La parola maternità richiama alla mente le immagini edulcorate dei film o delle influencer che dopo 2 giorni sono già in forma come se nulla fosse accaduto e in una legame mamma-figlio profondo.

E’ ciò che accade davvero?

Anche se piano piano si inizia a parlarne c’è ancora molta omertà su ciò che vive realmente una neo famiglia nel post parto.

Sicuramente un’ondata di emozioni avvolgenti da un lato e sconvolgenti da un altro: un amore incondizionato per un piccolo essere che dipende al 100% da te, paura di non essere all’altezza o di non fare la cosa giusta, meraviglia di fronte alla sacralità di Madre Natura, stanchezza dovuta al parto e al sonno intermittente fra una poppata e l’altra, un’altalena di emozioni dovuta anche agli sbalzi ormonali e alle nuove responsabilità e a volte anche incertezza o smarrimento di fronte a tanti cambiamenti in una volta sola.

Alcune mamme (le donne sono più propense a condividere i propri sentimenti e stati d’animo rispetto agli uomini che esternano meno ma non per questo significa che non affrontino le stesse difficoltà) testimoniano anche una difficoltà iniziale ad instaurare un legame mamma-figlio magari perché il bimbo non si attacca subito al seno o perché mancando la parte verbale si fatica a capire i bisogni del bambino perché non ha ancora imparato a riconoscere i diversi tipi di pianto (su questo aspetto suggerisco la lettura del libro di Tracy Hogg ‘Il linguaggio segreto dei neonati’) o perché l’ondata ormonale e la stanchezza prendono il sopravvento e non aiutano il buon umore o ancora perché si erano create delle aspettative diverse dalla realtà.

Fatto sta che queste cose succedono e a quanto dicono le statistiche succedono spesso e parlarne permetterà a tante mamme e papà di sentirsi normali e non diversi, di sapere che per quanto sia l’esperienza più meravigliosa del mondo per certi versi è anche la più sfidante se si vive con la consapevolezza di essere responsabili dello sviluppo di un altro essere umano e non solo della sua crescita fisica ma anche dello sviluppo del suo potenziale psichico ed emotivo.

Alto contatto

Per entrare in relazione sempre di più con un neonato ci sono due cose che si possono fare:

-Favorire il più possibile l’alto contatto, anche pelle a pelle se le temperature lo permettono. Per alto contatto si intende tenere il bimbo per esempio a dormire sopra il tuo petto, o portarlo in fascia o marsupio. Questo aiuta la tranquillità del bambino che sente l’odore della mamma, il battito del cuore, il calore e il passaggio dall’utero al mondo esterno avviene in modo più graduale. Se per esempio la notte il piccolo dorme nella culla ed è inverno noterete che mettere una boule dell’acqua calda prima di coricarlo agevolerà il sonno. Così come è bene stargli vicino in caso di pianto mentre dorme, sempre più studi scientifici hanno dimostrato quanto fosse dannoso lasciarli piangere a lungo e farli smettere da soli, questo non fa altro che aumentare i livelli di cortisolo e di stress e innescare un senso di abbandono e sfiducia nel mondo.

Crescendo il contatto si mantiene per esempio con abbracci accoglienti e amorevoli che aumentano anche le difese immunitarie e fanno piacere a tutte le età.

Ascoltare con attenzione il bambino

Cercando il contatto visivo, mostrandosi realmente interessati a ciò che ci sta raccontando e spegnendo tv e cellulari mentre ci sta parlando, un po’ come se fossimo chiamati a rapporto dal nostro responsabile in ufficio. Prima che sia in grado di parlare valgono i suggerimenti che troverete nel libro di Tracy Hogg e il contatto visivo e aiuterà senz’altro verbalizzare i messaggi che pensi il bambino ti stia dando perché quando cogli quello giusto il bambino te lo fa capire. Anche con i neonati essere presente a te stessa quando sei col piccolo ti aiuterà a connetterti con lui o lei senza distrazioni della tecnologia. Non significa che non dovrai più usare il cellulare o guardare la tv ma che prenderti del tempo solo per voi due aiuterà entrambi, così come è utile ritagliarti degli spazi solo per te per riposare, una doccia o fare qualcosa che ti piace.

(Che poi se ci pensi anche a te piace essere ascoltata in questo modo o sbaglio?)

La comunicazione

Essendo un argomento molto vasto la tratteremo in separata sede la prossima settimana.

Esercizio della settimana è ascoltare attentamente i tuoi interlocutori, di qualsiasi età.

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A presto,

Sara