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Agricoltura sostenibile: perché l’agroecologia è un modello da seguire

Agricoltura sostenibile

L’agroecologia è un approccio all’agricoltura che ha come obiettivo quello di realizzare un sistema produttivo sostenibile, resiliente, biodiverso e socialmente giusto. Negli ultimi anni sono stati lanciati diversi progetti per far progredire la ricerca agroecologica. Inoltre sono nate nuove opportunità nel campo del settore agricolo che implementano i princìpi di agroecologia.

Caratteristiche dell’agroecologia

L’agroecologia non utilizza un metodo di coltivazione specifico, bensì si avvale di tecniche differenti, come l’agricoltura biologica, biodinamica, naturale e la permacultura. Inoltre impiega tecnologie agronomiche più avanzate per salvaguardare la produttività dell’agricoltura, senza nuocere alla biodiversità dell’ecosistema. Gli obiettivi sono molteplici.

Perché andare verso un’agricoltura sostenibile

L’agricoltura intensiva sta causando molti danni al nostro Pianeta. L’uso eccessivo di fertilizzanti chimici è responsabile della perdita di biodiversità dei terreni, condizione che mette in pericolo le coltivazioni stesse. Una soluzione che negli ultimi anni si sta delineando anche a sostegno dei piccoli agricoltori potrebbe essere l’agroecologia. Quest’ultima è stata identificata come pratica che può essere supportata mediante i regimi ecologici determinati nell’ambito della politica agricola comune (PAC).

Dal punto di vista produttivo, l’agroecologia prevede soluzioni che permettano agli agricoltori di raggiungere livelli produttivi ottimali di resa dei terreni, controllando la proliferazione dei parassiti senza distruggere la biodiversità. Inoltre, l’agroecologia mostra una particolare attenzione verso le sementi. L’obiettivo è quello di produrre in un’economia circolare le sementi che saranno utilizzate successivamente per le coltivazioni, preservandone qualità e tutelando le varietà autoctone del territorio.

Alcune iniziative

OrtoAmbiente, il progetto per la difesa agroecologica avanzata delle orticole

Il progetto “OrtoAmbiente“, lanciato nel 2020, è mirato ad un approccio agroecologico della difesa fitosanitaria. L’obiettivo è quello di potenziare la fauna utile e combattere gli insetti dannosi sulle colture orticole.

Attuata nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2014–2020, l’iniziativa ha visto la partecipazione del Centro Agricoltura e Ambiente “Giorgio Nicoli” (capofila e coordinatore del Progetto), del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari, del DISTAL (Alma Mater Studiorum Università di Bologna, UNIBO), del Gruppo Agribologna, della società consortile “Dinamica” e di cinque aziende agricole emiliane.

Il prof. Giovanni Burgio (DISTAL, UNIBO) è il Responsabile scientifico del progetto “Messa a punto di tecniche di difesa da fitofagi su colture orticole ad elevata sostenibilità ambientale basate su strategie agroecologiche”.

I risultati del progetto:

L’impegno di slow food per l’agroecologia

Slow Food ha promosso azioni coordinate e complementari che prevedono attività di sensibilizzazione e progetti della rete associativa sul territorio. I loro obiettivi sono, da un lato, incoraggiare i consumatori a fare scelte consapevoli e rispettose dell’ambiente, dall’altro indurre i produttori ad adottare i princìpi dell’agroecologia e sensibilizzare le istituzioni, in particolare i politici responsabili del settore, alle necessità dei produttori e dei consumatori.

Le attività di Slow Food:

Il progetto dei Presìdi Slow Food nasce nel 2000. Nel 1996 Slow Food ha promosso il progetto “Arca del Gusto“, che ha catalogato oltre 2900 prodotti a rischio di estinzione. Successivamente si è occupato di conoscere direttamente la realtà dei produttori nei loro territori e di promuoverne i prodotti.

I progetti dei Presìdi si impegnano a sostenere le piccole produzioni tradizionali che rischiano di scomparire, a valorizzare i territori, a preservare i paesaggi agresti nella loro naturalità, a ridurre al minimo l’impatto ambientale dell’agricoltura e a salvare dall’estinzione razze autoctone e varietà di ortaggi e frutta.

Con gli anni, il progetto dei Presìdi è diventato uno degli strumenti più efficaci per attuare la politica di Slow Food sull’agricoltura e sulla biodiversità. Oggi, oltre 450 Presìdi Slow Food coinvolgono più di 13.000 produttori in 62 paesi.

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