A metà dicembre Fondazione Symbola ed Enel hanno presentato il libro “100 Italian Circular Economy Stories”, ossia 100 storie italiane di economia circolare. Symbola è una fondazione che promuove e aggrega le migliori aziende italiane in termini di innovazione e sviluppo. Le storie raccontate sono esempi concreti, virtuosi e replicabili di economia circolare in Italia, allineati con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu. I settori interessati sono molti: l’agricoltura, la chimica, il rinnovabile, l’arredo e non solo.

Economia circolare in Europa: l’Italia ha l’indice di performance più alto

L’Italia si colloca al primo posto in Europa per economia circolare, con indice di performance pari al 79%. È quanto emerge dal 3° rapporto 2021 sull’economia circolare in Italia pubblicato da Enea e dal Circular Economy Network. La prima è l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile; il secondo è una rete di imprese e organizzazioni che collabora con Fondazione per lo sviluppo sostenibile.  Al secondo posto in Europa si trova la Francia (68%) e al terzo la Germania e la Spagna (65%). La percentuale di riciclo di tutti i rifiuti in Italia è al 68%, di molto superiore alla media europea (57%). Infine, il tasso di utilizzo circolare di materia in Italia è al 19,3%. Anche questa volta il dato è superiore alla media europea (11.9%), ma inferiore a quello dei Paesi Bassi (24%), del Belgio (24%) e della Francia (20.1%).

La circolarità dell’economia serve a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050

Per rispettare l’Accordo di Parigi sul clima del 2015, riaffermato a COP26 di Glasgow, occorre puntare sull’economia circolare anche in Italia. Nei nuovi piani nazionali (NDC) bisogna rafforzare le misure in tal senso e riutilizzare le risorse per evitare sprechi. Il rapporto 2021 sull’economia circolare in Italia evidenzia anche altri dati interessanti. Calcola infatti che il riciclaggio delle plastiche consente di ridurre fino al 90% le emissioni di CO2. Non solo, anche il settore agricolo potrebbe beneficiare dell’approccio circolare, soprattutto grazie a due elementi. Primo, sfruttare i fanghi di depurazione; secondo, utilizzare le acque reflue. Infine, compostare i rifiuti organici potrebbe portare a ridurre del 42% le emissioni di CO2.

Quando aziende e territorio cooperano: Udine, Milano e CoReVe

Alcune soluzioni vincenti di economia circolare in Italia si realizzano quando aziende e territorio collaborano. È quanto accade a Udine tra un’azienda di Talmassons (UD), l’associazione “Animaimpresa” e il dipartimento di Scienze agrarie dell’Università di Udine. Il progetto prevede il recupero dei fondi di caffè come fonte di energia per le stufe a biomassa. I rifiuti prodotti, poi, si utilizzano come fertilizzante. A Milano, invece, il Consorzio nazionale per raccogliere e riciclare collabora con il Politecnico ed Enel. È in atto, infatti, un progetto per riutilizzare le batterie a carica bassa: i ricercatori rigenerano e ricompongono il materiale per ricavarne energia rinnovabile. CoReVe, infine, è il Consorzio nazionale per raccogliere, riciclare e recuperare il vetro. L’obiettivo di CoReVe è coinvolgere i cittadini e i Comuni: ogni anno, infatti, assegna il “Premio Verde” alla città green che raccoglie di più e meglio.

Dal rifiuto al prodotto d’arte o alla proteina per le bioplastiche: “Avanguardia” e “Valoribio”

Si tratta di due delle 100 storie replicabili di economia circolare in Italia. La prima è Avanguardia, un’iniziativa della cooperativa veronese “il Maggiociondolo”, nata nel 1993. Il lavoro inizia con la raccolta delle palette di carico o bancali che il tempo ha deteriorato. I membri, poi, provvedono a smontarle e a realizzare nuovi arredi d’arte con i rifiuti. Gli artigiani sono i detenuti, i giovani disoccupati o con problemi di dipendenza o alcolismo alle spalle.

Il secondo progetto è dell’Università di Modena e Reggio Emilia e si chiama Valoribio. La ricerca ha creato delle mosche soldato che valorizzano gli scarti agroalimentari: gli insetti trasformano gli scarti in proteine e grassi. Le prime, in particolare, servono per la creazione di bioplastiche, biodegradabili al 100%.

Promuovere l’economia circolare in Italia: aziende e scuola cooperano, pubblico e privato lavorano assieme

Nel primo caso si tratta dell’iniziativa del Consorzio nazionale delle aziende di alluminio che ha deciso di agire nelle scuole per sensibilizzare i giovani. Gli studenti devono sia realizzare uno spot per raccontare questo materiale, sia promuoverne la raccolta sul territorio. Il secondo caso è la storia di CONOU, il Consorzio nazionale per gestire, raccogliere e trattare gli oli minerali usati. Di questo gruppo fanno parte anche i Ministeri dell’ambiente e dello sviluppo economico. Si tratta di raccogliere l’olio esausto per produrre nuovo lubrificante, gasolio e combustibile. Il metodo consente di ridurre le emissioni, risparmiare acqua, materie prime e denaro. E queste sono solo alcune delle 100 storie di economia circolare in Italia. 

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