Il sistema scolastico italiano è considerato uno dei più stressanti al mondo, secondo il progetto “Facciamo scuola – L’educazione in Italia ai tempi del Covid-19” dell’associazione “WeWorld“. Un paese dal quale imparare è la Finlandia, perché ha uno dei sistemi scolastici migliori del mondo, infatti si posiziona al decimo posto nella classifica mondiale dell’indice dell’Ocse in cui l’Italia è 34esima. Alcune iniziative sono già state applicate nel nostro paese.

Equità e focus sullo studente

In Finlandia, tutte le scuole dell’obbligo sono pubbliche e di alto livello. Non ci sono stacchi tra primaria e secondaria e la scuola obbligatoria unica dura dai 7 ai 18 anni, permettendo agli studenti di rimanere sempre con gli stessi compagni e in un ambiente scolastico che conosce le loro specifiche capacità.

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La valutazione dei ragazzi si basa sulle loro abilità e potenzialità senza l’uso dei voti fino ai 13 anni e gli studenti si dividono in base agli interessi e livello di apprendimento. L’obiettivo è di evitare un livellamento verso il basso e l’apprendimento viene visto come una possibilità di sviluppare al meglio le proprie potenzialità.

Fino ai 18 anni l’istruzione è gratuita per tutti, inclusi pasti giornalieri, libri di testo, strumenti, materiali e ripetizioni in caso di difficoltà. Inoltre, gli studenti delle scuole superiori che vivono a più di sette chilometri dalla scuola hanno diritto ai trasporti gratuiti. Ciò promuove l’uguaglianza e l’accesso all’istruzione per tutti, indipendentemente dallo status socio-economico.

Qualità degli insegnanti e sperimentazione didattica

Secondo l’istituzione Education at a Glance, il corpo docente finlandese è tra i più giovani in Europa, con il 7% degli insegnanti sotto i 30 anni e il 57% sotto i 50 e gode di un’istruzione continua e di alto livello che garantisce un apprendimento migliore per gli studenti.

La tecnologia è vista come uno strumento didattico di pari importanza rispetto ad altri, è utilizzata per migliorare l’apprendimento senza sostituire i metodi di insegnamento tradizionali. Tutti gli studenti hanno accesso a strumenti tecnologici come LIM, tablet e computer, e l’accesso a internet è garantito a tutti.

Il sistema scolastico finlandese sperimenta tecniche didattiche innovative, con l’obiettivo di favorire la collaborazione tra docenti e alunni. Gli studenti sono considerati in modo olistico: vengono concesse pause durante le lezioni, una visita medica annuale, servizi sportivi e un pasto equilibrato al giorno.

Un sistema scolastico difficile da riprodurre

Il caso della Finlandia evidenzia l’importanza delle misure di welfare per il successo del sistema scolastico. La filosofia di apprendimento adottata in Finlandia è completamente diversa rispetto a quella della maggior parte dei paesi occidentali, perciò il modello finlandese non può essere replicato completamente altrove, ma qualunque sistema scolastico potrebbe trarre numerose idee e spunti per migliorare il proprio esistente: l’Italia ha infatti fatto dei tentativi in questa direzione, anche se molto ancora si può fare.

Il sistema scolastico finlandese si sviluppa nel contesto di un paese che si muove nella tradizione del welfare nordico, sempre attento alla universalità dei diritti e all’eguaglianza, il cosiddetto modello del welfare socialdemocratico – dice il professor Paolo Landri, docente all’Università “Federico II” di Napoli – Il confronto con il nostro paese non potrebbe essere più stridente per effetto dell’impianto patriarcale e conservatore, che agisce da freno sia sul piano del gender gap che delle fasce giovanili”.

Un po’ di didattica finlandese anche in Italia

La normativa italiana permette l’attuazione di alcune iniziative didattiche sul modello finlandese, come la creazione di gruppi di apprendimento mirati, il miglioramento della formazione dei docenti e l’organizzazione di contesti scolastici a “ambiente arricchito”, cioè che favorisce l’interazione sociale e lo sviluppo delle abilità cognitive, percettive e motorie.

Diciotto anni fa, la preside dell’Istituto Comprensivo di Piandimeleto nelle Marche, Antonella Accilli, ha sperimentato il cosiddetto MOF – Modello Organizzativo Finlandese, replicato proprio per la sua efficacia da molte scuole d’Italia. Il Mof è applicabile ai ragazzi dai 3 ai 19 anni e parte dall’intuizione che la scuola di oggi non sia più al passo con i tempi e serva un cambiamento. Questo modello propone un nuovo modo di strutturare le lezioni frontali partendo dall’organizzazione oraria della materie: per esempio ci si dedica al massimo a due materie al giorno e il carico di compiti a casa è più leggero. Sono presenti molte attività laboratoriali e all’aperto, e gli studenti sono spinti a collaborare.

Ora siamo oltre 100 scuole, in Italia, che attraverso il mio modello MOF vivono quotidianamente una scuola diversadice Antonella Accilli del suo metodo – La scuola che vorrei è come la vita che vorrei: mai banale, ricca di sorprese, diretta verso il proprio orizzonte.

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Alice Pietrella

Sono una webmaster freelance specializzata nella realizzazione siti web con codice CSS ( webopera.it )e un'aspirante giornalista iscritta al percorso dell'associazione italiana di giornalismo costruttivo. Scrivo di Italia e società nei settori del Made in Italy e dello spettacolo. Visita il mio sito web: alicepietrella.it

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