Ciao e bentornato alla rubrica per genitori del giovedì.

L’argomento di oggi riguarda le richieste dei bambini: pensi sia giusto ignorarle oppure è bene accoglierle, negoziare e trovare soluzioni accettabili per tutti?

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Negoziare con tuo figlio per educare a lungo termine

Se si vuole evitare di imporsi, atteggiamento che esprime prepotenza, è utile, seppur più faticoso, trovare delle strategie di mediazione.

Ascoltare i bambini e le loro richieste e imparare a come negoziare con tuo figlio è perciò fondamentale per raggiungere lo scopo.

Come ti dicevo la scorsa settimana non è auspicabile aspettarti un’obbedienza passiva da parte di tuo  figlio poiché questo non è salutare per  il suo sviluppo.

Nello stesso tempo va da sé che non si possa dire solo di sì al proprio bambino, al contrario la stessa Maria Montessori invita i genitori a educare in un clima di amorevole fermezza.

Fermezza significa che non bisogna essere permissivi e accogliere qualsiasi richiesta e sviluppare anche la capacità di dire di no quando serve, rimanendo nell’amore.

Affinché le persone della famiglia che si occupano del bambino siano allineate è fondamentale condividere la scelta dei valori principali con cui si vuole educare e le regole su cui non si vuole transigere.

Ti faccio un esempio concreto. Nella mia famiglia le cose per noi importanti sono:

  • porre attenzione alla modalità con cui comunichiamo fra noi evitando il più spesso possibile di alzare la voce
  • comportarsi con gentilezza aiutandosi gli uni con gli altri
  • seguire un’alimentazione bilanciata senza sfociare nella rigidità ma volta al prendersi cura della propria salute e benessere

Quando si ha chiaro quali sono le cose fondamentali (che possono variare in base all’età di tuo figlio) è più facile sapere quando puoi lasciare andare ed essere più permissivo e quando invece è importante rimanere fermo su una decisione.

Ovviamente la negoziazione, specialmente coi bimbi piccoli, potrà portare a delle reazioni emotive importanti ed è proprio in quei casi che è necessaria l’amorevole fermezza.

E tu mi dirai: “Sì, ok ma in pratica cosa significa?”

Significa fare sentire il bambino accolto, compreso e amato e nello stesso tempo rimanere fermo nella decisione presa in qualità di educatore non solo di genitore.

Esempio di come negoziare con tuo figlio

Quindi se, per esempio, mia figlia mi chiede un biscotto mezz’ora prima di cena, le spiegherò con calma che prima si mangiano cibi nutrienti per la sua crescita e il biscotto lo potrà mangiare a colazione.

Spesso e volentieri la sua reazione sarà di piangere perché alla sua età non comprende le nostre motivazioni (ma le condividiamo lo stesso perché col tempo le capirà).

Se accetta in quel momento il contatto fisico la prenderò in braccio o la abbraccerò dicendo che capisco il suo disappunto ma che lo faccio per il suo benessere.

Oppure le restiamo vicino dicendole “Sfogati pure, la mamma e/o il papà sono qui vicino a te, mi dispiace che tu ti senta così ma il biscotto ora non te lo diamo“.

Diversamente, se in un altro momento decidiamo per esempio di leggere due libri e lei insiste per leggerne quattro asseconderò la sua richiesta poiché non inficia sui valori importanti per la famiglia.

Certo in questo caso il problema potrebbe essere di tempo perché ci sono altre cose da fare ed è per questo che è bene organizzarsi in modo da avere tempo a disposizione per giocare e fare attività con i bambini.

Spesso si dice che conta la qualità non la quantità ma specialmente nei primi anni di vita anche la quantità conta.

E’ per lo più attraverso il gioco che tuo figlio impara e fa esperienza durante l’infanzia ed è importante che una figura di riferimento sia a disposizione vicino a lui in caso di bisogno.

Perciò é utile avere chiare quali sono le priorità in famiglia in modo che ci sia equilibrio fra quelle educative e quelle pratiche.

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Sara Propoggia

Sara Propoggia, sono una Parent Coach: facilito la vita ai genitori che scelgono la consapevolezza e agiscono per creare un mondo pacifico e armonico, un giorno alla volta.

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