Pochi post, spesso nessuno, e nickname non tacciabili: i giovani della Generazione Z e Alpha si stanno smarcando dai loro predecessori Millennial per un lento e inesorabile rifiuto dell’esposizione online sui social media. In calo da anni le preferenze per i network rodati con al centro la condivisione come Facebook e Instagram; continua, invece, il trend positivo delle piattaforme d’intrattenimento basate sul formato video – Youtube e TikTok. Che stia finendo un’era?

Una panoramica del trend

Le nuove generazioni sono meno social e più media. Ossia si condivide meno e si fruiscono più contenuti, ma a livello individuale. Si rifuggono i network chiusi stile community come Facebook e si prediligono YouTube e TikTok, dove l’utente si rivolge a un’audience e non a un gruppo ristretto di amici/conoscenti. Si nota una crescente voglia di esprimersi inversamente proporzionale alla voglia di condividere informazioni personali. Non è raro imbattersi in account finsta (fake Instagram) su Instagram, con nomi finti o comunque non rintracciabili – lontanissimi dai profili personal nome e cognome che hanno segnato l’era Facebook. Sicuramente non ci si vuole esporre, ma soprattutto l’intento è quello di creare un’altra identità, slegata dalla quotidianità reale, che diventi davvero un alter ego virtuale.

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La Generazione Z (le persone nate intorno al 1995 e la fine della prima decade del 2000) e i più piccoli, la Generazione Alpha (che comprende i nati dal 2012 in poi), tendono a fare un consumo dei social media abbastanza passivo, rimanendo dietro le quinte. La maggioranza li usa per guardare, da spettatori, i contenuti prodotti da altri creatori: spesso l’intrattenimento si confonde con forme d’informazione o apprendimento non formali.

 

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Perché i giovani stanno scomparendo dai social media

I dati parlano chiaro: secondo uno studio del 2022 del Pew Research Center solo il 32% degli adolescenti dai 13 ai 17 risulta avere un profilo o usare Facebook, mentre nel 2015 la quota era più del doppio, il 71%. Spesso associato ormai con il social network dei genitori e dei più grandi (i cosiddetti boomer), sembra che abbia poco da offrire ai nativi digitali, abituati a navigare online sulla rete già dalla tenera età.

Per quel che riguarda il panorama italiano alcune motivazioni sono state messe in luce dall’annuale report di Deloitte – azienda di consulenza britannica – nel Digital Consumer Trends Survey. I giovani italiani abbandonano i social media per: allontanarsi dalle fake news, dubbi sulla privacy, insoddisfazione e noia.

Poi è subentrato TikTok: in un momento di forzato distacco sociale, in tutto il mondo ci fu un download di massa di TikTok, nato dalle ceneri di Musically nel 2018. I video brevi, la musica, gli effetti, gli sketch: una forma d’intrattenimento spontaneo e interattivo. Instagram ha cercato di reggere il tiro. Già nel 2016 aveva scavalcato Snapchat con l’introduzione delle storie e adesso i reels, ma sembra che i più giovani non abbocchino più. Al social media di punta di Meta, acquistato da Mark Zuckerberg nel 2012, continuano a preferire l’app cinese.

Verso la fine di un’era? Le nuove proposte

I nuovi modelli di social network si stanno muovendo nell’ottica dell’autenticità accattivante eppure spontanea dei contenuti. Un primo test in quest’ottica è stato il lancio di BeReal, che però continua ad avere un seguito esiguo se comparato ai nomi importanti del settore.

Più di nicchia e particolare Stylemine, creazione più recente solo sotto forma di app, parte del gruppo scandinavo H&M Group. Il gruppo proprietario di brand come H&M, Cos, Arket, & Other Stories ha creato questo social media solo per la condivisione di contenuti a tema outfit e tendenze. Gli utenti postano foto dei loro look preferiti del momento con possibilità di consigliare prodotti simili. È anche possibile consultare e scaricare un vero e proprio report sulle tendenze del momento. Una sorta di community esplosa prima in Svezia, che si sta rapidamente diffondendo in tutto il mondo, facente leva sull’interesse crescente da anni verso la cultura scandinava e con un target specifico: la Gen Z.

Per un ragazzo nativo digitale – nato e cresciuto sotto l’egida della tecnologia, internet e avatar virtuali – decidere di fare log out, disconnettersi, da un social media può essere una silenziosa forma di riappropriazione del sé. Le sensibilità dei giovani oggi sono molto distanti da quelle dei loro fratelli maggiori, genitori, nonni: per la prima volta guardano con profondo senso critico e prendono le distanze dalle rivoluzioni industrial-tecnologiche che i loro predecessori avevano accolto e assimilato a braccia aperte.

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Virginia Allegra Donnini

Con un background di studi ed esperienze lavorative a cavallo tra economia, marketing e moda scrivo di tendenze, pop culture, lifestyle. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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