Trenta milioni di persone in “zona rossa”.

Come vivere il nuovo lockdown?  L’Italia, in larga parte, è tornata tra quattro mura per un periodo che andrà almeno fino a dopo Pasqua. Buone Notizie ha raccolto alcuni consigli per cercare di vivere al meglio questa nuova esperienza di distanziamento sociale che, già in questi giorni, riguarda circa 30 milioni di persone. Una specie di breviario a uso e consumo di chi deve rimanere in casa. Questa nuova sorta di lockdown arriva a un anno di distanza dal primo ed è ancora più difficile per il carico di preoccupazione, di disagio e di ansia che questo lunghissimo periodo ha dato a tutti, compresi coloro che non sono stati direttamente toccati dagli effetti della malattia.

Rifletti sulla tua ultima esperienza di lockdown

Riflettere su quello che è stato lo scorso lockdown è un esercizio importante per prepararsi a questi giorni. Partendo dalla passata esperienza, è importante pensare immediatamente a fare qualcosa di più. Cosa è andato bene? Quali sono le cose che non sono andate per il verso giusto? Cosa si può fare di diverso nella vita e nel lavoro? Si tratta di domande che aiutano a porci degli obiettivi. Proprio gli obiettivi, per piccoli che siano, sono uno dei motori più importanti per non cedere alla depressione e per superare meglio questo momento. 

Mantieni le tue abitudini e rispetta le restrizioni

Secondo la professoressa Valentina Dimattei,  docente di Psicologia presso l’Università Vita Salute San Raffaele di Milano, è importante mantenere la propria routine quotidiana senza eccessivi stravolgimenti che danneggino l’equilibrio psico-fisico, pur rispettando sempre le restrizioni sociali, la mobilità e le regole del distanziamento sul lavoro (se non si fa smart working).

La responsabilità nei confronti delle misure precauzionali (per le quali va consultato il sito del ministero della Salute) permette di svolgere un ruolo attivo importante per se stessi e per gli altri, si riducono i sintomi ansiosi-depressivi e sensi di colpa. Il tutto perché si è consapevoli di aver fatto di tutto per evitare di ammalarsi. A queste riflessioni civili e morali la psicologa risponde suggerendo un corretto stile di vita comprensivo di sonno (almeno 8 ore ) e attività fisica. 

Organizzarsi la giornata 

Dopo riflessioni sul vecchio lockdown, mantenimento delle proprie abitudini e una bella e sana doccia fredda, è arrivato il momento di programmare la giornata. L’Istituto Superiore della Sanità di Roma ha istituito uno specifico gruppo di lavoro, coordinato da Gemma Calamandrei, direttrice del Centro di riferimento per le scienze comportamentali e la salute mentale  da cui sono emersi diversi rapporti e molte raccomandazioni.

In particolare un rapporto  mostra la presenza di sintomi di ansia in metà di un campione di persone iscritte al Registro Nazionale Gemelli dell’Iss. Tra le azioni suggerite c’è dunque quella di conservare quanto più possibile la struttura “tipo” della propria giornata abituale, in modo da sentirsi più  sicuri e protetti.  Fondamentale la cura della  propria casa, che va tenuta ordinata e pulita, in quanto un ambiente sporco e caotico potrebbe generare sensazioni di intrappolamento e costrizione.

Lockdown e mindfulness

Importante inoltre è dedicare del tempo ad attività che promuovano il rilassamento come la meditazione,  attraverso esercizi  mirati con su libri e web. La  mindfulness (letteralmente “attenzione consapevole”) è una pratica di meditazione di origine buddhista,  adatta  per affrontare al meglio questo periodo, in particolare con gli esercizi di respirazione, che aiutano  a essere più concentrati e meno inclini a preoccupazioni e pensieri negativi.  Ha inoltre la capacità di stimolare la nostra naturale resilienza. 

Condividere e curarsi  con i libri

Dagli inizi del’ 900  negli Stati Uniti, nei Paesi anglosassoni e poi anche in Italia, i libri e i film sono stati usati come strumenti per  terapie psichiatrico-riabilitative  (della biblioterapia ha parlato anche Buone Notizie, ma c’è anche la cinematerapia). Queste pratiche sono state utilizzate per accompagnare i pazienti affetti da ansia, depressione, colpiti da lutti o altri tipi di patologie. Col tempo hanno interessato ambiti anche non clinici (educativi, scolastici, case di riposo) per sviluppare benessere personale, creatività e soprattutto condivisione, in gruppi online come in questo periodo.

Serie tv e social: sì, ma con giudizio

Leggere e  guardarsi una serie tv stimola benessere e ci permette di condividere anche con altre persone la nostra passione. Tanto per fare un esempio, ci sono app come Rave che permettono di condividere con più persone la visione di un film o di un telefilm e commentare live, rendendoci conto di quanto, fortunatamente, non siamo soli. Grazie a questi software per il nostro telefonino o il nostro tablet, possiamo vivere al meglio, con tutti gli strumenti possibili, questo nuovo isolamento. 

Senza dubbio i social da Facebook a Instagram, da TikTok a Club House saranno gli strumenti più utilizzati al mondo da bambini ad anziani, per restringere le distanze con parenti e amici e per creare nuove relazioni. Buone Notizie ha già esplorato questo mondo con questo articolo. Staccare dalle notizie proposte dai media per vivere un momento di leggerezza insieme ad amici, vecchi o  nuovi, conosciuti grazie a queste app è un’operazione da considerare.

Fai una bella doccia fredda 

Fare la doccia fredda permette di ritrovare la concentrazione. L’acqua fredda, infatti, migliora il trasporto dei principi nutritivi nell’organismo e riempie le cellule di ossigeno. Risveglia sensi e mente, migliorando l’umore perché il cervello, produce l’ormone della noradrenalina: uno strumento efficace contro la depressione. Farsi una doccia fredda aiuta a prevenire malattie vascolari. Una forzatura? Può darsi, ma certamente si tratta di una piccola azione che può innescare nuove (più salutari) routine.

Attenzione alle controindicazioni

Naturalmente, anche per social e serie tv  (come per tanti altri momenti di vita virtuale) ci vuole moderazione per non incorrere in situazioni problematiche come i disturbi del comportamento provocati dalla compulsività con cui si accede alle reti sociali e dal fenomeno del binge watching (visione massiccia di serie tv senza interruzioni, fenomeno che altera il bilanciamento tra ore di sonno e ore di veglia)

I consigli di Neil Ansell

Infine, un po’ di consigli tratti dall’esperienza di un grande cronista inglese: Neil Ansell. Giornalista televisivo pluripremiato con la BBC, dove lavora scrivendo d’ attualità e contribuendo a programmi sulla natura, così racconta il suo primo lockdown e gli aspetti positivi della sua esperienza personale: “Sono uscito a piedi ogni giorno azzerando le mie aspettative su ciò che avrei vissuto. Ho rifocalizzato la mia attenzione sulle cose più piccole: fiori selvatici, farfalle e funghi, imparando mentre procedevo. Penso che molte persone abbiano scoperto che una vita bloccata ha dato loro un apprezzamento maggiore della natura . Cerco di trovare gli aspetti positivi in ​​una determinata situazione, concentrandomi meno su ciò che ho perso che su ciò che ancora mi rimane e pensando a ciò che posso fare oggi piuttosto che a ciò che non posso.”  

 

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