite natanti messi a disposizione dalle istituzioni o di linea. Filippo Romano, Prefetto di Agrigento, ha confermato alla Federazione Nazionale Stampa Italiana che i trasferimenti per alleggerire l’hotspot sono continui. Tuttavia, tra i lampedusani serpeggia il nervosismo, culminato agli inizi dello scorso luglio con l’aggressione di alcuni giornalisti. I presunti autori, in parte già identificati, avrebbero accusato le vittime di nuocere al turismo dell’isola con gli allarmanti servizi trasmessi in televisione.

Nonostante le dinamiche dell’immigrazione, le spiagge di Lampedusa sono piene e il turismo non accusa contraccolpi. Infatti, il totale dei movimenti aerei-passeggeri nel primo semestre 2023 è in positivo rispetto all’analogo periodo del 2002 (rispettivamente  96.520 e 83.349 viaggiatori). A questi vanno aggiunti i turisti arrivati in nave o aliscafo. Lampedusa, quindi, continuare a suscitare un forte appeal tra i vacanzieri.

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Paolo Maria Pomponio

Laureato in giurisprudenza, con Master in "Sicurezza, coordinamento interforze e cooperazione internazionale" e in "Comunicazione e media", ho lavorato nel privato e nel pubblico. Appassionato di calcio, che ho praticato, tendo all’ascolto e a un approccio alle cose con una visione d’insieme.

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