Sono sempre di più le coppie che si sottopongono a tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) per soddisfare un desiderio di genitorialità che sarebbe altrimenti impossibile. Ma in cosa consiste esattamente? Con il termine procreazione medicalmente assistita si intende l’insieme delle tecniche che nascono per soddisfare il desiderio di avere un figlio in coppie che non sono in grado di procreare con metodi naturali.

Infertilità: una condizione sempre più comune

La medicina definisce l’infertilità come l’incapacità di ottenere una gravidanza dopo almeno un anno di regolari rapporti sessuali non protetti. È una problematica in costante aumento nei Paesi a maggiore tenore economico e in Italia coinvolge il 15% delle coppie, più di una su 10. La procreazione medicalmente assistita può essere un’opzione per tutte loro.

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Procreazione medicalmente assistita

In Italia 1 coppia su 10 ha problemi di infertilità. Fonte: ministero della Salute; grafico elaborato da BuoneNotizie.it

Sia gli uomini che le donne possono avere problemi legati alla fertilità: si stima che all’interno delle coppie che non riescono ad avere un bambino nel 50% dei casi la problematica riguardi l’uomo e nel 50% la donna. Le cause possono essere diverse: nella donna patologie come l’endometriosi o alterazioni ormonali come la sindrome dell’ovaio policistico possono compromettere la capacità riproduttiva. Per gli uomini patologie come il varicocele o problematiche prostatiche possono rendere difficile il concepimento di un bambino. Esistono poi una serie di fattori che mettono a rischio di infertilità: tra i più comuni l’obesità, il fumo di sigaretta e l’eccessivo consumo di alcool.

Procreazione medicalmente assistita

Cause di infertilità maschile e femminile. Fonte: Ministero della Salute; grafico elaborato da BuoneNotizie.it

Procreazione medicalmente assistita: i numeri

Sempre più coppie fanno ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita. L’istituto superiore di sanità stila ogni anno un report che fotografa lo stato di attuazione della Legge n.40/2004, che regola le norme in materia di PMA. Secondo l’ultimo report, nell’anno 2020, sono stati 10.258 i bambini nati da tecniche di procreazione medicalmente assistita, pari a circa il 3% di tutti i nati.

Nonostante un momentaneo stop dovuto alla pandemia da SarsCov2, i trend di ricorso alla PMA sono da anni in costante crescita su tutto il territorio nazionale. Un ruolo a favore di questa crescita lo ha sicuramente giocato l’introduzione, nel 2017, di tutte le tecniche di PMA nei livelli essenziali di assistenza (LEA). I LEA comprendono tutte quelle prestazioni che vengono fornite a titolo gratuito o dietro pagamento di un ticket dal sistema sanitario nazionale.

Procreazione medicalmente assistita

Percentuale di bambini nati da PMA in Italia e in Europa. Fonte: Ministero della Salute.

Le tecniche di procreazione medicalmente assistita

La procreazione medicalmente assistita si avvale di diversi tipi di tecniche che comportano la manipolazione di ovociti, spermatozoi o embrioni nell’ambito di un trattamento finalizzato a realizzare una gravidanza. Queste metodiche vengono suddivise in tecniche di I, II e III livello in base alla complessità e al grado di invasività che le caratterizza:

Metodiche di I livello sono semplici e poco invasive e caratterizzate dal fatto che la fecondazione si realizza all’interno dell’apparato genitale femminile. Tecniche di II e III livello sono invece più complesse e invasive e prevedono che la fecondazione avvenga in vitro.

I livello:

  • Inseminazione sopra-cervicale: consiste nella deposizione, tramite catetere, del seme maschile all’interno della cervice uterina, ossia in una posizione più favorevole per il raggiungimento dell’ovocita.
  • Induzione di ovulazione multipla tramite una terapia ormonale.

II livello:

  • Fecondazione in vitro e trasferimento dell’embrione (FIVET): ovocita e spermatozoi vengono prelevati e incubati su uno stesso vetrino, dove avviene la fecondazione. L’embrione che ne deriva viene poi inserito nell’utero materno.
  • Iniezione intra-citoplasmatica dello spermatozoo (ICSI): lo spermatozoo viene iniettato all’interno dell’ovocita e l’embrione che ne deriva viene impiantato nell’utero.

III livello:

  • Prelievo microchirurgico di gameti dal testicolo
  • Prelievo degli ovociti per via laparoscopica, tramite intervento chirurgico.

“L’infertilità è la malattia del vuoto”– racconta Raffaella Clementi nel suo libro “Lettera ad un bimbo che é nato” (Imprimatur), dedicato a suo figlio, concepito tramite procreazione medicalmente assistita- “Ho avuto paura dell’incertezza del risultato, di non essere all’altezza della ricerca, di non reggere davanti al fallimento. Ma ce l’ho fatta”.

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Caterina Poli

Medico Chirurgo con focus sulla salute materno-infantile. Credo in un tipo di informazione chiara e accessibile a tutti, ma sempre rigorosa. Amo parlare di salute, benessere e diritti. Collaboro con Buonenotizie e partecipo al laboratorio di giornalismo costruttivo.

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