I social network sono un canale di comunicazione potentissimo e, se usati da influencer desiderosi di veicolare messaggi positivi, possono essere uno strumento utile a migliorare la vita delle persone. Lo sa bene Federica Merini, che sui social parla della sua malattia, la psoriasi, aiutando tanti, che come lei ne soffrono, ad accettarsi un po’ di più.

Solo brutte notizie? … No, ci sono anche influencer positivi

Da qualche anno a questa parte i social network come Facebook, Instagram e TikTok sono diventati parte integrante della nostra quotidianità. Nell’ultimo periodo sono stati spesso protagonisti delle pagine di cronaca a causa di “challenge” trasformatesi in tragedia. Tra i vari casi, l’incidente dello scorso giugno a Roma, di cui è rimasto vittima un bambino di 5 anni.

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C’è però un altro volto dei social, un volto che sfrutta la loro capacità di arrivare a tutti in maniera capillare per veicolare messaggi positivi. Ne abbiamo parlato con Federica Merini, 24enne romana, influencer positiva con più di 300 mila follower tra Instagram e TikTok .

All’età di 11 anni a Federica è stata diagnosticata la psoriasi, una malattia infiammatoria che si manifesta nella maggior parte dei casi con placche rosso-grigiastre ricoperte di squame su tutte le zone del corpo. Le implicazioni estetiche della patologia possono essere molto importanti e chi ne soffre ha spesso difficoltà ad accettare la propria condizione.

Una lunga strada per accettarsi

“All’inizio è stato molto difficile – racconta Federica – a 14-15 anni con le prime uscite, le prime gonne corte….facevo molta fatica. Al mare nemmeno mi spogliavo, portavo solo vestiti lunghi. Poi nel tempo è diventata un’amica, ho imparato a farne una mia peculiarità e un mio punto di forza“.

Da sempre amante dei social, durante la pandemia Federica è diventata un’influencer positiva iniziando a fare video che raccontavano la sua quotidianità e il suo rapporto con la psoriasi. Il riscontro è stato immediato: “mi sono resa conto che c’era bisogno di parlarne. Nel 2023 la psoriasi è una patologia ancora poco conosciuta, anche dagli esperti. Molto spesso le persone vedendo le mie macchie mi chiedono cosa sia, se sia contagiosa. Gli sguardi quasi schifati fanno male, ma io ho un carattere tosto e ho saputo farne una cosa mia, una cosa unica“.

Influencer positivi: Federica Merini

Influencer positivi: Federica Merini

Un modo positivo di comunicare la malattia sui social

Col suo modo autoironico e leggero di affrontare la malattia, Federica è diventata nel tempo un punto di riferimento per i suoi follower, che le scrivono, come ad un’amica virtuale, per confrontarsi e scambiare consigli. “È la parte più bella ma anche più complicata, perché comporta molta responsabilità. Io quando parlo di psoriasi sottolineo sempre che non sono un medico, parlo della mia esperienza personale, di quello che ha funzionato per me, senza avere la pretesa di dire che sia giusto o che funzioni in generale. Io non parlo di cure, ho creato un rapporto di fiducia coi miei follower perché parlo prevalentemente di come rapportarsi in maniera il più possibile positiva con la malattia.”

Influencer positiva, ma senza filtri

Il profilo di Federica è una galleria di foto in cui mostra la sua pelle con le macchie della psoriasi, alcune sembra quasi dei fiori: “Sai quante volte mi hanno chiesto: ma cosa ti sei tatuata!”. Con i suoi contenuti spontanei e senza filtri, Federica usa il suo corpo per fare informazione e, allo stesso tempo, aiuta a normalizzare la psoriasi.

“Potrei dire che non mi infastidisce o che è una cosa facile da gestire e farmi la foto solo quando la malattia è in remissione, però non sarebbe vero. Cerco di mandare messaggi costruttivi, senza però creare un’immagine patinata. Passerebbe un messaggio sbagliato che metterebbe ancora più in difficoltà chi convive con la psoriasi”.

Un progetto sempre più inclusivo

Oltre alla sua attività di influencer positiva, Federica ha creato un gruppo Telegram di confronto per coloro che soffrono di psoriasi, dove potersi sfogare sapendo di essere perfettamente compresi.

“Parlare di psoriasi aiuta me per prima, ed è bello perché le persone che ne soffrono e, per vergona o per paura, non ne parlano così si sentono meno sole. Io mi limito a quello che posso fare: parlarne e riderci sopra.”

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Caterina Poli

Medico Chirurgo con focus sulla salute materno-infantile. Credo in un tipo di informazione chiara e accessibile a tutti, ma sempre rigorosa. Amo parlare di salute, benessere e diritti. Collaboro con Buonenotizie e partecipo al laboratorio di giornalismo costruttivo.

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