Il mal di testa è uno dei disturbi più comuni che colpiscono milioni di persone in tutto il mondo. Spesso l’inverno incrementa l’emicrania, a causa del freddo, dei cambiamenti sulla pressione sanguigna e della possibile riduzione dell’attività fisica. Secondo quanto dichiarato dall’Istituto Superiore di Sanità, sono circa 7 milioni le persone che ne soffrono in Italia, in particolare le donne. Il mal di testa, in alcuni casi, può essere un sintomo di altre patologie, come infezioni o disturbi neurologici, ma la maggior parte delle volte si tratta di fenomeno benigno.
Il mal di testa è oggetto di studio della ricerca scientifica, al fine di ottenere al più presto un trattamento definitivo. A tal proposito emergono i risultati dello studio internazionale condotto dal dottor Paolo Martelletti, esperto di cefalee e docente alla Università Unitelma Sapienza Università di Roma, i quali dimostrano come l’attività fisica possa risultare benefica per chi soffre di tale condizione.
Cause e sintomi dell’emicrania
L’emicrania è la forma di mal di testa più diffusa: una condizione che si manifesta sotto forma di dolore acuto e pulsante, tra la regione frontale del capo e quella delle tempie. Quando tali sintomi si presentano per almeno 15 giorni nel corso del mese, per tre mesi consecutivi, l’emicrania degrada nella sua forma cronica, diventando invalidante per chi ne soffre.
Le cause scatenanti dell’emicrania sono, perlopiù, di natura sistemica. Si presentano come condizioni infiammatorie pregresse presenti nell’organismo, predisposizione genetica alla patologia, fattori ormonali ed esterni. Possono però causare emicrania anche i cambiamenti di clima e temperatura: per questo motivo l’inverno può essere una stagione in cui il mal di testa può acutizzarsi.
I sintomi, oltre a quelli precedentemente citati, sono vertigini, nervosismo, sudorazione eccessiva, agitazione, brividi e dolore addominale. La fase dolorosa può essere anticipata da sensazione di rigidità al collo, disturbi visivi, motori e del linguaggio, stitichezza, irritabilità, alterazione dell’appetito e formicolio a braccia e gambe.
Lo studio che dimostra l’efficacia dell’attività fisica contro il mal di testa
Il mal di testa da emicrania causa un forte malessere in chi ne soffre, soprattutto nel caso in cui la patologia risulti cronica. A tal proposito lo studio condotto dal dottor Paolo Martelletti, in seguito pubblicato sulla rivista SN Comprehensive Clinical Medicine, ha dimostrato l’efficacia dell’attività fisica nella gestione del malessere causato dalla patologia.
In particolare l’analisi ha coinvolto 108 soggetti con emicrania cronica in due stagioni e tutti i partecipanti hanno riscontrato un miglioramento della sintomatologia in seguito alla pratica costante dell’esercizio fisico, sia svolto attivamente che passivamente, come terapia riabilitativa, in concomitanza con i farmaci. I pazienti descrivono una significativa riduzione del numero di episodi e della loro intensità, in particolare in inverno, permettendo loro di limitare l’uso degli analgesici adoperati per la gestione del dolore.
La conseguenza è stata quindi un miglioramento della qualità della vita, soprattutto in termini personali e sociali. A beneficiarne maggiormente sono stati coloro che, a causa di altre patologie pregresse, come quelle di natura cardiaca o cerebrale, erano impossibilitati all’utilizzo di farmaci specifici. «Per migliorare l’irrorazione sanguigna l’esercizio fisico è fondamentale, in particolare in inverno – spiega il dottor Martelletti –Risultano quindi particolarmente indicati per quei pazienti che presentano diverse limitazioni prescrittive, perché hanno dei fattori di rischio per altre malattie, quali le patologie cardio-cerebro-vascolari, psichiatriche, gastro-enterologiche per le quali i farmaci contro l’emicrania sono sconsigliati, o anche per quei pazienti che sono ‘resistenti alle cure’, ovvero su cui precedenti trattamenti farmacologici hanno fallito».