Negli ultimi anni, l’umanità si è ritrovata ad affrontare e superare difficoltà che si riteneva appartenessero a un passato ormai lontano, come la pandemia da COVID-19, che ha riesumato la sensazione di fragilità e la paura di una morte imminente, esponendo ogni individuo al pericolo del contagio.

Tali circostanze hanno avuto un impatto significativo sulla sfera psicologica delle persone, molte delle quali hanno risposto negativamente aumentando la propria vulnerabilità ad ansia, stress, depressione e altri fattori psicopatologici. In altri casi, invece, si è verificato un buon adattamento alle avversità, con conseguente riorganizzazione positiva della propria vita.

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In psicologia, tale fenomeno, prende il nome di resilienza. Si tratta di un’abilità naturalmente presente nell’essere umano che, se attivata, permette di sfruttare pienamente e al meglio le proprie risorse di auto-protezione, così da poter affrontare e superare eventi negativi, molto stressanti o traumatici e di rimodellare il proprio stile di vita in termini positivi o comunque più adattivi.

Come superare le difficoltà sviluppando la resilienza

Superare le difficoltà aiuta a crescere (Credits: Yan krukau, Pexels)

Superare le difficoltà: fattori di rischio e di protezione della resilienza

Chi sviluppa la resilienza ritrova in se stesso, nelle relazioni umane e in altri contesti ambientali tutti gli elementi necessari per fronteggiare e superare le difficoltà. Questi ultimi vengono definiti fattori protettivi e si dividono in: fattori individuali, come l’ottimismo, l’empatia, l’autostima, buone capacità di coping e di risoluzione dei problemi, nonché una comunicazione efficace.

Altri fattori di protezione dipendono dal contesto sociale dell’individuo, nonché dalla sua capacità e dal suo grado di integrazione all’interno di una comunità. Lo sviluppo della resilienza, inoltre, è favorito dalla qualità dei rapporti che si instaurano nel corso della propria vita, sia prima che dopo l’evento traumatico e dal sostegno, pratico ed emotivo, di familiari e amici.

Viceversa, i fattori di rischio sono tutti gli elementi o le circostanze avverse che riducono la capacità di resistere al dolore e aumentano il livello di vulnerabilità agli eventi stressanti e alle complicanze che ne derivano.

Nel 1989, la psicologa americana Emmy Werner e il suo team hanno classificato tali fattori in: difficoltà emozionali, come esperienze di abuso, apatia, immaturità emozionale e basso controllo emotivo; problemi familiari, scolastici e interpersonali, come alienazione e isolamento; contesto ecologico, relativo alla disorganizzazione sociale, al razzismo, alla disoccupazione e a condizioni di povertà estrema.

A questi si aggiungono il ritardo nello sviluppo di determinate abilità, come nei casi di disabilità intellettiva, deficit dell’attenzione, scarsa attitudine al lavoro e handicap costituzionali, quali: complicanze perinatali e disabilità sensoriali, motorie o di altra natura.

Come superare le difficoltà sviluppando la resilienza

Supporto sociale, un incentivo alla resilienza (Credits: Julia Larson, Pexels)

Come sviluppare la resilienza nella quotidianità

Pur essendo una capacità intrinseca alla natura umana, la messa in pratica della resilienza, varia da individuo a individuo, in quanto strettamente correlata alla situazione, all’ambiente e al contesto sociale in cui si vive.

Per svilupparla e superare le difficoltà bisogna, innanzitutto, essere ottimisti: la predisposizione a voler trovare il lato positivo degli eventi favorisce il benessere individuale e protegge dal disagio e dalla sofferenza fisica e psicologica. Una buona dose di ottimismo aiuta a sminuire le difficoltà della vita e a mantenersi lucidi nell’analizzare tutte le possibili soluzioni, adattandosi alla realtà in modo consapevole.

È necessario, poi, avere buoni livello di autostima e di robustezza psicologica. Quest’ultima, definita anche hardiness, include tre elementi: il locus of control interno, cioè la convinzione di poter controllare l’ambiente circostante, mobilitando le risorse utili per affrontare una data situazione; l’impegno, caratterizzato dalla capacità di avere obiettivi chiari e ben definiti che incrementano motivazione e positività e la sfida, che permette di considerare qualsiasi cambiamento come un’occasione di crescita e non una minaccia alle proprie sicurezze.

Anche coltivare emozioni positive aiuta a sviluppare la resilienza: affinché ciò accada, per esempio, ci si può focalizzare su quello che si possiede e non sulle cose che mancano. Infine, di fondamentale importanza, è il supporto sociale, cioè la consapevolezza di sentirsi oggetto di amore e di cura e di essere stimati e apprezzati.

Circondarsi di persone disponibili, non giudicanti e pronte ad ascoltare, infatti, induce il singolo a raccontare delle proprie problematiche e a liberarsi dalla propria sofferenza. Questo favorisce il passaggio da un dialogo totalmente introspettivo, penoso e solitario, che rischia di sfociare in una sorta di comunicazione delirante, alla condivisione partecipata di quanto accaduto.

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Brunella Mascolo

Logopedista e aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al progetto formativo realizzato dall'Associazione Italiana Giornalismo Costruttivo. Come professionista sanitario, nonché persona molto empatica e introspettiva, scrivo principalmente di tematiche inerenti alla crescita personale e alla prevenzione e alla tutela della salute e del benessere mentale.

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