Gli “Stati Generali del Clima” sono una piattaforma il cui obiettivo è far incontrare tutte le realtà che si occupano di clima e ambiente. Nelle intenzioni degli organizzatori, questa non è soltanto una rete tra le varie realtà ecologiste in Italia, ma un organismo che si pone l’obiettivo di influenzare il dibattito pubblico e spingere per azioni concrete, in risposta alle sfide ambientali.

In tal senso, gli obiettivi principali della prima riunione degli “Stati Generali del Clima” erano: creare un dialogo e rinsaldare l’unità tra gli ecologisti. All’incontro, tenutosi dall’1 al 3 settembre a Oira, in Piemonte, nel contesto del festival Campo Base, hanno partecipato le venti principali sigle ambientaliste aderenti alla chiamata nazionale dell’associazione “Ci sarà un bel clima”.

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Il panorama ecologista italiano è ricco, ma frammentato

In Italia la partecipazione all’azione climatica è in aumento. Alle associazioni che da anni lottano per questa causa si sono infatti aggiunti recentemente numerosi movimenti nazionali e internazionali rappresentati da tantissimi soggetti attivi sul territorio. La molteplicità di realtà in questo ambito ha però portato spesso a una frammentarietà che ha reso deboli le proposte avanzate e le iniziative avanzate nel tempo. Per questo motivo nel 2022 si è arrivati alla fondazione degli “Stati Generali del Clima”.

Questi traggono ispirazione dai metodi partecipativi delle assemblee dei cittadini, ricalcandone struttura e metodo decisionale. In tal senso, i lavori avviati durante l’evento tenutosi al festival Campo Base si estenderanno fino ad aprile 2024. Durante questo periodo le proposte emerse prenderanno corpo nei tavoli di lavoro, accompagnati da momenti di formazione che consentiranno la buona riuscita delle discussioni.

Attraverso la modalità partecipativa chiunque potrà avanzare delle proposte in ambito ecologico. Gli “Stati Generali del Clima” sono dunque un’opportunità importante in un periodo storico caratterizzato dalla poca attenzione politica e mediatica ai temi ambientali e climatici. In questo modo, gli attivisti ecologici non esporranno soltanto i problemi, ma proveranno a costruire insieme delle proposte.

La prima assemblea degli “Stati Generali del Clima”

Dopo l’adesione dei diversi gruppi dell’attivismo per il clima e l’ambiente che operano in Italia, tra cui Fridays For Future Italia, Extinction Rebellion Italia, Action Aid Italia, CAI giovani e Italian Climate network, la prima assemblea si è svolta in presenza. L’aspettativa principale degli organizzatori per i tre giorni di lavori della prima assemblea era quella di far incontrare i vari soggetti ecologisti italiani e riuscire a creare i presupposti per avviare un processo.

Come raccontato a BuoneNotizie.it dalla referente di “Ci sarà un bel clima”, Clara Pogliani, “le persone che si sono presentate sono state circa un centinaio. Una partecipazione simile ci permette di considerare pienamente soddisfatte le aspettative che avevamo all’inizio del progetto. Questo ora ci dà la possibilità di capire al meglio cosa mettere al centro del processo appena avviato”.

Le tre giornate si sono alternate tra momenti di incontri formali e altri informali. In tal senso, la scelta di ospitare gli “Stati Generali del Clima” all’interno di un festival dedicato alla sostenibilità ha permesso di generare spazi di incontro tra gli attivisti coinvolti, ma anche con realtà esterne che hanno preso parte alla manifestazione.

Stati Generali del Clima, fare rete genera azioni climatiche concrete

Foto a cura di Gabriele Ruffato

Le tappe future del processo avviato dalla prima assemblea

Il programma degli “Stati Generali del Clima” ha preso le mosse dallo stato dell’attivismo climatico oggi in Italia. L’apporto di alcuni facilitatori ha permesso inoltre di raccogliere le impressioni di ogni persona che ha partecipato alle sessioni di lavoro. A partire da quanto emerso, l’associazione “Ci sarà un bel clima” nel mese di settembre stilerà un documento fondativo, che racconti quanto l’attivismo italiano ha svolto fino a oggi e inquadri i temi chiave condivisi.

Successivamente, tra ottobre e dicembre 2023, gli incontri si svolgeranno online. Clara Pogliani racconta che “i prossimi step saranno aperti anche a chi non si sente necessariamente un attivista per il clima ma fa parte di un’organizzazione ecologista. L’obiettivo di “Ci sarà un bel clima” è quello di riuscire a coinvolgere quante più persone prima dell’inizio delle formazioni. Per questo, l’associazione ha previsto che i prossimi incontri si svolgano in modalità virtuale“.

In particolare, le formazioni e i tavoli di lavoro saranno dei momenti di approfondimento sui temi chiave emersi durante l’assemblea. Tra gennaio e marzo del 2024 saranno poi organizzati dei gruppi di lavoro autonomi, che dovranno delineare le proposte da inserire nel documento finale.

Alla fine di questo percorso, il documento dovrebbe contenere i temi percepiti come più urgenti nell’ambito della transizione ecologiaLe richieste comuni emerse verranno sottoposte ai rappresentanti della società civile e politica, che parteciperanno poi a un grande evento finale.

 

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Giovanni Beber

Giovanni Beber. Studio Filosofia e Linguaggi della Modernità presso l'Università di Trento e sono il responsabile della comunicazione di un centro giovanile a Rovereto. Collaboro con alcuni blog e riviste. Mi occupo di sostenibilità, ambientale e sociale e di economia e sviluppo.

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