Il principale indicatore della qualità della vita dei giovani nel mondo è stata presentato dall’european youth forum lo scorso 18 ottobre. Si tratta dell’ultima edizione del youth progress index. L’indice misura lo stato del progresso giovanile in 153 Paesi in tutto il mondo, tra cui l’Italia.

Esaminando i dati degli ultimi 12 anni, questo articolo esplora i cambiamenti e i progressi a livello globale. Inoltre, utilizzando lo stesso indice e altri report, è possibile esaminare la situazione italiana in dettaglio, consentendo di identificare le sfide, i miglioramenti e le risposte adottate.

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L’indice di progresso dei giovani nel mondo

Lo youth progress index è un’analisi di dati globali che misura il progresso dei giovani in 153 paesi in tutto il mondo. Si basa sulla metodologia dell’Indice di Progresso Sociale e prende come riferimenti tre fattori: i bisogni umani di base, i fondamenti del benessere e le opportunità.

A loro volta, questi fattori sono composti da numerosi parametri più specifici attribuendo all’indice un carattere olistico, esaustivo e attuabile. L’edizione del 2023 utilizza 60 indicatori, con un periodo di riferimento dal 2011 al 2022 e utilizza 6 simboli per rappresentare l’avanzamento o il peggioramento delle condizioni di un paese.

I risultati globali mostrano che tra i principali paesi del mondo, di questi 73 hanno registrato miglioramenti significativi. Invece, 5 hanno registrato uno stallo e sette un declino. Il Nepal è il paese che ha riportato i più grandi miglioramenti dal 2011. In Europa il paese con i migliori risultati in tal senso è la Serbia.

Analisi regionale a livello globale dei principali progressi e regressi relativi allo youth progress index.

Analisi regionale a livello globale dei principali progressi e regressi relativi allo youth progress index.

In particolare, la piattaforma sottolinea come le politiche rivolte alla qualità della vita dei giovani hanno bisogno di superare l’approccio strettamente legato al PIL pro capite. Infatti la comparazione tra i dati dimostra che: “quando i paesi diventano più ricchi, i fattori economici hanno un impatto minore nel progresso giovanile“.

Il Portogallo, per esempio, pur avendo un PIL pro capite inferiore ad altri paesi dimostra un punteggio superiore. Ciò è determinato da fattori come la partecipazione democratica, i diritti personali e la qualità ambientale.

 La qualità della vita dei giovani in Italia

In base ai dati del 2022, l’Italia è situata alla 27esima posizione – con 84.38 punti su 100 – all’interno della classifica globale. La media europea, invece, è di 85.75 punti. Rispetto al 2011, il punteggio italiano è aumentato di 4.24 punti. Fino al 2021, il punteggio è aumentato in maniera costante e lineare. Nel 2022, si è registrato un leggero calo rispetto all’anno precedente.

Altri dati che riguardano la qualità della vita dei giovani in Italia sono quelli relativi all’indagine de “Il Sole 24 ore”. L’analisi prende in considerazione 12 parametri e classifica le principali città italiane sulla base di quanto riescano a garantire un’adeguata qualità della vita.

Punteggio relativo all'Italia dello youth progress index, anno per anno dal 2011 al 2022.

Punteggio relativo all’Italia dello youth progress index, anno per anno dal 2011 al 2022.

Nonostante dall’indagine emergono trend positivi, gli ultimi dati dell’ISTAT evidenziano un leggero peggioramento degli stessi parametri e una percezione negativa della situazione degli giovani stessi. Non bisogna trascurare che l’Italia è il paese membro in Europa con la più bassa incidenza di 18-34enni sulla popolazione (nel 2021 17,5% mentre la media Ue è del 19,6%).

Il ruolo dei giovani tra evidence-based policy e youth work

Uno degli elementi principali che viene evidenziato nell’analisi dello youth progress index è l’attuabilità dei dati. Il lavoro del forum europeo dei giovani, in questo senso, è uno strumento costruito con i giovani per i giovani. Tali dati offrono un punto di riferimento per adottare politiche basate su un approccio evidence-based.

La diffusione di studi e report del genere, infatti, facilita lo studio e la progettazione di politiche fondate sull’evidenza di dati oggettivi. Questo fenomeno favorisce l’efficacia risoluzione delle problematiche legate alla qualità della vita dei giovani nei vari paesi. La natura comparativa dello studio permette ai decisori politici di prendere decisioni informate per migliorare la qualità della vita per i giovani, seguendo le migliori pratiche degli altri paesi.

Inoltre, tali informazioni sono molto utili anche per le persone che lavorano nell’ambito dello youth work. I professionisti delle politiche giovanili che operano in collaborazione con il pubblico o con i privati, possono sfruttare i dati che emergono dall’indice per adattare al meglio i progetti legati alla formazione dei giovani. Ancora, l’indice è uno strumento di advocacy prezioso per i giovani attivisti anche a livello locale per orientare i responsabili politici.

In conclusione, la qualità della vita dei giovani segna costanti miglioramenti a livello globale se rapportati agli ultimi 12 anni. Alcuni principali paesi non hanno registrato i risultati aspettati, rimanendo in una situazione di stallo. Questo evidenzia la necessità di utilizzare studi come quello dello youth progress index per orientare al meglio le decisioni dei responsabili politici con la partecipazione diretta dei giovani stessi.

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Giuseppe Palomba

Dottore politologo di matrice napoletana, attualmente studio relazioni internazionali alla Federico II e coltivo la mia ossessione verso l'Unione europea.

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