La Milano Fashion Week 2025 non è solo l’evento più glamour dell’anno, ma anche il palcoscenico di una vera e propria rivoluzione nel mondo della moda. L’organizzazione non-profit a sostegno dei diritti animali PETA (People for the Ethical Treatment of Animals) guida la protesta contro l’uso di pelli di rettili, mentre l’Europa detta legge con l’Ecodesign. La moda si fa sempre più sostenibile con materiali eco-friendly e tessuti rigenerati.

I grandi nomi del settore, da Gucci a Prada, da Stella McCartney a Fendi, stanno prendendo sul serio la sfida della moda circolare e della riduzione dei rifiuti tessili, investendo in soluzioni innovative per ridurre il loro impatto ambientale e promuovere un futuro più etico e responsabile.

PETA sfida la moda: la protesta infiamma la Milano Fashion Week

Tutti i riflettori puntati sulla Milano Fashion Week, iniziata martedì 25 febbraio. Quest’anno, l’attenzione è puntata sulla protesta dell’associazione animalista PETA che ha manifestato in Piazza Mercanti per chiedere l’abolizione dell’uso di pelli di rettile nelle collezioni di moda. L’attivista, travestita da pitone gigante, ha inscenato una performance simbolica per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla crudeltà inflitta agli animali.

PETA ha inoltre elogiato le numerose case di moda che hanno già aderito a questa iniziativa, come Altuzarra, Burberry, Chanel, Diane von Furstenberg, Jean Paul Gaultier, Paco Rabanne, Victoria Beckham e Vivienne Westwood. L’associazione ha sottolineato come molte aziende stiano sperimentando alternative vegane di lusso, utilizzando materiali innovativi come ananas, funghi, mele e cactus.

Dalle passerelle al pianeta: la moda si fa sostenibile con l’Ecodesign

La transizione verso un’energia più pulita è uno dei pilastri della moda sostenibile. Grandi brand, come Gucci, Prada e Stella McCartney, hanno scelto di affidarsi a fornitori di energia rinnovabile per alimentare i loro eventi durante la Fashion Week. L’efficienza energetica è un’altra priorità: le tecnologie a basso consumo e l’ottimizzazione delle risorse sono diventate fondamentali per ridurre le emissioni di CO2.

Inoltre, i marchi sono sempre più impegnati nel riciclo dei materiali e nella promozione di pratiche di smaltimento responsabili. L’obiettivo è creare un’economia circolare in cui i tessuti vengono riutilizzati o trasformati, riducendo al minimo l’impatto ambientale. Il focus va sulla durabilità e riparabilità dei capi, progettati per resistere nel tempo.

In vigore dal 2025, il regolamento europeo sull’Ecodesign segna una svolta cruciale per l’industria della moda. La normativa introduce parametri ambientali rigorosi per i prodotti tessili, tra cui il divieto di distruzione dell’invenduto e l’introduzione del regime EPR (Extended Producer Responsibility). Questo sistema obbligherà i produttori a farsi carico del fine vita dei loro prodotti, contribuendo a una gestione più sostenibile delle risorse.

Fashion week: Limone, rivista vogue e borsa realizzata con materali green

Materiali green alla MFW (Foto di Shishkina Svetlana da Pexels).

Zero Waste Runway e addio alle pellicce: la FW detta le regole

Fra i trend della Fashion Week si afferma con forza l’abbandono delle pellicce animali. Sempre più case di moda, tra cui Gucci, Prada e Fendi, hanno scelto di non utilizzare pellicce nelle loro collezioni, rispondendo alla crescente domanda dei consumatori per una moda più etica e rispettosa degli animali. Questa scelta non solo riduce l’impatto ambientale, ma riflette anche un cambiamento culturale in cui il benessere animale gioca un ruolo sempre più importante.

Non mancano iniziative green, come il progetto Zero Waste Runway, basato sull’idea di progettare capi in modo che ogni centimetro di tessuto sia utilizzato, riducendo gli scarti a zero. Designer come Camilla Carrara e Zero Waste Daniel sono pionieri in questo campo, utilizzando solo materiali di recupero provenienti dall’industria della moda.

In passerella, le sfilate divengono esperienze immersive in realtà aumentata, dove sono protagonisti tessuti rigenerati e materiali eco-friendly. Dominano infatti tessuti leggeri, studiati per garantire freschezza e comfort anche nelle giornate più calde. Dal cotone biologico alla seta sostenibile, fino a innovativi materiali tecnici che uniscono eleganza e funzionalità, la moda del 2025 si fa sempre più attenta all’ambiente senza rinunciare allo stile.

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Giulia Polito

Multipotenziale e curiosa, seguo carriera in ambito scientifico, ma ho anche una passione per la scrittura e credo nel valore della divulgazione. Scrivo di tutto ciò che mi incuriosisce, soprattutto legato a società, innovazione, salute e benessere. Collaboro con BuoneNotizie.it e partecipo al laboratorio di giornalismo per diventare pubblicista.

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