Era il 2004 quando, con l’approvazione della Legge 40, arrivava in Italia la Procreazione medicalmente assistita (PMA). In vent’anni oltre 217.000 bambini sono nati grazie a questa tecnica, con tassi di successo sempre in crescita grazie ai progressi della ricerca. Quando parliamo di Procreazione medicalmente assistita facciamo riferimento all’insieme delle tecniche che permettono di aumentare le possibilità di ottenere una gravidanza nelle coppie non fertili.

Negli anni sempre più persone hanno fatto ricorso a questo tipo di trattamento. Nel 2022 l’Istituto superiore di sanità ha stimato che il 4,25% di tutti i bambini nati in Italia sia stato concepito tramite Procreazione medicalmente assistita. Dal 2017 tutte le tecniche di PMA sono state inserite nei Livelli essenziali di assistenza (LEA). I LEA comprendono tutte le prestazioni fornite a titolo gratuito o dietro pagamento di un ticket dal Sistema sanitario nazionale.

Vent’anni di PMA in dati

Il 25 luglio 1978 nasceva in Inghilterra Louise Joy Brown, la prima persona concepita tramite Procreazione medicalmente assistita. I genitori di Louise avevano deciso di ricorrere a questa tecnica sperimentale dopo nove anni di tentativi infruttuosi di ottenere una gravidanza. Nel 2006 Louise ha a sua volta avuto un figlio, concepito naturalmente. Dopo la nascita di Louise la PMA si è gradualmente diffusa in tutto il Mondo, fino ad arrivare, nel 2004, anche in Italia.

Con l’introduzione della Procreazione medicalmente assistita nel nostro Paese, è stato istituito un Registro nazionale che viene aggiornato annualmente e permette di tenere traccia delle attività di Procreazione assistita e, dunque, dell’applicazione della Legge 40. Proprio grazie al Registro, possiamo vedere come si sono evoluti i dati riguardanti la PMA in questi primi vent’anni. Dalla sua introduzione, la Procreazione medicalmente assistita ha quasi raddoppiato la sua attività, passando da 63.585 trattamenti nel 2005 a 109.755 nel 2022. Ha più che triplicato il suo tasso di successo: la percentuale di bambini da PMA sulla popolazione generale è passata dall’1,22% nel 2005 al 4,25% nel 2022.

Procreazione assistita: nuove frontiere grazie a ricerca e tecnologia

Le tecniche di procreazioni medicalmente assistita hanno tassi di successo sempre maggiori grazie alla ricerca e allo sviluppo di nuove tecnologie e farmaci. Si parla di possibilità di portare a termine una gravidanza aumentate addirittura del 30%. Secondo una ricerca  presentata al Congresso di medicina della riproduzione ed embriologia (ESHRE), il tasso di successo delle gravidanze insorte tramite PMA è passato dal 32% del 2010 al 42% del 2020. Si tratta di un’opportunità importante, che va incontro al desiderio di genitorialità della coppia e pone un freno al problema della denatalità in Italia e in Europa.

L’impiego di nuove tecnologie ed, in particolare, di modelli di intelligenza artificiale promette di aprire nuove frontiere nell’ambito della PMA, rendendola sempre più sicura ed efficacie. Un gruppo di scienziati dell’università di Pechino ha messo a punto, nel 2023, un modello basato sull’intelligenza artificiale in grado di prevedere la probabilità di ogni singolo embrione di dare vita ad una gravidanza a termine. Si tratta attualmente di un modello sperimentale, che promette però di poter essere applicato nella clinica in un futuro prossimo.

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Caterina Poli

Medico Chirurgo con focus sulla salute materno-infantile. Credo in un tipo di informazione chiara e accessibile a tutti, ma sempre rigorosa. Amo parlare di salute, benessere e diritti. Collaboro con Buonenotizie e partecipo al laboratorio di giornalismo costruttivo.

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