Il nomade digitale è da poco entrato nel nostro ordinamento: con il Decreto “Sostegni-ter”, è stato approvato un emendamento che introduce la figura del nomade digitale. Fino a qualche anno fa (e nello specifico prima della pandemia da Covid-19), era una figura spesso mistificata e incompresa, che nell’immaginario comune era vista come la protagonista di Nomadland o come un esploratore del National Geographic. Sebbene l’idea del nomadismo di Kerouac sia affascinante, oggi il nomade digitale non è affatto un Sal Paradise con il pc sottobraccio.

Il nomadismo digitale è un fenomeno di cui abbiamo chiarito alcuni aspetti con un’intervista ad Alberto Mattei, fondatore della community italiana dei Nomadi Digitali. Il remote working così come lo intendiamo oggi è nato in seno alle necessità cui ci ha costretti il coronavirus, ma come si sta evolvendo? Ora che abbiamo introiettato il concetto di smart working e che siamo coscienti – almeno parzialmente – delle potenzialità della tecnologia, cos’altro dobbiamo sapere sul fenomeno? Di seguito i migliori libri per nomadi digitali, per comprendere il fenomeno o anche solo per soddisfare qualche curiosità sull’argomento.

Vita da freelance digitali

Sebbene non tutti i nomadi siano freelance digitali, è indubbio che lo sia una nutrita fetta. Per chi vorrebbe fare parte di questa famiglia 2.0 ma non sa come cominciare, ci sono molti libri per nomadi digitali. In particolare, viene in aiuto Barbara Reverberi con “Freelance digitali. Una guida pratica per diventare imprenditore di te stesso”, che è un prontuario perfetto per i neofiti, anche per gli indecisi che ancora non sanno cosa fare. Meno pratico ma altrettanto utile è “Sognavo la libertà. Diventare freelance e prendere in mano la propria vita in cinque mesi” di Fabio Faccin, che riporta il suo stesso percorso, non senza insidie, nella speranza di essere d’ispirazione per chi vorrebbe, come lui, cambiare vita.

I libri per nomadi digitali non sono pensati solo per i freelance digitali. Sono molte, infatti, le guide più generaliste. Tra queste è da nominare “Nomadi digitali. Consigli pratici e idee per vivere e lavorare on the road” (traduzione di Rosaria Distefano), che racchiude i consigli degli autori di Lonely Planet, tra i massimi esperti della materia. Per chi, invece, vuole conoscere l’altro lato della medaglia c’è “Il lavoro da remoto. Per una riforma dello smart working oltre l’emergenza” di Michel Martone, un libro che “affronta, attraverso una serie di approfonditi contributi dei più autorevoli esperti della materia, tutte le principali problematiche che il ricorso allo smart working per quasi 8 milioni di lavoratori ha posto nel corso dell’emergenza pandemica”.

Libri per nomadi digitali (viaggiatori ma non solo)

Il nomadismo digitale non è un fenomeno che abbraccia solo i lavoratori on the road (l’abbiamo chiarito qui). “Il lavoro su misura” di Emilia Palladino e Monica Ruffa parla proprio di come conciliare famiglia e smart working, amico e nemico di lavoratori e lavoratrici che hanno figli o genitori a carico, ma anche più in generale di chi ha una vita frenetica e cerca di conciliare tutto.

Posto quindi che il nomadismo digitale comprende un’ampia fetta di lavoratori, è indubbio che l’immagine del worker on the road rimane uno degli aspetti più affascinanti. “Le coordinate della felicità. Di sogni, viaggi e pura vita” di Gianluca Gotto è un libro in cui l’autore si racconta nel modo in cui molti “aspiranti nomadi” vorrebbero raccontarsi: “Sognavo di poter fare della stanza di una guest-house o della hall di un aeroporto il mio ufficio e del mondo intero la mia casa. Poter lavorare in remoto da qualsiasi punto del pianeta e guadagnarmi da vivere facendo ciò che più amo. La sognavo una vita così: libera”.

E se l’idea di nomadismo di Kerouac è pressoché obsoleta per il XXI secolo, forse “Sulla strada giusta” di Francesco Grandis è un libro più adatto a raccontare il nomadismo di oggi, in parte anche quello digitale, pur mantenendo l’idea romantica e a tratti nostalgica del viaggio.

I libri per nomadi digitali sono numerosi perché numerosi sono i lavori dei nomadi digitali, non solo freelance. Questo fenomeno in rapida crescita ha origine nello smart working ma si fa strada come un fenomeno a sé stante che raccoglie sempre più persone e che probabilmente è destinato a crescere anche dopo l’emergenza sanitaria.

Sofia Greggio

Sofia Greggio

Sofia Greggio, aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista. E tu cosa stai aspettando?

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