Prescrivere la cultura come una vera e propria medicina, da prendere per stare meglio e crescere forti. Da questa idea nasce il progetto Sciroppo di Teatro, che permette a bambine e bambini di diverse città italiane di andare a teatro con la ricetta del proprio pediatra.

Sciroppo di Teatro: quando il medico prescrive cultura

Il progetto Sciroppo di Teatro nasce in Emilia Romagna nel 2021 grazie a un’idea di Silvano Antonelli, attore, direttore artistico e fondatore della compagnia teatrale Stilema. Con oltre 50 anni di esperienza nel teatro per ragazzi in Italia, Antonelli è uno dei principali protagonisti del settore. “È un’idea che poggia sulla consapevolezza che i pediatri non sono soltanto dei prescrittori di medicinali. Sono riferimenti per le famiglie per la cura complessiva del bambino, ricorda Antonelli in una intervista al periodico Vita di dicembre 2023.

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Oggi il progetto è alla quarta edizione ed ha ampliato molto la sua platea, estendendosi anche ad altre regioni italiane come Lazio e Piemonte. L’idea è semplice: i bambini e le bambine dai 3 agli 11 anni, assieme ad un accompagnatore, hanno l’opportunità di partecipare a spettacoli teatrali grazie a un voucher prescritto dai pediatri, al costo simbolico di tre euro a rappresentazione. Un bel progetto che avvicina i più piccoli e le loro famiglie al teatro e alla cultura, scavalcando differenze sociali e possibilità economiche dispari.

L’arte che cura

La cultura è medicina per l’anima e dovrebbe essere accessibile a tutti, soprattutto ai più piccoli. L’idea alla base del progetto Sciroppo di Teatro è di prendersi cura del bambino nell’insieme. “Il bambino tutto intero” è lo slogan di Antonelli, una prospettiva per cui il bambino “non ha solo bisogno di una pasticca, ma anche di un’esperienza di benessere totale, all’interno del suo ambiente, della famiglia e del suo percorso di crescita”.

Per curare le carenze culturali dei più piccoli Antonelli, attraverso la Fondazione ATER (Associazione Teatrale Emilia-Romagna)[1], ha creato un gruppo di lavoro misto, composto da professionisti dello spettacolo e da pediatri. Tra questi il dottor Volta, direttore dell’Unità materno-infantile all’ospedale di Reggio Emilia. “Mettere nelle condizioni i bambini di emozionarsi, ricorda Volta sempre nell’intervista a Vita, fa molto molto bene al cervello, che progredisce e si sviluppa, favorisce la memorizzazione e il pensiero. Andare a teatro per un bambino vuol dire divertirsi ed emozionarsi. È un’esperienza relazionale che favorisce il dialogo e la riflessione”.

I progetti teatrali funzionano davvero…

A quattro anni dalla prima edizione, la Fondazione ATER, promotrice del progetto Sciroppo di Teatro, ha condotto un’inchiesta per valutarne i risultati. I dati raccolti sono molto incoraggianti. I voucher distribuiti dai pediatri hanno aumentato il consumo culturale di chi già andava a teatro. Soprattutto, però, il progetto è riuscito a coinvolgere famiglie che prima non avevano questa abitudine. Addirittura le persone intervistate hanno dichiarato di non aver assistito a spettacoli solo nei teatri della propria città, ma di essersi spostate all’interno delle province per seguire la programmazione. Sciroppo di Teatro ha inoltre portato ad un aumento dell’offerta di spettacoli dedicati alle famiglie nei teatri delle città coinvolte.

Insomma, il teatro fa bene a grandi e piccini e sempre più persone sembrano accorgersene. In giro per l’Italia fioccano iniziative teatrali che hanno come scopo il benessere e l’inclusione della persona. Tra queste, l’esperienza di teatro sociale della Cooperativa Immaginaria a Benevento. La cooperativa ha proposto un laboratorio teatrale, includendo anche persone con disabilità, per mettere in scena una commedia sulla vita di Becket. Altra iniziativa interessante è quella del San Carlo di Napoli, che mira ad avvicinare i più giovani alla sua storia attraverso un videogioco educativo.

Fonti:

[1]Fondazione ATER: programmazione 2024
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Caterina Poli

Medico Chirurgo con focus sulla salute materno-infantile. Credo in un tipo di informazione chiara e accessibile a tutti, ma sempre rigorosa. Amo parlare di salute, benessere e diritti. Collaboro con Buonenotizie e partecipo al laboratorio di giornalismo costruttivo.

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