Il Covid-19 ha aumentato la digitalizzazione, ma questa ha un costo ambientale.

Durante la pandemia da Covid-19, la digitalizzazione e l’uso del web hanno subito una violenta accelerazione. Ok, ma qual è l’impatto ambientale del web e della tecnologia che utilizziamo? L’utilizzo sempre più intensivo delle infrastrutture digitali e delle connessioni fa aumentare l’inquinamento? Sembra proprio di sì. Ecco di cosa si tratta.

Una “nazione” che inquina moltissimo

Il Sole 24 Ore fa presente che il web, se fosse un Paese, sarebbe nella top 10 tra i Paesi più inquinanti della Terra. Il significato di questa affermazione risiede nella quantità di energia elettrica utilizzata per far funzionare gli apparecchi tecnologici e quindi, al rilascio di CO2 nell’aria. L’impatto ambientale del settore tecnologico è quindi considerato negativo e poco sostenibile.

Il progetto Karma Metrix per un impatto ambientale eco sostenibile

Il progetto Karma Metrix, il CESE (Comitato Economico Sociale Europeo) e gli ingegneri, autori del manifesto di Karlskrona si battono affinché l’impatto ambientale negativo dovuto al settore tecnologico non diventi peggiore di quello che già è, anzi, spingono verso una digitalizzazione eco sostenibile, con l’obiettivo di proteggere l’ambiente che ci circonda. I concetti principali di questo progetto si possono leggere qui.

Avantgrade.com è sostenitore e fondatore del progetto Karma Metrix. A proposito di quest’ultimo, sul proprio sito web, Avantgrade.com, scrive che l’obiettivo principale del progetto è quello di misurare l’impatto ambientale dei siti internet e aumentarne l’efficienza energetica.

Siti sostenibili e digitale sostenibile

A questo proposito, il progetto Karma Metrix insegna come sia possibile rendere più eco sostenibile il mondo del digitale partendo però, da come rendere sostenibile il proprio sito web. Esistono dei Karma test, sulla pagina web del progetto, che analizzano prima di tutto, l’efficienza del sito in questione. Dopo di ché, se dal test risulta che il sito emetta più CO2 della soglia normale, gli ideatori di Karma Metrix, propongono diverse soluzioni affini per ridurre l’emissione.

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Non è finita qui. Affinché il progetto funzioni al meglio, questo processo richiede un controllo periodico. Questo controllo dovrà attestare che l’efficienza e le emissioni del sito siano eco sostenibili e abbiano un’impatto ambientale più positivo e duraturo.

Avantgarde ha realizzato anche un decalogo per interpretare un uso più sostenibile del web riducendo il consumo di energia e il trasferimento dei dati. Segno tangibile che sta prendendo corpo una consapevolezza del fatto che esiste il problema dell’impatto ambientale del digitale e che bisogna farsene carico.

Impatto ambientale del web, se ne occupa anche l’Europa

Proprio a proposito di impatto ambientale del web e di tecnologia sostenibile, l’Unione Europea si è posta l’obiettivo di ridurre l’impatto negativo sull’ambiente durante tutto il ciclo di vita degli hardware tecnologici più disparati, dai computer ai server, dalle console ai telefonini… Compresi nella lista troviamo anche elettrodomestici e prodotti per l’illuminazione, il riscaldamento e il raffreddamento.

Questi devono rispettare la direttiva europea ecocompatibile. La costruzione di ognuno deve soddisfare dei requisiti. Alcuni di questi sono il consumo massimo di energia o le quantità minime di materiali riciclati da utilizzare nella produzione, l’efficienza dal punto di vista energetico e la conservazione.

La Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea pubblicata l’11 dicembre 2020 riporta che il CESE (Comitato Economico Sociale Europeo) ha chiesto misure politiche di ampliamento di tale direttiva europea.

Impatto ambientale del web: è questione di obsolescenza programmata

Il CESE richiede i materiali sostenibili per la progettazione di hardware e la massima longevità di quest’ultimi. “I dispositivi- afferma il CESE nella Gazzetta Ufficiale- devono essere modulari e poter essere riparati”. Gli aggiornamenti del software, che devono coprire l’intero ciclo di vita fisico del prodotto e la durata delle garanzie deve essere prolungata. Si vuole combattere, quindi, l’obsolescenza programmata dei device che invecchiano troppo velocemente diventando rifiuti inquinanti nel giro di pochi anni.

Il riutilizzo di dispositivi funzionali e un maggiore riciclaggio dei materiali deve essere incentivato. Le norme in materia di uso di energia devono essere ambiziose e includere un sistema dinamico di riferimento per l’eccellenza. Il prodotto più efficiente dal punto di vista energetico deve diventare lo standard minimo.

Minor traffico di dati, maggior sollievo per il Pianeta

“Le norme di sostenibilità in materia di sviluppo di programmi informatici e applicazioni mobili,- ribadisce il CESE, sempre all’interno dello stesso documento pubblicato l’11 dicembre 2020 dalla Gazzetta Ufficiale- devono incentivare gli sviluppatori a progettare software che, in fase di esecuzione, comportino un traffico di dati e un utilizzo dell’hardware quanto più bassi possibili”. Quindi anche un minor traffico di dati potrebbe ridurre l’impatto ambientale del web.

Il CESE appoggia il Manifesto di Karlskrona per la progettazione sostenibile, e per di più, invita la Commissione a questo proposito a elaborare criteri esaustivi per i prodotti software sostenibili.

Il manifesto di Karlskrona e i software sostenibili

Karlskrona è una città svedese nella quale ingegneri, professori e ricercatori si sono uniti nella creazione del manifesto di Karlskrona per il design sostenibile. Quest’ultimo venne pubblicato nel 2015 e mira tutt’ora, alla sostenibilità dei sistemi software. In particolare, punta nell’ingegneria dei requisiti, nelle qualità del software e nel processo decisionale nello sviluppo di software verde.

“Il software, in particolare, gioca un ruolo centrale nella sostenibilità- si legge sul Manifesto di Karlskrona-. Può spingerci verso un crescente consumo di risorse, una crescente disuguaglianza nella società e la mancanza di autostima individuale. Ma può anche creare comunità e consentire il fiorire della libertà individuale, dei processi democratici e della conservazione delle risorse”.

Tutte queste persone, il CESE e coloro che hanno ideato il progetto Karma Metrix hanno un fine comune: ridurre l’impatto ambientale negativo causato dall’utilizzo improprio e crescente delle tecnologie, delle infrastrutture digitali e delle connessioni che ne derivano.

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