I risultati di COP26: limitare l'aumento della temperatura a 1.5°C, ridurre l'energia a carbone, sostenere i Paesi a basso reddito.
Siamo giunti alle conclusioni della COP26. La 26° Conferenza delle Parti sul cambiamento climatico è arrivata al termine. Gli Stati membri hanno firmato, dopo molti rinvii per trovare il consenso generale, l'accordo finale a Glasgow. Il patto, sottoscritto dagli oltre 195 Paesi, ha raggiunto i seguenti risultati:

  • limitare a 1.5°C l'aumento della temperatura;
  • ridurre gradualmente l'energia a carbone e i sussidi ai combustibili fossili;
  • sostenere i Paesi a basso reddito, i più colpiti dalla crisi climatica.

Il patto impegna gli Stati, anche se non è giuridicamente vincolante. Ancora, i Paesi firmatari devono rafforzare l'obiettivo di contenere le emissioni entro il 2022. Le Nazioni ricche, infine, devono raddoppiare, entro il 2025, i fondi stanziati per aiutare i Paesi in via di sviluppo.
Gli obiettivi iniziali di COP26 e le conclusioni
Quattro erano gli obiettivi principali di COP26 a Glasgow:

  • il primo obiettivo riguardava le emissioni. Ogni Paese avrebbe dovuto impegnarsi a ridurre la produzione di gas serra entro il 2030. Nei fatti, si tratta di abbandonare a poco a poco il carbone, ridurre la deforestazione, finanziare i veicoli elettrici e investire sulle energie rinnovabili. Sulla base dell'ultimo accordo di Glasgow, quindi, i paesi firmatari dovranno impegnarsi a contenere le emissioni già dal 2022;
  • il secondo punto era relativo, invece, all'adattamento. Le comunità locali devono sviluppare sistemi in grado di rispondere in modo rapido ed efficace alle emergenze climatiche;
  • il terzo obiettivo di COP26 interessa i 100 miliardi di dollari per le Nazioni . . .

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