Il Fondo impresa femminile fissato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy mira a sostenere la capacità delle donne di fare impresa. Il PNRR ha messo a disposizione dei fondi per incentivare l’imprenditoria femminile per coloro che intendono intraprendere un’attività, sia per imprese già avviate e anche per le realtà che necessitano di innovazione.

L’iniziativa e la capacità imprenditoriale femminile non mancano: lo scorso anno nell’arco di 24 ore sono state presentate 5mila domande e in breve tempo 100 milioni di euro stanziati dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) sono esauriti. In attesa che il Fondo venga riattivato, il governo ha messo a disposizione alternative per poter usufruire di fondi a sostegno delle imprese.

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Fondo impresa femminile: in che cosa consiste?

Il Fondo impresa femminile è un progetto promosso dal MISE, per incentivare e sostenere la realizzazione di imprese guidate da donne: il fondo prevede 200 milioni di euro (160 dei quali provenienti dal PNRR e 40 milioni stanziati dalla legge di bilancio 2021), destinati alle imprese a guida femminile sul territorio italiano. Il MISE supporta gli investimenti nel settore dell’artigianato, dell’industria, dei servizi, del commercio e del turismo.

Possono accedere ai finanziamenti agevolati e ai contributi a fondo perduto previsti dal Fondo imprese donna tutte le imprese femminili sul territorio italiano, indipendentemente dal settore operativo o dalla dimensione, già create o da costituire. I fondi, che saranno distribuiti su 5 anni (di cui il 50% nel 2024 e 2025), dovranno finanziare 700 imprese femminili entro il 2023 per raggiungere l’obiettivo di almeno 2.400 imprese femminili finanziate entro il 2026.

Oltre al Fondo impresa femminile, esistono altri finanziamenti per l’imprenditoria femminile a cui poter accedere. Smart & Start Italia è la misura a sostegno della creazione di nuove imprese femminili stanziata con 100 milioni di euro provenienti dai fondi del PNRR riservati alle imprese guidate da donne.

Nuovo SELFIEmployment è l’iniziativa promossa da Invitalia, agenzia governativa che promuove lo sviluppo e l’occupazione, che prevede finanziamenti fino a 25mila euro rivolti a NEET, donne inattive e disoccupati di lungo termine.

Fondo impresa femminile: cos'è e quali sono le opportunità

Giovani imprenditrici al lavoro

Imprenditoria femminile: quanto è diffusa in Italia?

Secondo i dati diffusi da Confartigianato, l’Italia si posiziona all’ultimo posto nell’Ue per il tasso di occupazione delle donne fra 25 e 49 anni in coppia e con figli a carico (58,1%). Anche in termini remunerativi la situazione attuale non premia il lavoro femminile. Infatti secondo i più recenti dati Eurostat, nel 2021 la retribuzione lorda delle donne è stata in media inferiore del 12,7% rispetto a quella degli uomini in Ue. Mentre il 71, 2% è rappresentato dalle giovani under 35 che non studiano, non lavorano e non sono alla ricerca di un’occupazione: sono definite con l’acronimo NEET (Not in Education, Employment or Training).  Anche se un graduale andamento in positivo è stato riscontrato a partire da settembre 2021.

Infatti secondo l’indagine diffusa a gennaio 2023 da Infocamere, società di informatica delle Camere di Commercio Italiane, tra settembre 2021 e settembre 2022 le startup innovative femminili registrate sono cresciute del 40% (raggiungendo quota 2.000).

Mentre Unioncamere, nell’ultimo Rapporto nazionale sull’imprenditoria femminile, registra un trend positivo pari al +0,5% per quanto concerne le nuove imprese a conduzione femminile nate nel corso del 2021, con un totale di imprese per quell’anno pari a 1 milione e 342 mila. L’andamento positivo è confermato anche dai numeri relativi al secondo trimestre 2022 (crescita dello 0,1% delle imprese femminili rispetto a una diminuzione del -0,7% di quelle maschili.

Fondo impresa femminile: i pro e i contro

Attualmente il Fondo impresa femminile non accetta nuove domande di finanziamento a causa dell’esaurimento delle risorse stanziate. In vista del raggiungimento degli obiettivi prestabiliti dal PNRR, come ad esempio la creazione di almeno 2.400 imprese femminili entro il 2026, è probabile che il governo possa erogare un rifinanziamento della misura nel 2023.

Il Parlamento Ue intende sostenere le donne a ottenere posizioni dirigenziali e a promuovere l’uguaglianza di genere nei consigli di amministrazione. Nel novembre 2022, i parlamentari hanno approvato regole per rendere più chiari i processi di selezione, in modo che entro giugno 2026 almeno il 40% dei posti di direttore non esecutivo, coinvolto nella pianificazione e nell’elaborazione delle politiche aziendali, o il 33% di tutti i posti di direttore siano occupati da donne.

A marzo 2023, il Parlamento ha adottato queste nuove regole riguardanti la trasparenza retributiva. Nel caso di una una differenza remunerativa tra i generi di almeno il 5%, i datori di lavoro dovranno condurre una valutazione congiunta della retribuzione in collaborazione con i rappresentanti dei lavoratori. I Paesi Ue dovranno imporre delle sanzioni pecuniarie, per i datori di lavoro che infrangono le regole. Le offerte di lavoro dovranno essere neutre dal punto di vista di genere.

Secondo la normativa, il valore del lavoro sarà valutato su criteri oggettivi come i requisiti professionali e quelli riguardanti l’ istruzione e formazione, le competenze, l’impegno, le responsabilità e le condizioni di lavoro.

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Elisabetta Majocchi

Elisabetta Majocchi, laureata in Informazione ed Editoria ho collaborato con testate scrivendo di cultura, costume e società. Appassionata di attualità, politica e sostenibilità, oggi scrivo per BuoneNotizie.it grazie al Laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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