Dopo 2 anni di blocco pandemico, il turismo internazionale è tornato in Italia. Molti stranieri hanno deciso di trascorrere le vacanze estive nel Bel Paese, mirando in particolare alla Toscana. 7 prenotazioni su 10 sono negli agriturismi dell’amata regione: queste provengono proprio dall’estero. A confermarlo è il monitoraggio di Coldiretti e Terranostra Toscana, l’associazione che raduna gli agriturismi di Coldiretti in previsione del periodo estivo.

La Toscana resta la regione più gettonata dove, infatti, si registrano le maggiori richieste di soggiorno. Anche se l’estate non è finita, ed è ancora presto per stilare un bilancio, secondo gli imprenditori agrituristici i numeri finora si prospettano molto incoraggianti.

Agriturismi, dopo due anni di pandemia: la ripresa del settore

A causa della pandemia gli agriturismi nelle stagioni estive 2020 e 2021 hanno registrato una diminuzione dell’80% degli arrivi nelle strutture regionali. La mancanza di turismo, nel biennio pandemico, ha causato una perdita nel settore pari a 350 milioni di euro, tra ristorazione, souvenir e pernottamenti. Secondo Coldiretti Toscana, la presenza degli stranieri a partire dallo scorso periodo pasquale ha portato una timida ripresa grazie alla fine dello stato di emergenza e all’allentamento delle restrizioni.

Nella primavera 2021, le richieste di soggiorno erano molto dubbie con un’alta probabilità di cancellazione: contrariamente all’attuale stagione che sta registrando un alto numero di presenze internazionali.

Per l’Italia, i turisti stranieri rappresentano un’opportunità strategica dal punto di vista economico in tema di strutture ricettive, ristoranti, shopping e souvenir. La loro mancanza ha inciso sui bilanci delle aziende agrituristiche con una riduzione delle presenze del 67% nel 2020 e del 31,8% nel 2021.

Perché gli stranieri scelgono gli agriturismi italiani

Da sempre appassionati dell’Italia e delle sue bellezze paesaggistiche, culturali, gastronomiche, gli stranieri prediligono soggiorni per le bellezze italiane nelle sue campagne in strutture capaci di offrire l’opportunità di conoscere le attività e i prodotti dell’azienda agricola.

La preferenza dell’agriturismo rispetto a un’altra tipologia di struttura da parte del turismo internazionale, è dovuta al particolare apprezzamento della cultura enogastronomica italiana. Gli agriturismi, a differenza di altre strutture ricettive, propongono agli ospiti una cucina creata con prodotti a km zero. I turisti sono anche interessati a scoprire le bellezze dei piccoli borghi e dei centri rurali minori: questo ha portato gli addetti ai lavori a migliorare i luoghi destinati all’ospitalità in termini di servizi offerti e a crearne di nuovi per attirare un numero sempre maggiore di visitatori.

Sono numerose le attività proposte dalle strutture: culturali, come la visita a un percorso naturalistico, wellness, per una vacanza all’insegna del relax, sportive, con servizi innovativi per sportivi, ma anche corsi di cucina, visite nei vigneti o negli oliveti, partecipazione alle attività agricole dell’azienda tra cui la raccolta delle erbe officinali e dei prodotti dell’orto ed escursioni a cavallo,

Alcune realtà agrituristiche

Tra le strutture che offrono queste attività in Italia, suggestivo l’agriturismo “Il Pintello” nella zona del Chianti dove, oltre alla degustazione di prodotti biologici a km o, si può cimentarsi in un percorso naturalistico, all’interno della proprietà tra vigneti, oliveto e frutteto nonché animali.

A Fiesole, nella campagna fiorentina, la “Fattoria di Maiano”, propone il Tour dell’olio che parte dall’oliveto per poi arrivare all’interno del frantoio. Inoltre la Fattoria offre la possibilità di effettuare un Safari Tour notturno nel bosco a bordo di un fuoristrada, per ascoltare la musica che la natura e i suoi ospiti sanno donare.

Sul lago di Garda vicino Trento, si trova “Laghel7 Agritur”. L’agriturismo riserva agli ospiti la possibilità di partecipare alle varie attività dell’azienda agricola, dalla cura degli animali alla manutenzione dell’orto biologico e dell’oliveto. In più, la struttura ha al suo interno un maneggio con scuola di monta americana.

Mentre in Abruzzo, nel Parco Nazionale della Maiella, si trova l’“Azienda Agricola Agrituristica Giuliana”, che si occupa dell’ allevamento di pecore di razza Sopravvisana, nate dall’incrocio tra la pecora Vissana con arieti Merinos. È previsto un percorso definito “La filiera della Lana” dove si possono seguire le varie fasi della produzione, dalla divisione del gregge in pecore che producono latte e non, per finire alla tosatura.

Elisabetta Majocchi

Elisabetta Majocchi

Elisabetta Majocchi, laureata in Informazione ed Editoria ho collaborato con testate scrivendo di cultura, costume e società. Appassionata di attualità, politica e sostenibilità, oggi scrivo per BuoneNotizie.it grazie al Laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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