L’ecosostenibilità si fa strada nel Patrimonio Culturale italiano. Il Colosseo avrà una nuova arena in materiale biologico entro il 2023.

Il progetto vincitore del bando Invitalia – presentato dal ministro della Cultura Dario Franceschini e dalla direttrice del Parco archeologico del Colosseo Alfonsina Russo – sarà realizzato da Milan Ingegneria. Una nuova superficie di 3000 mq costituirà l’arena dell’anfiteatro romano simbolo d’Italia. Il materiale utilizzato sarà a basso impatto ambientale e completamente reversibile per favorire il riciclo dell’acqua piovana. Un passo avanti per l’incontro tra beni culturali ed ecosostenibilità.

Lo slancio sostenibile del Patrimonio Culturale

Nuove tecnologie, sostenibilità ed economia circolare sono termini sempre più vicini al mondo culturale e al dibattito su salvaguardia e valorizzazione dei beni. Grande rilevanza trovano specialmente gli effetti che il cambiamento climatico sta avendo sul Patrimonio Culturale: Venezia è un esempio eclatante. Proprio per questo motivo l’Ue si mobilita sempre più col fine di incentivare non solo la fruizione di massa, ma anche i processi di rigenerazione urbana portatori di grandi benefici verso monumenti architettonici e paesaggistici.

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Oltre a ciò, gare come quella di Invitalia tentano di fornire i beni di una più duratura protezione a zero impatto ambientale. La tendenza è dunque quella di considerare il patrimonio nazionale non come un mausoleo da conservare, dedicato solo agli esperti, ma come un elemento attivo della società che crea economia, identità e valorizzazione del territorio.

Queste manovre, perfettamente rappresentate dall’incremento della digitalizzazione, vogliono monumenti come il Colosseo capaci di raccontare ancora molto di sé, soprattutto alle giovani generazioni. L’ausilio delle nuove tecnologie e il riuso adattivo del patrimonio disponibile (attraverso eventi, conferenze e simili) porta al Bel Paese una produttività in termini economici.

La nuova immagine del Colosseo

La nuova arena dell’anfiteatro sarà una superficie di 3000 mq in legno di Accoya (materiale capace di diminuire l’abbattimento di specie pregiate), e coprirà gli spazi sottostanti dagli agenti atmosferici. La struttura presenterà una nuova tecnologia in grado di ridurre il carico idrico e recuperare l’acqua piovana per riutilizzarla negli impianti del Colosseo.

La direttrice Russo è decisa a restituire a visitatori e cultori un’immagine del monumento sempre più simile a quella originaria, ribadendo l’importanza degli ultimi 20 anni di ricerche archeologiche in sito. La durata di realizzazione prevede 240 giorni di lavoro effettivo con uno start a fine 2021/inizio 2022. Lavori che potranno iniziare una volta conclusa la gara europea per assegnare 15 milioni di euro al progetto.

L’intervento porterà una lettura del monumento più autentica e completa, rivendicando il valore storico ed educativo del Patrimonio Culturale italiano.

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