Quasi 800 comuni – circa il 10% del numero totale dei comuni italiani – sono ritornati al voto dopo cinque anni per rinnovare il consiglio comunale ed eleggere il sindaco. Il 14 e 15 maggio si è tenuto infatti il primo turno delle elezioni amministrative del 2023 in Italia seguito, il 28 e 29 maggio, dal ballottaggio in 41 comuni.

Secondo i dati condivisi dalla piattaforma Eligendo, la percentuale di votanti al primo turno è stata del 59% – circa il 2% in meno rispetto alle stesse elezioni nel 2018 – a conferma della tendenza crescente dell’astensionismo nelle elezioni politiche italiane. Gli studi a riguardo indicano che le diverse modalità di votazione sono uno dei fattori che possono contribuire alla crescita della partecipazione elettorale.

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L’astensionismo nelle elezioni amministrative 2023

Le elezioni amministrative sono il momento elettorale in cui i cittadini sono più vicini ai candidati politici. Infatti, si rinnova il consiglio del proprio comune di residenza e il relativo sindaco. Nonostante ciò, negli ultimi dieci anni, il tasso di astensionismo non sembra diminuire. Secondo il dossier del Ministero dell’interno, la percentuale della partecipazione elettorale media delle elezioni amministrative è stata di circa il 15% inferiore rispetto alle elezioni amministrative del 2010, con una tendenza graduale e costante nel tempo.

Le elezioni amministrative sono una delle forme di partecipazione popolare più importante in una democrazia rappresentativa come quella italiana. Di conseguenza, il tasso di astensionismo è uno dei fattori principali da controllare per studiare lo stato della democrazia di un paese e individuare le riforme necessarie per migliorare il coinvolgimento cittadino. Ciò nonostante, l’analisi della partecipazione democratica – pure in rapporto alle elezioni amministrative 2023 – va estesa anche alle tipologie di partecipazione non convenzionali.

Secondo il saggio “La qualità della democrazia in Italia” di L. Morlino, il paese italiano è una delle principali nazioni europee in cui le forme di partecipazioni non convenzionali sono più utilizzate, quali per esempio: lo sciopero, le occupazioni e le petizioni. Inoltre, sempre secondo lo stesso saggio, l’analisi dei risultati elettorali degli ultimi 30 anni indica:

L’esistenza di un cambiamento in atto nel comportamento di voto degli italiani: un uso meno frequente del voto non valido, rispetto all’astensionismo per esprimere la propria «protesta».

Le esperienze estere e le possibili soluzioni

Esistono due proposte che ritornano ciclicamente nel discorso pubblico quando si parla di coinvolgimento dei giovani alla partecipazione elettorale. Sono l’estensione del voto per corrispondenza – cioè la possibilità di rispedire la scheda elettorale, dopo aver votato, per posta – ai cittadini che vivono fuori sede e l’estensione del diritto di voto ai cittadini 16enni.

Inoltre, diversi studi individuano altri fattori chiave che influenzano i tassi di astensionismo, tra cui: il sistema elettorale, il livello di benessere economico e l’identificazione partitica. Una delle modalità alternative più utilizzate dagli altri paesi è il voto per corrispondenza, seguito dal voto presidiato anticipato e dal voto per delega. Altri paesi europei stanno sperimentando nuove forme in voto in maniera limitata – considerati i dubbi costituzionale esistenti – tipo il voto elettronico presidiato.

Le modalità per coinvolgere i giovani

Secondo l’ultima edizione del libro bianco sull’astensionismo in Italia, la fascia di popolazione giovanile tra i 18 e i 24 anni presenta le percentuali più elevate di disinteresse verso la politica. Inoltre, secondo i dati elaborati per il “Dataroom” del Corriere della sera dai ricercatori Luca Carrieri e Davide Angelucci, dal 1992 al 2018 il tasso di astensionismo risulta aumentato particolarmente nella fascia di popolazione dai 18 ai 34 anni.

Dati sull'astensionismo alle ultime elezioni europee.

Dati sull’astensionismo alle ultime elezioni europee. Fonte: Eurobarometro.

Alla luce di questi dati, risultata evidente come interventi per agevolare il voto siano necessari per coinvolgere i giovani cittadini. Il 22 maggio – a poco tempo dalle elezioni amministrative del 2023 – è stata sostituita la proposta di legge in merito con una delega al governo per il voto agevolato ai cittadini che vivono fuori sede, i quali in Italia risultano essere circa 5 milioni. Invece, per quanto riguarda l’estensione del voto ai 16enni, che secondo i dati Istat in Italia sono circa il 2% dell’elettorato attivo, l’opinione pubblica è particolarmente sfaccettata sul tema.

Nonostante le diverse proposte di legge avanzate nel tempo, tra cui quella costituzionale approvata sul voto dei 18enni alla camera del Senato, non risulta emergere un chiaro compromesso che concilia le perplessità dei sfavorevoli con i vantaggi percepiti dai più fiduciosi.

Verso nuove prospettive

Secondo il libro bianco, la principale causa dell’astensionismo reale è dovuta alla volontà di non votare – per protesta, indifferenza o disinteresse – seguita dall’impossibilità a votare per motivi di distanza e salute. Questo comporta che le principali soluzioni sono legate innanzitutto a iniziative e riforme per compensare la sfiducia delle persone nelle istituzioni, secondo i dati Istat in sostanziale stabilità negli anni.

In definitiva, è possibile notare un’attenzione sempre maggiore dei governi verso le nuove modalità di voto e di coinvolgimento democratico, con particolare riguardo verso la sensibilizzazione alla cittadinanza attiva partendo dall’esperienza delle elezioni amministrative del 2023 e dalle future generazioni.

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Giuseppe Palomba

Dottore politologo di matrice napoletana, attualmente studio relazioni internazionali alla Federico II e coltivo la mia ossessione verso l'Unione europea.

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