La musica di Greta Grida è un invito diretto a non reprimere nulla: rabbia, tristezza, frustrazione, vulnerabilità. È questo il cuore del suo progetto artistico, ed è anche il motivo per cui vale la pena ascoltarla. A soli 21 anni, la cantante milanese sta costruendo un percorso che unisce autenticità, istinto e un’attitudine punk rock che non riguarda solo il suono, ma il modo in cui sceglie di stare al mondo.

Cresciuta in una famiglia di rocchettari, la musica per lei è stata un linguaggio naturale fin da bambina: «Mettevano i Rage Against the Machine in macchina e io cantavo gli assoli di Tom Morello». Un’immagine che racconta perfettamente la sua energia e la sua inclinazione verso sonorità potenti e viscerali.

Le origini punk rock: una voce che nasce per necessità

Il suo percorso inizia prestissimo: a nove anni entra nella sua prima band, con cui suona per dieci anni. L’esperienza la forma, ma è nel 2023, quando sceglie la strada solista, che Greta trova la sua dimensione più autentica. «Da solista ho tutte le responsabilità ma anche il potere decisionale» racconta. La libertà, per lei, non è un concetto astratto: è la condizione minima per poter essere sincera.

Il suo stile è un mix di punk rock, influenze pop, sfumature grunge e un’attitudine vocale gridata che è diventata la sua firma. Tra le influenze cita Nova Twins, Avril Lavigne, Paramore e Caparezza: ascolti che hanno contribuito a modellare la sua immagine e il suo modo di esprimersi.

Un lato inedito: la calma dietro l’urlo

C’è però un aspetto che non emerge dalle sue canzoni ma che racconta molto di lei. Greta, fuori dal palco, è sorprendentemente calma, riflessiva, quasi timida, ed è un contrasto che colpisce: la sua voce artistica non è un personaggio, è una valvola di sfogo, uno sfogo utile soprattutto contro l’ansia che accomuna molti suoi coetanei.

Greta non urla per mostrarsi forte: urla perché non vuole più trattenere nulla. È questo che la rende interessante: la sua musica non nasce per intrattenere, ma per liberare, e chi la ascolta, spesso, si sente autorizzato a fare lo stesso.

Stronza e Non ti lamentare: due sfoghi punk rock

I suoi ultimi singoli sono la prova più evidente di questa urgenza emotiva.

Stronza è uno sfogo puro, diretto, senza filtri, rivolto a una persona che l’ha ferita profondamente. «Non volevo lanciare un messaggio, era uno sfogo» racconta. Eppure il brano diventa universale: parla di quelle persone che predicano bene e razzolano male, che si nascondono dietro un “carattere difficile” per giustificare comportamenti tossici.

Non ti lamentare, invece, è più intimo. Nasce da un periodo in cui Greta si è sentita invalidata nelle proprie emozioni. Il messaggio è chiaro: non esiste una gerarchia del dolore. «Bisogna imparare a valorizzare le proprie emozioni, anche quelle negative» spiega.

È qui che il suo spirito punk rock emerge con più forza: non come genere, ma come attitudine alla verità e alla musica prodotta da strumenti musicali, e non dall’IA.

Identità artistica: la lotta per la libertà emotiva

Greta non si definisce un’artista militante, ma la sua musica porta avanti una forma di lotta personale: quella per l’ascolto di sé, per la legittimazione della rabbia, della tristezza, dei lati bui che la società chiede di reprimere.

Il suo punk rock è questo: non urlare contro il mondo, ma urlare per far uscire le proprie emozioni, senza urlare contro se stessi.

Progetti futuri e un consiglio sincero

Il 2026 sarà un anno intenso: Greta anticipa una programmazione fitta di nuove uscite e una serie di live estive che annuncerà sui suoi canali social. Intanto continua a portare avanti Punto G, il suo format su TikTok, in cui parla di vari argomenti di attualità che le stanno a cuore.

A chi sogna la musica lascia un messaggio semplice ma potente: «La prima cosa è crederci tanto. E poi lavorare tantissimo, sotto ogni punto di vista».

Un invito a inseguire la propria voce, senza paura di essere autentici.

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Antonio dei Nobili

Sono Antonio dei Nobili, ragazzo ipovedente e aspirante giornalista pubblicista. Sono originario della Puglia, ma da alcuni anni vivo a Milano. Ho la passione per la scrittura dai tempi delle scuole medie. Le mie passioni non si limitano alla scrittura, amo tanto lo sport e la musica rock, entrambi sono parti fondamentali della mia vita. Attualmente scrivo per Buonenotizie.it e frequento i corsi di Giornalismo costruttivo.

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