Nata dall’intuizione di Vanni Oddera, campione di motocross, la mototerapia regala sorrisi ai bambini malati.

La mototerapia nasce da un’idea di Vanni Oddera, abile freestyler di motocross,  di donare la propria passione per aiutare gli altri attraverso giornate gratuite, in giro per il mondo, per regalare momenti di gioia a disabili, persone ospedalizzate e bambini oncologici.

Grazie a questo progetto anche i ragazzi con disabilità o affetti da una malattia possono provare i brividi di salire in sella a una moto, sentire l’adrenalina dello sport e acquisire maggiori capacità fisiche, affettive, cognitive e sociali. L’intento non è solo invitare i ragazzi nel “park”, la pista per fare freestyling, ma portare quest’ultimo da loro e far trascorrere una giornata sotto le rampe da motocross con il cuore che pompa, per poi salire in sella e provare l’emozione di fare un giro su un vero e proprio bolide.

Come nasce la mototerapia

Siamo a Mosca, nel 2008, Vanni Oddera ha vinto una competizione di freestyle e una grossa cifra di denaro, è su di giri e lo aspetta una grande festa per festeggiare la vittoria. Il neo campione chiama un taxi e, non appena sale sul mezzo, viene investito da un forte odore di urina che lo lascia disgustato e molto scocciato. Quando però prova a rivolgersi al tassista seduto davanti, resta sotto shock: l’uomo non ha le gambe, ma svolge comunque il suo mestiere con l’ausilio di speciali comandi al volante.

“Mi sono sentito subito in difetto – dichiarerà il campione – In quel momento mi sembrava di avere tutto dalla vita mentre lui non aveva neanche la possibilità di andare in bagno. Ho capito in un attimo quanto la buona sorte sia necessaria per stare bene: non bastano il talento, le capacità, la perseveranza.  D’istinto ho regalato tutti i soldi che avevo guadagnato al taxista. Ho lasciato perdere i festeggiamenti, sono tornato in albergo e mi sono messo a letto, ma non ho chiuso occhio per tutta la notte. Continuavo a rimuginare su quell’episodio”.

Appena rientrato in Italia dalla trasferta moscovita, Oddera prese contatto con un centro di cura per persone con disabilità vicino a casa sua per potersi esibire per gli ospiti della struttura. Dopo l’evento i giovani con disabilità avanzarono le prime richieste : “Posso toccare la tua moto? Mi fai fare un giro? – riporta Oddera – Così li ho caricati in sella, li ho portati un po’ a zonzo e i ragazzi sono impazziti dalla gioia: chi rideva, chi urlava, chi piangeva. Quella fu la prima sessione di mototerapia e da allora non mi sono mai fermato.

In cosa consiste la mototerapia

La mototerapia si basa sul principio della clownterapia, secondo il quale divertirsi aiuta la guarigione, ed è un momento di svago sia per i bambini malati, sia per le loro famiglie in quanto Oddera e gli altri freestyler non si fermano a coinvolgere i piccoli, ma anche i genitori, oltre al personale sanitario. L’idea di base è molto semplice: far salire in sella ai propri bolidi persone che non potrebbero mai stare in sella ad una moto a causa di disabilità o malattie. Non è raro vedere questi professionisti nei reparti d’oncologia pediatrica o in centri per disabili con la motocicletta creare del “sano” rumore e tanto stupore ed eccitazione tra gli ospiti della struttura.

In questo modo i ragazzi possono sentirsi, per un po’ di tempo, come Valentino Rossi o come altri campioni delle due ruote, dimenticando in quel momento malattie, dolori, medicine, terapie e pensieri negativi, lasciando spazio alla gioia e all’adrenalina e provando emozioni fortemente positive che attraverso il rilascio di endorfine possano contribuire anche chimicamente al benessere della persona fragile.

L’efficacia della mototerapia

Una ricerca scientifica dell’Ospedale Regina Margherita di Torino pubblicata sull’European Journal Of Integrative Medicine conferma gli effetti positivi della mototerapia: ‎si  tratta di uno studio pre e post intervento che ha coinvolto 50 pazienti pediatrici con malattia oncologica di età media 9,2 anni, 50 genitori di età media 33,2 anni e 25 tra medici ed infermieri.‎ ‎Il questionario di auto-segnalazione è stato completato da bambini, genitori e professionisti prima e dopo la mototerapia, per valutare diverse misure di esito della salute, ad esempio dolore e stress.‎

I risultati hanno mostrato una riduzione della percezione media del dolore nei bambini e quella dello stress nei genitori . Sia per i pazienti che per i genitori, c’è stato un aumento delle emozioni positive e una riduzione di quelle negative dopo la terapia FMX, acronimo che sta per Freestyle Motocross Therapy. Lo studio afferma in conclusione che: “La mototerapia migliora l’esperienza oncologica pediatrica e sembra avere tutte le caratteristiche per essere considerato un campo nascente con un grande potenziale come medicina integrativa per pazienti, genitori e professionisti‎.”

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