Lo spreco alimentare è un problema da affrontare con sollecitudine, per porre rimedio a situazioni di difficile sostenibilità alimentare.

Dati aggiornati sullo spreco alimentare

Il 5 febbraio scorso si è celebrata la giornata nazionale contro lo spreco alimentare. Il fenomeno è in lieve calo, nel nostro paese, rispetto agli anni precedenti: nel 2022, secondo WWF Italia, sono stati gettati 75 grammi di cibo al giorno, circa 27 kg all’anno. Le percentuali maggiori di spreco alimentare si concentrano a Sud e tra le famiglie senza figli. 2,6 milioni di Italiani hanno problemi di approvvigionamento alimentari, causati dal caro prezzi.

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Nel settore HORECA (hotel e ristorazione), solo un ristorante su tre contrasta efficacemente lo spreco alimentare: ogni settimana viene gettato un quantitativo di cibo, per un volume pari a circa 3,5 sacchi da 220 litri ciascuno. Nell’intera Unione Europea, ogni anno, si sprecano 88 milioni di tonnellate di cibo.

Le possibili soluzioni allo spreco alimentare

Come si può invertire questa rotta? Bisogna partire da un dato di fatto. Il caro prezzi sui beni di prima necessità – variabile proverbialmente negativa – gioca a favore delle strategie anti spreco. Il tentativo di risparmiare sulla spesa limita gli acquisti in eccesso e, di conseguenza, gli sprechi. Le pratiche anti spreco, da adottare nelle proprie case, sono in fondo semplici, ma è necessario maturare la consapevolezza di voler combattere questo fenomeno.

Il 78% dei giovani italiani è al corrente delle conseguenze nefaste che gli sprechi rappresentano per la società. Educare alla cultura antispreco è anche una delle priorità dell’Unione Europea, inserita nell’Agenda per lo Sviluppo 2030. Sul sito internet del consiglio europeo è disponibile una pagina, che raccoglie normative e aggiorna gli utenti.

Food loss, food waste e la strategia europea dal produttore al consumatore

Approfondendo nel dettaglio il fenomeno dello spreco alimentare, si può affermare che esistano due sostanziali categorie di spreco, definite in inglese food loss e food waste. Per food loss si intende la dispersione di cibo che si verifica nelle fasi di lavorazione dei prodotti alimentari. Il food loss impatta persino sugli agricoltori, che non raccolgono il cibo per ragioni di costi e sostenibilità economica. L’impatto visivo del cibo sul consumatore e gli imballaggi sono elementi che contribuiscono alla creazione di scarti alimentari: molto spesso un frutto o un ortaggio vengono accantonati, a causa di un aspetto non conforme ai gusti dei consumatori. Per food waste si intende, invece, lo spreco di cibo come tale, da parte di consumatori e ristoranti, spesso causato anche da una non corretta interpretazione delle date di scadenza.

Al fine di contrastare entrambi i fenomeni con successo, la Commissione Europea ha attuato la strategia chiamata dal produttore al consumatore. Obiettivo è, infatti, rendere più sostenibile il sistema alimentare dell’UE, intervenendo ad esempio sulle condizioni degli animali che forniscono carni, sui meccanismi distributivi a filiera corta, sugli incentivi alle colture biologiche. Entro il 2030, il 25% della superficie coltivabile in Unione Europea dovrà essere destinato a colture biologiche.

Il futuro anti spreco: maggiore attenzione alla sostenibilità alimentare

Le strategie anti spreco, che l’Unione Europea è in procinto di attuare, possono essere inquadrate, in maniera più ampia, in ottica di sostenibilità alimentare. Un alimento può definirsi sostenibile, dal punto di vista economico e ambientale, quando la sua produzione e la sua commercializzazione non impattino in maniera radicale sugli equilibri del pianeta e preservino l’ecosistema del territorio di cui è espressione. Un alimento è sostenibile quando la resa è alta, in rapporto alle coltivazioni. L’aumento di popolazione mondiale impone di ripensare i sistemi di produzione aggressivi e inquinanti. A tale scopo, in alcuni paesi asiatici è in corso una sperimentazione per la creazione di carne sintetica in laboratorio, partendo da cellule staminali.

In Italia, dove si tenta di combattere efficacemente lo spreco alimentare e di educare i giovani, sono attive da tempo app quali Too Good to Go e Bella Dentro. La prima consente di risparmiare sull’invenduto di bar e ristoranti, acquistando a prezzi scontati i prodotti non consumati durante la giornata corrente o precedente. La seconda è specializzata nel recupero di frutta e verdura, è operativa su Milano e dispone di un laboratorio per l’essiccazione del cibo, presso il quale ha impiegato alcuni ragazzi affetti da autismo.

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Donatella Bruni

Mi occupo di economia, lavoro e società, con uno sguardo alle dinamiche del lavoro, ai consumi e ai cambiamenti del mondo che ci circonda (fisico e digitale). Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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