Studi sull’alimentazione dei bambini rilevano che spesso il sovrappeso nasce da un meccanismo di compensazione per carenze affettive e, pertanto, gli psicologici consigliano ai genitori di rivolgere più ascolto e gesti affettuosi ai figli. Dal rapporto OMS-Europa 2022 (Organizzazione Mondiale Sanità) emerge che in Italia 2 bambini su 5 hanno problemi di peso. 

Nella fascia tra i 5 e i 9 anni, il 42% dei bambini italiani è in sovrappeso o obeso, più i maschi che le femmine, rispetto alla media europea che è del 29,5%. Similmente, tra gli adolescenti (10-19 anni), si registra il 34,2% di ragazzi in sovrappeso, rispetto al 24,9% dei coetanei europei. La conseguenza è che oggi i bambini soffrono di patologie che nel passato riguardavano solo gli adulti, come il colesterolo alto e il diabete di tipo 2.

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L’eccesso ponderale infantile preannuncia un adulto malato

Nel citato rapporto OMS risulta che in Europa il 59% degli adulti è in sovrappeso o affetto da obesità. Evidenze scientifiche dimostrano che una scorretta alimentazione e l’aumento eccessivo di peso già durante la gravidanza influiscono sulla salute dello sviluppo del feto e i medici consigliano dieta e movimento ancora prima del concepimento. Sono soprattutto i primi anni di vita del bambino che influenzano la tendenza futura a sviluppare l’obesità. Tra i bambini obesi di 4-5 anni, almeno uno su quattro resta tale da adulto.

Le lesioni delle arterie prodotte dall’obesità, alla base del rischio di malattie cardiovascolari nell’adulto, si sviluppano fin dai primi anni di vita. Un bambino obeso su quattro è affetto dalla “sindrome metabolica”, condizione che ha portato a un incredibile aumento di casi di diabete tipo 2 in età pediatrica. Tra i bambini in sovrappeso, uno su due presenta un accumulo di grassi nel fegato (steatosi epatica) con un elevato rischio di ammalarsi di cirrosi epatica da adulto.

Industria alimentare e sedentarietà: i principali responsabili

L’assunzione di troppe calorie al giorno rispetto allo scarso dispendio energetico quotidiano, è dovuto alla produzione di alimenti appetibili e ipercalorici, economicamente convenienti e commercializzati in modo diffuso. Il cibo salutare è più costoso: gli hamburger più grassi costano meno di quelli con più proteine di carne magra e le merendine ricche di fibre sono più care di quelle ricche di zuccheri e grassi. Tra i cibi economici con elevato valore energetico, ma scarso valore nutritivo rientrano anche i pasti preconfezionati, in continuo aumento. Si sostituiscono frutta e verdura freschi con alimenti confezionati ipercalorici ricchi di grassi saturi e zuccheri.

Messe sotto accusa, le aziende alimentari cambiano policy. Al Congresso di Pediatria di ottobre 2023, Barilla, Coop e Danone hanno consegnato alla Società Italiana di Pediatria (SIP) il progetto Vivi-smart, la piattaforma digitale interattiva pensata per insegnanti e famiglie per diffondere una cultura dell’alimentazione. Nel progetto si ribadiscono le Linee Guida per una Sana Alimentazione (2023) incentrate principalmente sulla dieta mediterranea.

Concausa dell’obesità è la sedentarietà o comunque l’insufficiente esercizio fisico rispetto ad una alimentazione in cui l’apporto energetico dei cibi assunti è troppo elevato rispetto al fabbisogno dell’organismo. La nostra società è altamente digitalizzata, caratterizzata da troppe ore trascorse al computer, allo smartphone o alla televisione, con la proliferazione di giochi online, sia per bambini che per adulti, a discapito dell’attività fisica.

L’obesità dei bambini è strettamente correlata allo status socio-economico

Dallo studio “Obesità e disuguaglianze” condotto dalla World Health Organization risulta che l’obesità sia in rapido aumento nella fascia sociale più povera. Con l’aumento del costo del cibo, per le classi economicamente svantaggiate si riduce il budget destinato alla spesa alimentare di qualità. Queste famiglie comprano alimenti più economici, ma scadenti dal punto di vista nutrizionale. Ne segue che l’obesità dei bambini, spesso, è correlata allo status socio-economico dei genitori.

I ricchi, in molti casi, si mantengono più in normo-peso non solo perché il cibo sano costa di più e quindi è più accessibile economicamente per le classi agiate, ma anche perché le differenze socio-economiche incidono sui costi correlati alle attività sportive praticate dai ragazzi. Lo stile di vita più sedentario è maggiore nei gruppi economicamente più svantaggiati.

Alimentazione bambini: meno dolci e più attenzioni

Sotto accusa sono anche i genitori. L’abitudine alimentare dei genitori è un esempio per i figli. Non solo, studi sul comportamento rilevano che il mangiare in eccesso compensa carenze affettive e tensioni familiari, è un modo per “curare” emozioni non gratificanti, attenuare l’ansia, consolare delusioni e sintomi depressivi.

Gli psicologi consigliano pertanto ai genitori di instaurare in casa un clima più disteso, rivolgendo più ascolto e gesti affettuosi ai figli, evitando le scorciatoie delle merendine, facili e rapidi sostituti per lenire emozioni negative.

Il rapporto OMS suggerisce la prevenzione per impedire l’eccesso alimentare. Questa si attua implementando politiche attive, come la tassazione sulle bevande zuccherate, misura già presente in vari Paesi UE (sugar tax), introducendo restrizioni alla commercializzazione di alimenti malsani per i bambini e fornendo una specifica assistenza sanitaria di base.

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Lucia Massi

Lucia Massi

Avvocata, assistente universitaria in U.S.A., interprete del tribunale di Roma e promotrice di cultura italiana presso la F.A.O. Le lauree conseguite in Italia e all’estero, incluso un Ph.D. presso la Columbia University di New York, attengono alle discipline giuridiche e letterarie. Laureata in giornalismo, collaboro con BuoneNotizie.it.

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