Masticare chewing gum

è un’azione così automatica che raramente ci soffermiamo a pensare al perché lo facciamo. Accanto alle già note proprietà ludiche, da passatempo, delle gomme da masticare, più recentemente sono state pubblicizzate (da noti chef) anche le proprietà sostitutive dello spazzolino per tenere puliti i denti dopo un pasto.

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Eppure, la scienza sta verificando come, dietro il gesto quotidiano della masticazione, si nasconda un alleato prezioso per la salute del cervello. Negli ultimi anni, infatti, neuroscienze e medicina hanno iniziato a guardare con sempre maggiore attenzione all’atto della masticazione in tal senso.

Sorprendentemente da questi studi si è scoperto che la masticazione, oltre a digerire meglio il cibo, può contribuire anche a mantenere la mente più attiva e in salute. In particolare gli scienziati si sono focalizzati sulle gomme da masticare come modello di studio, dimostrando che masticare chewing gum contribuisce a rallentare l’invecchiamento del cervello.

Un cervello che si accende a ogni morso

Lo studio in questione ha dimostrato, attraverso tecniche di neuroimaging, che masticare chewing gum attiva in modo affidabile specifici circuiti sensorio-motori. Questo meccanismo influenza allo stesso tempo sia regioni cerebrali legate all’attenzione sia alla regolazione dello stress oltre, probabilmente, alla memoria.

Sebbene questi effetti siano spesso di breve durata, cioè legati al solo periodo della masticazione, tuttavia la varietà dei risultati, dai cambiamenti nell’ossigenazione della corteccia cerebrale alle variazioni delle risposte dell’elettroencefalogramma (EEG), evidenzia la capacità del chewing gum di modulare la funzione cerebrale oltre un semplice controllo motorio orale.

Quando mastichiamo, dunque, non lavorano solo i denti. I muscoli della bocca inviano segnali continui al cervello attraverso il nervo trigemino, una sorta di “autostrada” nervosa che stimola diverse aree cerebrali, in particolare quelle legate all’attenzione e alla memoria.

In definitiva, la masticazione aumenta il flusso sanguigno cerebrale: più ossigeno e nutrienti arrivano ai neuroni, più questi possono funzionare in modo più efficiente.

Memoria e concentrazione: benefici quotidiani

Non è un caso se masticare un chewing gum durante lo studio o il lavoro è spesso associato a una maggiore concentrazione. Questo dato viene confermato dai numerosi studenti che lo fanno con la testa china sui libri. Come pure i numerosi atleti che masticano chewing rum, uno tra i più frequenti strumenti antistress prima di entrare in campo per la gara.

Alcune ricerche suggeriscono che la masticazione ritmica aiuti a mantenere alto il livello di vigilanza e migliori le prestazioni nell’ambito della memoria a breve termine. Un effetto lieve ma costante, che nel tempo può fare la differenza, soprattutto in età adulta e anziana.

Masticare per prevenire il declino cognitivo

Ma il legame tra masticazione e cervello diventa ancora più interessante quando si parla di invecchiamento. Uno studio sui roditori ha dimostrato che la perdita dei denti o una masticazione inefficace sono state associate a un maggior rischio di declino cognitivo.

L’ipotesi è che una ridotta stimolazione masticatoria porti a una minore attivazione cerebrale cronica. Secondo questo studio una buona salute orale e una masticazione adeguata potrebbero quindi contribuire, insieme ad altri fattori, a preservare le funzioni cognitive nel tempo.

Masticare, non solo chewing gum

Attenzione però: non basta masticare chewing gum in modo distratto per mantenere il cervello giovane. Gli esperti sottolineano l’importanza di una masticazione quotidiana lenta e consapevole, soprattutto durante i pasti. I cibi che richiedono più lavoro da parte dei denti, come frutta secca, verdure crude o pane integrale, sono da inserire nella dieta.

Essi stimolano maggiormente i muscoli masticatori e, di conseguenza, hanno un’azione positiva sul cervello. Senza dimenticare che l’accuratezza della masticazione contribuisce a una migliore digestione, in quanto stimola la produzione di ptialina, enzima della saliva che inizia la digestione degli amidi già in bocca.

Un gesto semplice, un effetto sorprendente

In un’epoca in cui cerchiamo spesso soluzioni complesse per migliorare le nostre capacità mentali e la qualità di vita, l’effetto benefico della masticazione ci ricorda che il cervello ama anche la semplicità.

Mangiare con calma, masticare bene e prendersi cura dei propri denti non è solo una questione di digestione o di estetica: è un piccolo investimento quotidiano non solo per lo stomaco ma anche per la salute cerebrale.

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Un giornalista si intervista allo specchio

Michele Vetrugno

Michele Vetrugno, medico oculista da più di 30 anni, con la passione per la chirurgia e la scrittura. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche su tematiche di ricerca clinica e chirurgica.

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