La finanza sostenibile o responsabile costituisce un’importante innovazione per porre il sistema finanziario al servizio del benessere collettivo ed è l’applicazione del concetto di sviluppo sostenibile all’attività finanziaria, integrando in essa i principi ambientali, sociali e di governance, riassunti con la sigla ESG che sta per Environmental, Social and Governance.

Che cosa sono i principi ESG

L’acronimo ESG risale al 2005 e si riferisce a una serie di criteri di misurazione e di standard delle attività ambientali, sociali e della governance di un’organizzazione, parametri che sono utilizzati dagli investitori per valutare le loro scelte di investimento, che si concretizzano in un insieme di standard a cui si devono ispirare le operazioni di un’azienda per garantire il raggiungimento di determinati risultati ambientali, a livello sociale e di gestione.

I criteri che sottostanno alla lettera “E” di Environmental sono quelli ambientali, che valutano come un’azienda si comporta nei confronti dell’ambiente nel quale è collocata. Quelli collegati alla lettera “S” di Social sono relativi all’impatto sociale ed esaminano l’impatto e la relazione con il territorio e le persone: dipendenti, fornitori, clienti e in generale le comunità con cui opera o con cui è in relazione. La “G” di Governance infine riguarda i temi di una gestione aziendale ispirata a buone pratiche e a principi etici, come le logiche legate alla retribuzione dei dirigenti, il rispetto dei diritti degli azionisti, la trasparenza delle decisioni aziendali e il rispetto delle minoranze.

Perché è importante la finanza sostenibile

La finanza sostenibile ha un ruolo chiave da svolgere nel conseguimento degli obiettivi strategici del Green Deal europeo e degli impegni internazionali dell’UE in materia di clima e sostenibilità, poiché convoglia gli investimenti privati sulla transizione verso un’economia climaticamente neutra, resiliente ai cambiamenti climatici, efficiente sotto il profilo delle risorse ed equa. La transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio è fortemente sostenuta dall’UE che si è posta  in prima linea negli sforzi volti a costruire un sistema finanziario che favorisca la crescita sostenibile.

La finanza responsabile potrà dare un importante contributo per garantire una ripresa sostenibile dopo la pandemia di Covid-19, orientando gli investimenti e reindirizzandoli verso tecnologie e aziende a minor impatto ambientale. In questo modo, possiamo muoverci verso la creazione di un’economia circolare a basse emissioni di CO2. Pertanto, la finanza sostenibile è molto importante non solo per migliorare la salute del pianeta, ridurre i danni all’ambiente e all’economia causati dai disastri meteorologici, ma anche, nel lungo termine, nell’attrarre nuovi capitali.

La finanza sostenibile in Italia

Il principio di finanza sostenibile, con l’aggiunta dell’Articolo 111 bis, è stato inserito nel Testo Unico bancario che definisce gli operatori di finanza etica e sostenibile come coloro che valutano i finanziamenti “con particolare attenzione all’impatto sociale e ambientale“. Inoltre, per rientrare in un sistema etico, gli operatori bancari “devolvono almeno il 20% del proprio portafoglio di crediti a organizzazioni senza scopo di lucro” e “adottano un sistema di governance e un modello organizzativo a forte orientamento democratico e partecipativo“, oltre a “politiche retributive tese a contenere al massimo la differenza tra la remunerazione maggiore e quella media della banca

Il mondo finanziario italiano si distingue a livello globale per l’impegno sui temi della sostenibilità. Lo rileva  l’EY Sustainable Finance Index, il benchmark globale che confronta oltre 1100 società di servizi finanziari (banche, assicurazioni, società di gestione patrimoniale e del risparmio) in tutto il mondo in relazione ai parametri ESG.

L’EY Index classifica i progressi di diversi paesi sulla strada dello sviluppo sostenibile assegnando un punteggio da 1 a 10 per misurare l’ampiezza e il dettaglio delle informazioni relative alle attività ESG. Le compagnie assicurative italiane sono davanti a tutti gli altri Paesi nelle attività volte a limitare o ridurre il proprio impatto ambientale con 8,4 punti su 10 e si comportano bene anche nelle attività di gestione dell’energia. Bene anche le banche, con performance superiori alla media mondiale in termini di parametri ambientali, ma hanno margini di miglioramento nei temi sociali e di governance. Considerando che l’Italia ha sempre avuto difficoltà a stare al passo con gli standard europei, soprattutto quando si tratta di questioni ambientali, questa ricerca è sicuramente un buon risultato per il nostro sistema finanziario.

 

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