Da sempre la ristorazione italiana, capace di offrire esperienze enogastronomiche senza eguali, è tra le più stellate del panorama mondiale. Con le sue 13 Tre Stelle Michelin dell’edizione 2024, infatti, è seconda sola alla Francia, che ne conta, invece, circa 30. Il 5 novembre a Modena, a rendere merito ai ristoratori italiani, ci sarà la presentazione dell’edizione Guida Michelin Italia 2025, l’evento più atteso per i seguaci della Bibbia gourmet e per i foodies in genere.

Guida Michelin: storia e mito della Bibbia dei gourmand

La guida rossa, oggi riferimento mondiale per la “gastronomia stellare”, ogni anno conta 32 edizioni e valuta circa 16.300 strutture distribuite in 4 continenti e 30 Paesi. La prima pubblicazione nasce nel 1900 grazie ai fratelli Michelin, proprietari di uno dei marchi leader mondiale nel settore pneumatici. Le prime edizioni, gratuite, si limitano a offrire mappe, liste di ristoranti e alberghi, e indicazioni su come cambiare una ruota.

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Intorno al 1920 passa a pagamento e si iniziano a impiegare gli ispettori in incognito per valutare e recensire le strutture. Ma è solo intorno al 1930 che prende forma come la conosciamo noi oggi, introducendo la scala di giudizio che va da 1 a 3 stelle, pubblicando il criterio di assegnazione. Da questo momento diventata una compagna indispensabile per chi cerca esperienze sensoriali uniche, nonché, un riferimento internazionale nel mondo culinario.

Quali sono i criteri di assegnazione e come vengono selezionati i locali

Gli ispettori Michelin, meglio definiti “cercatori di stelle”, distribuiti in tutto il Mondo, sono dipendenti aziendali a tempo pieno e mangiano nei ristoranti in modo anonimo. Come se fossero dei clienti qualunque, infatti, pagano sempre il conto. Durante la loro ricerca e valutazione adottano sempre gli stessi 5 criteri: la qualità dei prodotti, la padronanza dello chef delle tecniche di cottura, l’armonia dei sapori, la personalità dello chef in cucina e la costanza nel tempo della qualità delle proposte.

Il criterio di assegnazione della Stella Michelin adotta sempre le stesse modalità ovunque si trovi. Da Parigi a Tokyo, da New York a Roma, qualsiasi tipo di cucina valuti è curioso e rispettoso delle tradizioni culinarie e ha come scopo quello di promuovere l’eccellenza della gastronomia di tutto il Mondo.

Guida Michelin Italia 2025: la presentazione si terrà a Modena nel cuore della Food Valley

Dopo la Franciacorta la Guida Michelin torna in Emilia Romagna: appuntamento a Modena il 5 novembre, per rendere merito al valore della ristorazione italiana. Nel Teatro Pavarotti, infatti, si terrà la presentazione della Guida Michelin Italia 2025, giunta alla sua 70° edizione.

Guida Michelin Italia

Immagini d’archivio sito Guida Michelin Italia

«Siamo felici di poterla ospitare per la quarta volta» afferma l’Assessore Regionale al Turismo Andrea Corsini. Non a caso, dopo il 2016 e 2017 a Parma, e il 2020 a Piacenza, è stata scelta un’altra realtà nel cuore della Food Valley italiana. Un luogo dove la parola gastronomia significa molto di più: cultura. Una zona geografica dedita all’eccellenza agroalimentare, detentrice del maggior numero di DOP e IGP d’Italia. Eccellenza che si rispecchia anche in termini di indotto economico grazie alla guida francese.

I dati dello studio Taste Tourism sull’indotto dell’eccellenza culinaria italiana

Sotto i riflettori dello studio “Taste Tourism” condotto da JFC, sono finiti i dati dei flussi turistici generati dai ristoranti stellati nel nostro Paese. Solo nel 2023 hanno accolto 2,4 milioni di clienti (di cui il 40,7% dall’estero, provenienti da 43 paesi) per un indotto complessivo di 438 milioni di euro. La cifra non include la spesa sostenuta nel ristorante stesso, ma interessa i settori dell’hotellerie, del commercio e dei servizi. E per il 2024, le previsioni indicano un risultato relativo all’indotto indiretto in aumento, pari a quasi 500 milioni di euro totali (498 milioni di euro).

Lo studio di JFC rileva, inoltre, che ogni ristorante 1 Stella Michelin genera benefici diretti sul territorio pari a 805 mila euro circa, che diventano 2,4 milioni di euro quando si tratta di un ristorante 2 Stelle Michelin, per poi esplodere fino a 6,5 milioni di euro quando prendiamo in esame i ristoranti insigniti delle 3 Stelle Michelin.

Le regioni italiane a beneficiarne maggiormente sono, in ordine, Lombardia, Campania e Piemonte. Interessante anche il dato relativo alle città con in testa tre capoluoghi di regione come Milano, Roma e Firenze. Seguite nella top ten da comuni di ben più piccole dimensioni, come Modena che si posiziona al 7° posto. Unisciti alla community di buongustai di BuoneNotizie.it e scopri la selezione 2025 dei ristoranti stellati italiani attraverso l’evento live streaming del 5 novembre.

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Marco Russo

Come Gastronomo e Food & Wine Writer non mi limito ad assaggiare e scrivere ma vivo e respiro a pieno il mondo dell'agroalimentare e dell'enogastronomia. Sono un esploratore di sapori e un appassionato divulgatore della cultura del cibo e del vino. Il mio percorso nel mondo della comunicazione del gusto è iniziato con una laurea in Scienze Gastronomiche, arricchito da un Master in Restaurant Management e da diverse specializzazioni nel food & beverage, tra cui quella da sommelier. Al momento sono con la penna immersa nelle storie positive di “BuoneNotizie.it” e nella concretezza di “What Now? Le soluzioni oltre il problema”. Le due Testate con le quali collaboro e in cui esprimo la mia passione per l'enogastronomia, il turismo, l'attualità e le dinamiche sociali. Tutto ciò prende forma grazie anche al percorso formativo che sto seguendo presso la scuola di giornalismo costruttivo dell'Associazione Italiana Giornalismo Costruttivo

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