L’inquinamento acustico è un fenomeno diffuso e pericoloso per la salute. In base a quanto stabilito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), i rumori che superano i 65 decibel rientrano in questo genere di inquinamento, con danni che non interessano solo l’udito. Traffico urbano, musica alta nei locali, uffici affollati, notifiche dello smartphone sono solo alcuni dei rumori che accompagnano lo scorrere del quotidiano, ma quando i decibel sono troppi, a risentirne è il benessere psichico e fisico delle persone.

La soluzione è cercare di prendersi ogni giorno una pausa dal rumore per dedicare un po’ del proprio tempo al silenzio. Godere del silenzio ha numerosi benefici sulla salute, sia in termini di prevenzione rispetto a determinate patologie, sia in termini di potenziamento delle proprie capacità. Il silenzio favorisce la produzione di nuovi neuroni, promuove creatività, chiarezza mentale, concentrazione ed empatia.

Inquinamento acustico: quando troppi decibel fanno male

Una ricerca condotta nel 2022 dall’Institute for Global Health di Barcellona evidenzia che ben 60 milioni di cittadini europei sono esposti ogni giorno a rumori che oltrepassano i 53 decibel, limite di sicurezza stabilito dall’OMS.

Questa sovraesposizione acustica può generare nell’organismo uno stato di allerta, con conseguente produzione di ormoni quali adrenalina e cortisolo, responsabili di stress, nervosismo e tensione. Il rumore eccessivo può aumentare la frequenza cardiaca e la vasocostrizione, fattori che concorrono all’insorgere di patologie cardiovascolari e ischemiche, nonché incidere negativamente sulla qualità del sonno, aumentando il rischio di malattie come obesità e diabete.

L’inquinamento acustico può anche causare spossatezza, malumore e facilitare l’insorgere di stati depressivi, inficiando la capacità di concentrazione come pure il rendimento nel lavoro, nello studio, nello sport.

Silenzio: come combattere l’inquinamento acustico

Bastano quindici minuti al giorno di silenzio per ricaricare le energie, migliorando la salute fisica e mentale. Spegnere la musica mentre si viaggia in auto, fare una passeggiata nella natura o alzarsi quando il resto della casa dorme sono abitudini che permettono di riequilibrarsi. I benefici offerti dal silenzio sono molteplici:

  • riduce la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna prevenendo l’ipertensione, oltre che abbassare la produzione di cortisolo, ormone dello stress
  • aiuta il corpo a secernere serotonina, endorfine e ossitocina, ormoni che promuovono lo stato di benessere
  • favorisce la connettività cerebrale. Durante i momenti di quiete il cervello entra in uno stato chiamato default mode network (DMN), nel quale riesce a organizzare facilmente i pensieri e a esprimere maggiormente la propria creatività, agevolando riflessione e pianificazione
  • promuove lo sviluppo personale favorendo l’introspezione, stato interiore nel quale si possono cogliere i propri sentimenti, desideri e timori profondi
  • allevia la tensione e promuove il rilassamento, contrastando l’insonnia: ritagliarsi durante il giorno momenti di pace aiuta a godere di un riposo migliore durante la notte.

Silenzio, alleato di memoria ed emozioni

Uno studio condotto dalla Duke University Medical School afferma che due ore al giorno senza rumori possono incentivare la neurogenesi, cioè la produzione di nuove cellule cerebrali. In particolare, il silenzio promuove la crescita di neuroni nell’ippocampo, regione cerebrale correlata alla memoria e alle emozioni.

La quiete migliora anche l’attività di una regione del lobo parietale del cervello, la circonvoluzione sopramarginale destra, area collegata alla sensibilità emotiva e all’empatia. Quando questa zona risulta danneggiata, l’abilità empatica si riduce, le decisioni vengono prese con maggiore lentezza e diminuisce l’interesse verso le persone care.

Godere del silenzio consente di potenziare le prestazioni di quest’area, incrementando la capacità di provare emozioni e di cogliere lo stato emotivo degli altri, migliorando i rapporti interpersonali. Il silenzio è un alleato per arginare gli effetti negativi del rumore, ma anche per la crescita personale.

Come scriveva il poeta Abdelmajid Benjelloun…

Il silenzio è la gentilezza dell’universo

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Carlotta Sganzerla

Carlotta Sganzerla Mantovani

Mi sono laureata in filosofia per cercare di comprendere il fondamento dei fenomeni, la dimensione morale, portandomi ad analizzare questioni inerenti la società e le nuove tecnologie. Abbraccio questi temi prospettando soluzioni alla complessità della realtà. Da qui la mia scelta del giornalismo costruttivo. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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