Biden firma un disegno di legge contro la discriminazione. Anche in Italia una commissione contro i crimini d’odio.

Lo scorso 15 aprile si è svolta la prima seduta della nuova commissione straordinaria contro i crimini d’odio e la discriminazione. La senatrice Liliana Segre, durante l’occasione, ne è diventata presidente. Negli Stati Uniti il presidente Joe Biden segna un passo in aperta controtendenza con quello del suo predecessore. Anche il Senato americano ha approvato una nuova legge che punisce chi discrimina, sulla scia di una serie di crimini di stampo razziale.

La nuova commissione italiana

La nascita della nuova commissione italiana contro i crimini d’odio, intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione risale a più di un anno e mezzo fa. Nell’ottobre del 2019, infatti, era stata la stessa senatrice a vita Liliana Segre a proporre una mozione per costituirla. All’epoca la mozione era stata approvata con 151 voti e l’astensione di 98 senatori di centro destra. La nuova commissione contro i crimini d’odio è composta da rappresentanti di varie forze politiche, come si può vedere dal sito del Senato.

Il compito della commissione è quello di velocizzare i provvedimenti di legge in materia di crimini d’odio ed episodi di intolleranza. Esaminerà e proporrà in prima persona proposte di legge su questi temi e potrà anche approvarle senza dover passare dalla Camera e al Senato. Solleciterà inoltre l’attuazione di leggi e sarà chiamata a svolgere campagne di sensibilizzazione a livello nazionale e internazionale.

La senatrice Liliana Segre, più volte negli anni vittima di cyberbullismo, si è detta soddisfatta.

“Io spero che possa diventare un momento importante per la Repubblica visto che il linguaggio dell’odio è una cosa che mi ha ferito tutta la vita. Ho cominciato a sentire molto presto le parole dell’odio e se posso concludere la mia vita mettendo una di quelle piccole pietre che nei cimiteri ebraici si mettono sulle tombe per dire ‘io sono venuto a trovarti’, allora anche questo inizio di commissione è una piccola pietra”.

Crimini d’odio e social

Lo scorso marzo la polizia, di concerto con la polizia postale e la Digos, aveva condotto una serie di indagini. Ciò che era emerso dalle rilevazioni e dalle perquisizioni era una rete di odio e minacce online rivolte al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ma il fenomeno dei crimini d’odio interessa tutti i cittadini, soprattutto i più giovani e corre soprattutto su Internet. Secondo un’indagine dell’Osservatorio indifesa di Terre des Hommes e ScuolaZoo il 45% dei ragazzi subisce atti di bullismo e il 16% è stato bullizzato sui social.

Secondo il sito del Ministero dell’Interno, l’odio che si diffonde sui social è caratterizzato da tre fattori. La permanenza nel tempo, che tende a far rimanere a lungo i contenuti online, moltiplicando il risultato. La ricorrenza, che può renderlo “virale”, facendo sì che rimbalzi da una pagina o un profilo all’altro. L’associazione con l’idea di impunità che conferisce proprio la piattaforma social. La natura stessa dell’odio online fa sì che la prevenzione debba cominciare dalle stesse piattaforme e che debba essere regolamentata a livello internazionale.

La legge di Biden

Lo scorso 18 maggio il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha ratificato una legge che aveva rappresentato un raro caso di bipartitismo, in una realtà politica ancora fortemente polarizzata. Il COVID-19 Hate Crimes Act nasce a seguito di un’ondata di attacchi (online e fisici) contro gli americani asiatici. Le denunce di asiatici americani sono aumentate nell’ultimo anno: attivisti e polizia denunciano che il sentimento anti asiatico si è fortificato proprio a seguito della pandemia.

Il disegno di legge contro i crimini d’odio è stato proposto dalla senatrice democratica Mazie Hirono e dalla rappresentante democratica Grace Meng. Negli obiettivi la designazione un dipendente del Dipartimento di Giustizia che acceleri la revisione dei crimini d’odio segnalati alla polizia durante la pandemia di COVID-19.

L’occasione della firma del Covid Act ha rappresentato anche un forte segnale di normalità. Per la prima volta un grande gruppo di persone si è radunato pubblicamente alla Casa Bianca senza mascherine. La vice presidente Kamala Harris, prima donna afroamericana a ricoprire questa carica, ha ringraziato pubblicamente tutti i componenti della commissione.

“Ai membri del nostro Congresso degli Stati Uniti, di entrambi gli schieramenti, che hanno contribuito a far passare il COVID-19 Hate Crimes Act, dico grazie. Grazie a voi, la storia ricorderà questo giorno come il momento in cui la nostra nazione ha agito per combattere l’odio”.

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