Rinascimento Bergamo” è uno strumento nato con lo scopo di aiutare il tessuto economico e sociale della città orobica così duramente colpita dalla pandemia e per rilanciare l’economia locale ed è stato promosso dal Comune di Bergamo in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Fondazione Cesvi, ONG nata a Bergamo nel 1985 e operativa in 23 paesi del mondo a supporto delle popolazioni più vulnerabili, il programma .

A differenza di altri strumenti di contributo pubblico che sono stati promossi in Italia dal Governo o dalle Regioni, con “Rinascimento” il Comune di Bergamo ha istituito una collaborazione tra pubblico e mondo profit e non profit, capace di sostenere le attività locali con 17 milioni di euro erogati a circa 4.400 tra microimprese, commercianti, artigiani e liberi professionisti durate l’emergenza Covid-19. Numeri che portano il progetto a candidarsi come modello da replicare a livello nazionale per aiutare il Paese a ripartire dopo due anni di pandemia e per la gestione dei fondi del Pnrr.

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Rinascimento Bergamo: 8 bandi per sostenere le realtà del territorio

Tante le ricadute positive che Rinascimento Bergamo ha avuto sull’economia della città lombarda. Grazie a otto bandi, indetti dal Comune nell’ambito del Fondo di Mutuo Soccorso, il programma ha erogato 9,5 milioni di euro in contributi a fondo perduto e 7,5 in prestiti d’impatto a tasso agevolato a favore delle micro e piccole imprese, dei professionisti e delle organizzazioni non profit che compongono il tessuto economico e sociale della città.

Il programma, rappresentando uno schema di intervento capace di coinvolgere il capitale privato in una logica di partenariato pubblico-privato-no profit, è stato in grado di stimolare meccanismi virtuosi di collaborazione a favore di un interesse generale e di fornire una risposta tempestiva a una situazione straordinaria, per tutelare diritti fondamentali quali salute e sicurezza sociale.

Il Programma Rinascimento è stato decisivo in un momento così difficile e delicato per la città di Bergamo – ha dichiarato il Sindaco Giorgio GoriAbbiamo sempre sostenuto che si trattasse di un’occasione importante per sostenere le attività commerciali e le piccolissime imprese della nostra città, ora possiamo dire con certezza, a circa un anno dalla conclusione dell’iniziativa, che è stato proprio così. I risultati chiariscono, infatti, che non solo le attività che hanno usufruito dei fondi di Rinascimento hanno tenuto meglio di quelle che hanno deciso di non accedere ai bandi istruiti da Comune, Fondazione Cesvi e Intesa Sanpaolo, ma anche che hanno saputo dare più lavoro e potersi permettere più personale dipendente”.

Il prestito d’impatto: uno strumento innovativo

Il principio ispiratore del programma è stato quello della finanza di impatto, un modo innovativo, sostenibile e inclusivo dedicata alle micro e piccole attività d’impresa, ai piccoli esercizi commerciali e artigianali, alle start up e organizzazioni del terzo settore, per la ripresa ed evoluzione del modello di business, attraverso progetti di sviluppo e innovazione, con impatti su economia reale e coesione sociale del territorio e che vedono l’attivazione di meccanismi di collaborazione pubblico-privato e terzo settore.

Per questo Intesa Sanpaolo ha per la prima volta messo in campo uno strumento come il prestito d’impatto caratterizzato da lunghe scadenze e risorse dedicate ad attività a elevato impatto per l’ecosistema delle imprese del contesto territoriale bergamasco, la cui operosità ha rappresentato una marcia in più per la ripartenza del Paese. I principi di questo strumento si basano su destinatari in grado in grado di realizzare progetti al servizio della comunità e mira al finanziamento di progetti e iniziative in grado di fornire un beneficio sociale chiaro e dimostrabile.

Un modello replicabile per il PNRR

Secondo i partner del progetto, i prestiti di impatto rappresentano uno strumento valido per ottimizzare l’utilizzo della liquidità e del capitale al servizio di start up, microimprese e PMI, realtà che rappresentano la spina dorsale del Paese, oltre a permettere di realizzare progetti in grado di aggregare di capacità produttiva, risorse e filiere strategiche, competenze e know how. Questo ha portato i promotori a proporre al Governo il progetto come modello per  la gestione di fondi senza precedenti provenienti dall’Unione Europea per l’attuazione del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, pari a oltre 191 miliardi di euro.

Il programma Rinascimento Bergamo, che ha stimolato virtuosi meccanismi di collaborazione tra investitori ad impatto, attori pubblici e imprese sociali innovative, può rappresentare uno modello di riferimento utile per il successo del Pnrrha dichiarato Maria Rosaria Caputo, Head of Group Rating Desk Intesa Sanpaolo – Rinascimento Bergamo ha dimostrato come è possibile attrarre investimenti al servizio di un interesse generale, se inquadrati in una logica di partenariato pubblico-privato, capace da un lato di accrescere il capitale a disposizione dei progetti e dall’altro di garantirne l’effettiva messa a terra, condizionando l’erogazione dei fondi pubblici al raggiungimento degli obiettivi”.

 

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Giovanni Binda

Giovanni Binda

Giovanni Binda, aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista. E tu cosa stai aspettando?

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