La risonanza magnetica (RM) è un esame particolarmente utilizzato nei bambini che devono ricorrere alla diagnostica radiologica. Si tratta di un esame sicuro, che permette di indagare tutte le parti del corpo. Tuttavia, può risultare particolarmente difficile da eseguire nei pazienti pediatrici. Si tratta di un esame lungo, che richiede al paziente di rimanere immobile in un ambiente poco rassicurante. Per un bambino può essere un’esperienza davvero traumatica.

Per aiutare i piccoli pazienti ad affrontarla, sono nate diverse iniziative, tra cui il progetto RisoAmica dell’associazione Bimbo Tu, in collaborazione con l’Istituto delle scienze neurologiche di Bologna.

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Cos’è la risonanza magnetica e perché è un esame complesso

La risonanza magnetica risulta essere particolarmente adatta all’età pediatrica perché, a differenza della TAC, ad esempio, non prevede l’emissione di radiazioni ionizzanti, dannose per i tessuti ancora in fase di sviluppo dei bambini.

L’RM ha però anche degli aspetti di complessità: è un esame lungo, che può durare più di un’ora e che, per avere immagini di buona qualità, richiede che il paziente resti immobile per tutto il tempo dell’esame. Inoltre si svolge nello spazio angusto del macchinario dell’RM, che emette forti rumori. Insomma, un’esperienza per nulla piacevole, soprattutto per un bambino!

Il ricorso all’anestesia generale

Nella maggior parte dei casi, per rendere possibile l’esecuzione dell’esame, si è costretti a ricorrere alla sedazione totale dei piccoli pazienti tramite anestesia. Questo comporta una serie di rischi aggiuntivi e la necessità di ricoverare il bambino per eseguire la risonanza magnetica, con un notevole aggravio del carico emotivo e organizzativo per lui e per la sua famiglia.

Pensiamo a bambini affetti da patologie neurologiche croniche o da patologie oncologiche, in cui la risonanza magnetica deve essere eseguita periodicamente: è chiaro che per il piccolo paziente diventa un vero e proprio evento traumatico.

I percorsi di familiarizzazione con la risonanza magnetica

Diversi studi hanno dimostrato che esistono  tecniche per rendere meno traumatico per i bambini l’esame RM. In particolare si possono adottare due tipi di approcci.

  • L’umanizzazione architettonica prevede di allestire la sala di risonanza magnetica con immagini ed elementi gradevoli per il bambino. In questo modo l’ambiente diventa un elemento rassicurante per il piccolo paziente.
  • Percorsi attivi di educazione all’RM in cui il bambino diventa protagonista di un percorso ludico-conoscitivo strutturato attorno all’esame.

Il progetto RisoAmica di Bologna

RisoAmica, crasi per “risonanza amica”, è un progetto dell’associazione di volontariato Bimbo Tu, in collaborazione con l’Istituto Scienze Neurologiche di Bologna, e consiste in un percorso attivo di educazione all’esame di risonanza magnetica senza l’utilizzo dell’anestesia generale.

Il progetto è rivolto a bambini dai 4 ai 12 anni e consiste in un percorso di simulazione dell’esame di risonanza magnetica. Questo avviene tramite un simulatore dell’apparecchiatura vera e propria costruito con tutte le caratteristiche che il bambino ritroverà al momento dell’esame reale. Lo scopo di questo percorso – come si legge sul sito dell’associazione –  “è far sì che il piccolo paziente prenda confidenza con la risonanza magnetica e riesca ad affrontarla serenamente senza ricorrere all’anestesia generale“.

Come possiamo vedere in questo video dell’associazione BimboTu:

 

Vincere la paura con l’aiuto di un percorso personalizzato

Non doversi sottoporre all’anestesia generale fa davvero la differenza per i piccoli pazienti e le loro famiglie. In questo modo si evita al bambino di dover rispettare ore di digiuno, prima e dopo la procedura, e di rimanere in osservazione in ospedale dopo l’esame.

Tutto il percorso di educazione alla risonanza magnetica viene fatto con l’affiancamento di una psicologa, che aiuta il bambino a superare la paura dell’esame. Il percorso prevede di fare ricorso ad un elemento “àncora” ovvero la passione o una cosa amata dal bambino. Questo verrà poi utilizzato per costruire una storia immaginaria attorno al percorso di risonanza magnetica.

I risultati sono estremamente incoraggianti: nel primo anno di attività di RisoAmica, 56 bambini sui 61 coinvolti hanno potuto sostenere un esame di risonanza magnetica senza ricorrere all’anestesia generale, con una percentuale di riuscita dell’89%.

“Siamo davvero felici di condividere i risultati ottenuti – sottolinea Alessandro Arcidiacono, presidente di Bimbo Tu– rispondendo ad alcuni dei diritti fondamentali dell’infanzia: il diritto al gioco e al divertimento e il diritto alla salute. La fantasia dei bambini è un’energia potentissima che costruisce ponti tra la realtà e ciò che non esiste. È la forza costruttrice di cui ogni piccolo si serve per superare ostacoli e paure. RisoAmica è un percorso pensato per incanalare questa potente risorsa per aiutare ogni bambino a superare questo esame diagnostico complesso.” 

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Caterina Poli

Medico Chirurgo con focus sulla salute materno-infantile. Credo in un tipo di informazione chiara e accessibile a tutti, ma sempre rigorosa. Amo parlare di salute, benessere e diritti. Collaboro con Buonenotizie e partecipo al laboratorio di giornalismo costruttivo.

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