La gestione circolare delle foreste è una strategia preventiva che consente di ridurre gli ettari di territorio che possono essere consumati dai sempre più frequenti incendi boschivi causati dal cambiamento globale. Misure come la pianificazione della gestione dei combustibili o lo sviluppo agroforestale possono avere infatti un effetto regolatore indiretto sugli incendi.

In natura questo genere di misure non sarebbe necessario, ogni ecosistema è infatti in grado di equilibrarsi, per salvaguardare la biodiversità che lo contraddistingue. Molti di questi ecosistemi non sono però ad oggi naturali. Le foreste, utilizzate e sfruttate per millenni, si trovano in una condizione fortemente antropizzata, che le rende meno resilienti a variabili ambientali come gli incendi.

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La gestione attiva del territorio limita i danni degli incendi boschivi

Nel 2023 l’estensione delle aree percorse dagli incendi boschivi è aumentata. Secondo i dati del report dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), dei 59mila ettari colpiti dalle fiamme nei primi 7 mesi dell’anno, oltre 9400 riguardano ecosistemi forestali.

Uno studio realizzato dalla ONG Forest Stewardship Council (FSC) e pubblicato sulla rivista “Science of the Total Environment” ha analizzato la tipologia delle superfici interessate dagli incendi in Italia nel decennio 2007-2017. Quanto emerge è che la gestione attiva del territorio in Italia ha permesso di mitigare gli impatti degli incendi boschivi. Questo ha comportato benefici in termini di contrasto alla perdita di ecosistemi, di copertura forestale e di superficie foresta-urbana.

A livello nazionale lo studio ha valutato l’entità dell’effetto delle principali cause degli incendi, quali clima, meteo, infiammabilità, fattori socio-economici o cambiamenti nell’uso del suolo e le possibili soluzioni a supporto di una corretta governance del territorio, come ad esempio i fondi europei per lo sviluppo rurale o gli investimenti nella gestione sostenibile delle foreste.

Inoltre, sono stati presi in esame come spazi di analisi i distretti agro-forestali, cioè le aggregazioni di comuni limitrofi con caratteristiche forestali e agricole omogenee. I risultati hanno confermato che i territori con una gestione del territorio più attiva mostrano un minore impatto degli incendi boschivi, anche in condizioni climatiche e di infiammabilità severe.

Le linee guida per una migliore gestione dei territori boschivi

Il FSC ha dato vita ad un sistema di certificazione forestale riconosciuto a livello internazionale. Questa ha come scopo la corretta gestione forestale e la tracciabilità dei prodotti derivati. A queste linee guida, si aggiungono inoltre documenti internazionali come il vademecum stilato dall’European Forest Institute (EFI).

Nel documento “Raccomandazioni chiave per la prevenzione degli incendi nel Mediterraneo”, l’EFI ha individuato sei passaggi per la gestione del territorio. In particolare, l’istituto fornisce modelli da seguire e meccanismi finanziari sostenibili da adottare. Nel vademecum si sottolinea inoltre l’importanza della comunicazione, della cultura e della sensibilizzazione per coinvolgere ed educare i cittadini.

Favorire una filiera produttiva del legno attenta a una gestione sostenibile delle foreste potrebbe incoraggiare la presenza dell’uomo in questi ambienti. La possibilità di presidiare questi ecosistemi rappresenterebbe infatti una prima forma di prevenzione e manutenzione.

In tal senso, l’aumento della superficie forestale in modo incontrollato non comporta necessariamente una soluzione di contrasto degli incendi boschivi. Ad esempio, in Italia la superficie forestale nel 2022 è aumentata del +3,7% rispetto al 2021. Questo però avviene soprattutto a causa dell’abbandono delle aree coltivate in territorio montano, dove occorrerebbe invece una manutenzione continuativa e attenta al territorio e alle sue caratteristiche.

Le buone pratiche da attuare

Per gestire al meglio le foreste è necessario conoscere bene il territorio in cui queste si sviluppano. Per contrastare la diffusione degli incendi boschivi sono infatti possibili diverse operazioni. Tra queste sono previsti interventi come la rimozione dei tronchi caduti, la creazione di linee tagliafuoco per interrompere distese di biomassa troppo vaste o l’inserimento di attività come pascolo e coltivazione per diversificare il paesaggio. È necessario inoltre pianificare una crescita di specie arboree differenti, così da creare un ecosistema variegato, più resiliente e ricco.

La gestione ottimale del bosco consente di beneficiare al meglio dei servizi ecosistemici che questa può offrire. Un foresta sana può infatti garantire risultati non solo nel contenimento degli incendi boschivi, ma anche altri benefici ambientali o di natura economica. Per quanto riguarda i primi, oltre alla capacità di contenimento delle fiamme, un bosco gestito circolarmente acquisisce anche un ruolo di regolazione climatica. Nel secondo caso invece, si tratta prevalentemente della possibilità di creare prodotti in legno o della promozione di un turismo legato al territorio.

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Giovanni Beber

Giovanni Beber. Studio Filosofia e Linguaggi della Modernità presso l'Università di Trento e sono il responsabile della comunicazione di un centro giovanile a Rovereto. Collaboro con alcuni blog e riviste. Mi occupo di sostenibilità, ambientale e sociale e di economia e sviluppo.

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