Consegnata la bandiera verde alle aziende agricole esempio di tecnologia, sostenibilità e simbolo di rilancio delle aree rurali del Paese.

Innovazione, agricoltura di qualità e tutela del territorio sono i denominatori comuni dei vincitori del XIX Premio Bandiera Verde, istituito dalla Cia-Agricoltori Italiani, e assegnato a 10 aziende agricole, selezionate secondo specifiche categorie, a 3 comuni rurali, 6 extra aziendali e 3 premi speciali. Realtà che si fanno promotrici del rilancio delle aree rurali del nostro paese, che contribuiscono a rendere il Made in Italy un marchio di alta qualità certificata prestando attenzione alla transizione ecologica e digitale.

Che cos’è la Bandiera Verde Agricoltura?

Il progetto “Bandiera Verde Agricoltura” nasce nel 2003 su iniziativa di Marco Giardini (allora Presidente della CIA di Ancona), diventa premio della Regione Marche nel 2004-2005 e nel 2007 è un riconoscimento nazionale per aziende agricole, regioni, province, città, parchi e comunità montane che si sono distinte nelle politiche di tutela ambientale e paesaggistica, nella progettualità turistica, nell’uso razionale del suolo, nella valorizzazione dei prodotti tipici legati al territorio e nelle azioni volte al miglioramento della vita agricola e delle condizioni economiche degli operatori e dei cittadini più in generale.

Umbria regione più premiata. Alla Calabria la “Bandiera Verde Gold”

Sono ben 3 le aziende umbre che hanno ricevuto il premio quest’anno: si parte con l’Azienda Agricola Stoica di Andrea Cecconi e Andrea Lucarelli, vincitori della categoria Agriyoung, due cugini di 35 e 33 anni che nel 2013, hanno recuperato un uliveto abbandonato a Piccione, sui colli dell’Alto Tevere. La Società F.A.S.A. Farm di Passignano invece ha vinto nella categoria Agrifamily: trenta anni fa gli Orsini, i titolari, hanno deciso di recuperare la produzione dei prodotti tradizionali che si stavano perdendo come l’aglione e il cece nero. Il loro prodotto di punta, tuttavia, è la Fagiolina del Lago Trasimeno che è tornata ad essere uno dei legumi più popolari e venduti.

Situata nella frazione di Strettura, tra Perugia e Terni, la Fattoria Le Pecore Gialle invece ha sviluppato un progetto di innovazione per persone svantaggiate finalizzato all’inclusione lavorativa e all’indipendenza abitativa. La fattoria è nata, infatti, con l’obiettivo di creare percorsi di inserimento lavorativo per disabili, migranti e richiedenti asilo, all’interno di una struttura agrituristica, pronta a ospitare esperienze di co-housing, attività educative, formative e socio-ricreative. Con queste attività Le Percore Gialle è arrivata al primo posto nella categoria Agriwelfare.

Il titolo di ‘campione dei campioni’ è andato all’Azienda Agricola Magisa, realtà gestita dalle sorelle Sara, Maria e Giusi Praino, che hanno vinto la sfida di creare un marchio riconosciuto per il riso di Sibari, un unicum, rispetto alle altre zone a vocazione risicola d’Italia, per il patrimonio geografico, pedologico e ambientale. Un lavoro iniziato nel 2004 che si proponeva di esaltare le qualità organolettiche del riso, coltivato in provincia di Cosenza e di lavorarlo con sistema artigianale, gestendo l’intero ciclo della filiera per ottenere un alimento unico e meritevole di brevetti esclusivi per la Calabria.

Un riconoscimento speciale, per aver saputo valorizzare i vigneti locali, è stato attribuito ai produttori del Sangiovese di Montelparo nelle Marche, un vino bianco ottenuto da bacca rossa. Premiati anche i quattro giovani fondatori della realtà agricola più all’avanguardia del Centro Italia, “The Circle”, che hanno creato un grande impianto acquaponico nel Comune di Roma e stanno diventando leader nel settore dei cibi organici e dell’agricoltura verticale.

Un premio che promuove le aree interne del Paese

Il premio è fondamentale anche per portare l’attenzione pubblica sulle aree rurali dell’Italia, che si stanno attrezzando per far fronte alla trasformazione ecologica e digitale richiesta dall’Europa. L’entroterra del Paese comprende il 53% dei comuni italiani (4.261), che rappresentano circa il 60% della superficie del Paese, con una popolazione di oltre 11 milioni di abitanti che, nonostante le difficoltà nell’accedere ai servizi e ad infrastrutture poco sviluppate, non intendono lasciare il proprio territorio dove si sviluppano il 40% delle aziende agricole.

“Puntiamo sempre sulle aree rurali del Paese -ha dichiarato il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino- perché è dove, nonostante le difficoltà come la pandemia, e forse anche per queste, si sviluppa da tempo una tenacia produttiva degna di nota. E non c’è da meravigliarsi se l’approccio strategico per realizzare la transizione verde emerge in buone pratiche di aziende agricole, ma anche Comuni o Parchi e progetti, attivi lungo la dorsale appenninica. C’è grande attenzione per soluzioni ecologiche e tecnologiche. Consapevolezza del valore delle produzioni territoriali di qualità, biologiche e certificate. Ed è ciò che, oggi, con Bandiera Verde Agricoltura è stato giusto premiare, perché su di loro occorre investire”.

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