Il filosofo tedesco Feuerbach, già a metà del 1800, sosteneva che “noi siamo quello che mangiamo”. Mangiare è un fabbisogno indispensabile per la nostra sopravvivenza che sembra però cambiare parecchio da quello che è il comune pensiero. Il cibo del futuro probabilmente sarà una miscela di ingredienti ‘classici’ che conosciamo e sopravviveranno, con altri innovativi. Sicuramente gli alimenti del futuro saranno scelti anche in base al loro impatto ambientale.

Crisi dovuta dalla guerra ucraina

Molti Paesi, a livello mondiale, stanno riscontrando numerose difficoltà alimentari a causa dell’attuale guerra tra Russia e Ucraina. Il costo di molti alimenti, come del resto di molto altro, è schizzato alle stelle. Un esempio emblematico che interessa il presente, ma potrebbe avere ripercussioni anche sul cibo del futuro, sono i negozi fish-and-chip britannici. Si tratta di piccoli negozi che hanno sempre avuto piccoli guadagni sulle vendite. Secondo le stime della National Federation of Fish Friers, nei prossimi nove mesi potrebbero chiudere circa 10mila negozi fish-and-chip del genere nella sola Gran Bretagna.

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Il cibo del futuro dovrà essere più salutare

Stando all’ultimo Rapporto europeo sull’obesità regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità 2022, i livelli di obesità in Europa sono critici. Nel Continente un bambino su tre è in condizione di sovrappeso o di obesità. Nel nostro Paese ben il 42% dei bambini nella fascia d’età 5-9 anni è in sovrappeso e il 17,8% è obeso. L’Italia ha il valore più alto insieme alla Grecia. L’OMS avverte che l’obesità è tra le principali cause di morte, di disabilità e di cancro.

Per questo la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), la Clinica Pediatrica, Endocrinologia, l’Istituto Giannina Gastlini e l’Università degli Studi di Genova, in collaborazione con Helpcode, hanno fondato l’Osservatorio Nazionale sull’Obesità Infantile (ONOI). Un questionario che avrà l’obiettivo di descrivere e analizzare lo stato nutrizionale e i cibi assunti dai bambini italiani. Anche all’estero si stanno prendendo delle contromisure contro il cibo spazzatura, come la legge inglese che ne limiterà la pubblicità e la promozione dal gennaio 2024 con un chiaro obiettivo: il cibo del futuro dovrà essere più salutare.

Il cibo che fa ‘moda’

Il rito del mangiare è ormai diventato un connubio perfetto tra business e alta moda. Mai come nella società attuale si sono intessuti legami così forti tra le case di moda e il cibo. Questa tendenza sta dando vita a veri e propri nuovi concept, come dei workshop di cucina che accompagnano le sfilate di presentazione delle nuove collezioni. Da un lato abbiamo Louis Vuitton, Gucci e Dior che aprono i loro cafè o ristoranti rispettivamente a Tokyo, Firenze e Parigi. Dall’altro abbiamo molte catene di fast food che hanno lanciato i propri guardaroba: Taco Bell, McDonald’s, Burger King.

Il cibo del futuro, e del presente, diventa un’esperienza glamour e di conseguenza anche i supermercati e i negozi alimentari si trasformano. Infatti si adottano nuove strategie di marketing e visual merchandising che li elevano a vere e proprie boutique di moda culinaria. Il cibo nei negozi verrà esibito e sarà scelto anche in base a come verrà presentato. 

L’innovazione del settore food

Il cibo del futuro passa anche attraverso nuove realtà imprenditoriali del settore. In questo contesto nasce “Barnext – Food Beverage & Future” un premio tutto italiano dedicato all’innovazione nel settore food & beverage. L’obiettivo è quello di creare un villaggio aperto in cui le aziende, i centri di ricerca e le startup si mettano in confronto e condividano idee e progetti orientati al cibo del futuro. Entro il 10 giugno saranno presentate le aziende incluse nel concorso, mentre la finale e la proclamazione del vincitore si terranno il 27 ottobre 2022 a Città della Scienza di Napoli.

Il cibo del futuro

Un esempio di cibo vegano.

L’evoluzione del cibo del futuro

Oltre alla salute e al benessere umano, un tema che sta già diventando centrale nel consumo di cibo è il suo impatto sul nostro pianeta. Una delle prime conseguenze è la diminuzione del consumo di carne, dato che gli allevamenti sono tra le principali cause del riscaldamento globale. Diete vegetariane e vegane, oltre a cibi contenenti proteine di cellule staminali. Queste cellule saranno raccolte e messe in bioreattori dove verranno alimentate con nutrienti come il glucosio, di modo da crescere e divenire perfette nella sostituzione di pollo, manzo, maiale o altri animali.

Inoltre sono già in auge degli studi per sviluppare delle diete personalizzate all’estremo. Un esempio da cui partire è il cerotto sviluppato da PepsiCo, con cui gli atleti a fine allenamento hanno consigli personalizzati su idratazione, recupero e nutrizione in base alla velocità del sudore e la concentrazione di elettroliti. Questo potrebbe ben presto aprire a un vero e proprio nuovo filone che in base al nostro stile di vita, permetterà di consigliare gli alimenti e le quantità più appropriate di cibo da assumere.

Questi dati, se sviluppati bene, potranno portare a un maggior benessere della persona, all’eliminazione di sprechi alimentari e un minor impatto ambientale.

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Riccardo Pallotta

Laureato in comunicazione e marketing con una tesi sul brand journalism. Attore e speaker radiofonico in Italia e all'estero. Social media manager. Oggi collaboro con BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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