Il lavoro da remoto non è stata l’unica novità determinata dalla pandemia, ma si avvicenda a una serie di riflessioni nate per ottenere un miglior equilibrio tra vita professionale e privata. Per questo diverse aziende in tutto il mondo stanno adottando il modello della settimana lavorativa corta che da diversi studi sembra possa portare benefici sia alla produttività sia al benessere individuale.

L’obiettivo principale è quello di adottare la riduzione dei giorni di lavoro per agevolare le condizioni degli impiegati e soprattutto per individuare vantaggi e giovamenti in tutti coloro che nei due anni di pandemia hanno sofferto l’impatto dello smart working o della una modalità ibrida. Nel corso del tempo si è così allungata la lista dei Paesi che stanno sperimentando la Four Days Week in Europa e nel mondo, in particolare in Giappone.

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I vantaggi della settimana lavorativa corta

Nel 2021 l’Eurostat ha reso noto che in media i lavoratori hanno trascorso sul luogo d’impiego 37 ore a settimana, con ritmi lavorativi spesso duri e incalzanti. Numerosi studi invece hanno dimostrato che l’eccessivo tempo dedicato al lavoro può influenzare negativamente la produttività, per questo la scelta porterebbe diversi benefici sia ai dipendenti sia alle aziende. Diminuire le ore in azienda o in ufficio incentiverebbe gli individui a sviluppare altri interessi, hobbies e a trascorrere del tempo di qualità con amici e famiglia.

Dedicarsi al proprio mestiere quattro giorni invece di cinque ridurrebbe anche i casi di burnout, lo stress da lavoro, inserito per la prima volta nell’undicesima classifica internazionale delle malattie entrata in vigore nel gennaio 2022 e definito dall’Oms “una sindrome concettualizzata come conseguenza di stress cronico sul posto di lavoro non gestito con successo”.

Il Giappone all’avanguardia

Già nel 2019 Microsoft Giappone aveva diminuito le giornate lavorative per un mese e la produttività dell’azienda era aumentata di ben il 40%. Sempre più realtà lavorative nipponiche hanno da quel momento adottato la riduzione dell’orario settimanale di lavoro per attirare nuove forze e anche per incentivare gli impiegati nel non abbandonare la loro mansione. Il Ministero del Lavoro di Tokyo ha condotto un’indagine su oltre 4 mila aziende giapponesi, mostrando che attualmente l’8,5% di queste concede ai propri lavoratori più di due giorni liberi.

L’amministrazione di Tokyo ha inoltre incoraggiato le società giapponesi a introdurre la Four days week, in quanto permette ai lavoratori di dedicarsi di più all’educazione dei figli, alla famiglia e al volontariato. A tal proposito, diverse società hanno iniziato a sperimentare una settimana più breve come la Panasonic Holdings Corp: “Dobbiamo sostenere il benessere dei nostri dipendenti”, ha affermato il CEO Kusumi Yuki.

Spagna e Scozia leader della settimana lavorativa corta in Europa

La Spagna ha annunciato di voler promuovere le 32 ore di lavoro su quattro giorni per tre anni, senza che ciò abbia ripercussioni sullo stipendio. Il modello sperimentale lanciato verrà finanziato da un progetto statale di 50 milioni di euro che possa aiutare economicamente le imprese e incentivarle ad aderire. Gli obiettivi preposti sono migliorare la produttività dei lavoratori e dare loro più tempo da dedicare ai propri interessi e per seguire corsi di aggiornamento. Recentemente anche l’azienda Desigual ha lanciato la riduzione dei giorni di lavoro con l’approvazione dell’86% degli impiegati seppur spetti loro un taglio dello stipendio del 6,5%.

Anche la Scozia ha avviato il progetto che prevede nuovi orari di lavoro ridotti del 20% senza che vengano toccate le retribuzioni degli stipendiati. Il programma statale è stato finanziato dal partito politico Scottish National Party, che ha messo a disposizione un fondo di 10 milioni di sterline che serviranno a promuovere la settimana lavorativa più breve.

Primi test a Milano

In Italia non esiste alcuna programmazione statale, ma alcune aziende in totale autonomia hanno applicato turni settimanali ridotti sin dal 2021. Ad esempio già nel 2020 la società di marketing Awin Italia ha introdotto la settimana più breve di 32 ore mentre a Milano Carter & Benson, impresa di consulenza, ha deciso per 36 ore d’impiego per i suoi lavoratori.

Sempre nella città lombarda l’azienda multinazionale Mondelez International ha adottato il programma Workplace of the Future che prevede non solo la riduzione delle ore lavorative ma anche la possibilità di scegliere se rimanere in sede o se usufruire di due giorni di smart working, senza che ciò modifichi lo stipendio. Il modello lavorativo proposto nasce dalle nuove esigenze manifestate dai dipendenti dopo la pandemia con l’introduzione del lavoro da remoto che, secondo un sondaggio interno è stato apprezzato dal 94% dei lavoratori.

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Antonella Acernese

Antonella Acernese

Antonella Acernese, aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it da settembre 2020 grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista. E tu cosa stai aspettando?

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