Per difendersi dal Covid 19 i Paesi europei guardano a Italia, Portogallo e Spagna: Paesi a “basso rischio” con oltre l’88% di vaccinati.

In Europa i dati globali dei contagi relativi alle prime due settimane di novembre evidenziano oltre 2 milioni di nuovi casi e 28mila morti a settimana, come riportato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Rispetto ad ottobre, si registra un aumento del 10% dei decessi e del 7% delle nuove infezioni, sia a causa della stagione fredda, che favorisce la circolazione del virus e costringe a stare più tempo al chiuso senza ricambio d’aria, sia a causa dei non vaccinati.

L’EDCD, Centro Europeo per il Controllo Malattia, ha definito “preoccupante” la situazione dell’Europa Orientale, dove le campagne vaccinali vanno a rilento: in Bulgaria, ma anche in Russia e Ucraina, la quota di cittadini vaccinati non supera un terzo della popolazione. Una bassa media si registra anche in Slovenia, Polonia, Slovacchia, Belgio, Croazia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia e Romania. La Lettonia addirittura ha uno dei tassi di vaccinazione più bassi dell’Unione Europea: solo il 51,3% della popolazione è immunizzato.

L’Italia, insieme a Malta, Spagna, Francia, Portogallo e Svezia è inserita nei paesi a basso rischio grazie a  un’efficace campagna vaccinale, che ha fatto registrare ben 45,5 milioni di persone immunizzate.

Quarta ondata, l’Italia modello di disciplina per l’Europa

Non in tutti i Paesi del Vecchio Continente si registrano dati preoccupanti, grazie anche alle terze dosi già offerte alla popolazione. All’estero Paesi come Germania e Danimarca guardano con ammirazione all’Italia per il controllo costante e stringente dei pass sanitari e un funzionale processo di immunizzazione.

La Ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, ha operato ulteriori restrizioni per i no vax, soprattutto per quanto riguarda le manifestazioni contro il Green Pass, viste come minaccia per la salute collettiva e per le attività economiche.

Già molte città hanno accolto l’appello della Ministra: a Trieste vietati gli assembramenti nella centrale piazza Unità d’Italia così come a Milano in Piazza Duomo, mentre a Bergamo, Trento e Matera il divieto vale in tutta la zona del centro. Il Governo assicura anche maggiore controllo da parte delle forze dell’ordine nel garantire il rispetto del distanziamento interpersonale e l’utilizzo di mascherine.

Restrizioni maggiori faranno parte del nuovo decreto Covid, per arginare la quarta ondata: fra queste la validità del Green Pass ridotta, per cui si passa dalla durata di un anno a quella di 9 mesi e vaccino obbligatorio per il personale sanitario e per i lavoratori delle Rsa per anziani.

Il 24 novembre il governo ha approvato un’ulteriore misura per arginare la quarta ondata: un Green Pass rafforzato, rilasciato solo ai vaccinati e ai guariti, il cosiddetto “Super Green pass”, introdotto a partire dal 6 dicembre 2021 fino al 15 gennaio 2022, che escluderà i non vaccinati dall’accesso a luoghi al chiuso e attività culturali o sociali anche in zona bianca.

La Germania segue l’esempio italiano per i vaccini

Con circa 50 mila casi giornalieri registrati a metà novembre, in Germania è stato raggiunto un picco di contagi. Per le autorità sanitarie il problema è il tasso di vaccinazione della popolazione tedesca, che si ferma al 66,49%. Il Ministro della Salute Jens Spahn dichiara che il nuovo aumento è trainato da una “pandemia dei non vaccinati”.

La quota dei vaccinati in Germania non è sufficiente a contrastare l’impeto del contagio del Covid – ha affermato in conferenza stampa a Berlino Steffen Seibert, il portavoce di Angela Merkel – Se avessimo un 10-15% di vaccinati in più avremmo un’incidenza del virus inferiore e i dati di Spagna, Portogallo e Italia lo dimostrano.”  

Tra le soluzioni proposte vi è la mobilitazione di 12mila militari per sostenere ospedali e cliniche sovraccariche di lavoro, con il compito di rifornirle di terze dosi e di test veloci nelle case per gli anziani e il Green Pass obbligatorio per il lavoro e l’accesso a ristoranti, bar, cinema ed eventi culturali. Si passa così  dal cosiddetto modello 3G che rilascia il Green Pass a chi è vaccinato, guarito e testato, al più restrittivo 2G su modello austriaco, che esclude dai locali i testati con tampone, permettendo l’ingresso ai soli immunizzati. La restrizione è già entrata in vigore in Sassonia, a Berlino e in Baviera.

Lockdown per i non vaccinati e certificazione obbligatoria

La maggior parte degli Stati, per evitare soluzioni drastiche e combattere la quarta ondata, punta alla certificazione obbligatoria, come l’Islanda e la Norvegia, dove per l’accesso a qualsiasi evento o luogo al chiuso è necessario esibire un pass che dimostri la propria negatività. In Ucraina lo stipendio è sospeso per i dipendenti statali e gli insegnanti non vaccinati, mentre in Lettonia, dal 15 novembre è iniziato l’isolamento forzato per i non immunizzati.  

Se la Grecia ha imposto ai non immunizzati l’esecuzione di un tampone per accedere ai servizi pubblici e negozi, Francia e Belgio invece rendono di nuovo obbligatoria la mascherina nei luoghi al chiuso. Sempre in Belgio inoltre è stata annunciata la chiusura per almeno tre settimane delle discoteche e delle attività sportive al chiuso.

In Austria è invece in vigore il lockdown per i non vaccinati che possono uscire di casa solo per lavoro, acquisti di prima necessità e per fare due passi, seguendo il modello dell’Alta Austria e di Salisburgo, prime regioni a farlo entrare in vigore.

Regole drastiche anche in Olanda, dove si registra l’aumento dei contagi del 91%, con un tasso di vaccinazione inferiore del 70%. Le nuove misure messe in campo prevedono chiusura di bar e ristoranti entro le 20 e delle attività non essenziali già alle 18, mentre l’obbligo del Green Pass e della mascherina è obbligatorio per l’accesso a tutti i luoghi pubblici al chiuso.

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