Il mondo scolastico ha vissuto cambiamenti e riforme profonde nel tempo, altre sono in fase di studio o di approvazione. Come sarà la nuova scuola italiana? Ipotesi di riforma e spinte verso una nuova scuola animano il sistema scolastico italiano. Al momento, il sistema è organizzato per accompagnare i propri cittadini dalla nascita al compimento degli studi. Integra competenze e responsabilità tra Stato, Regioni e istituzioni scolastiche. Si avvale di istituzioni pubbliche e private, per un percorso che si conclude con gli studi universitari o tecnici superiori e l’ingresso nel mondo del lavoro.

Il sistema scolastico prende avvio: la soluzione integrata zero-sei anni

La prima fase del sistema scolastico si avvia con una proposta non obbligatoria gestita dallo Stato e dagli Enti locali, direttamente o in convenzione con altri enti pubblici o con privati. Si tratta del sistema integrato 0-6 anni. I bambini dai tre a i trentasei mesi vengono accolti in servizi educativi per l’infanzia o asili nido. A seguire le scuole dell’infanzia, dai tre ai cinque anni.

Il primo ciclo di istruzione

Il sistema scolastico prosegue con il primo ciclo di istruzione che comprende scuola primaria e scuola secondaria di primo grado. Un percorso obbligatorio che ha l’obiettivo di far acquisire conoscenze e abilità fondamentali. La scuola primaria è obbligatoria, dura cinque anni, con un orario settimanale da 24 a un massimo di 30 ore. Le Indicazioni Nazionali per il curricolo indicano gli obiettivi di apprendimento per le discipline d’insegnamento. Il primo ciclo di istruzione prosegue con la scuola secondaria di primo grado, di tre anni di durata, anch’essa con frequenza obbligatoria. Si conclude con un esame di Stato.

Il secondo ciclo di istruzione

Il secondo ciclo, rivolto agli studenti tra i 14 e i 19 anni, esaurisce l’obbligo scolastico. Ne fa parte la scuola secondaria di secondo grado della durata di 5 anni. A questa si aggiungono i percorsi triennali e quadriennali di istruzione e formazione professionale. L’offerta formativa delle scuole superiori si articola in quattro indirizzi. I licei preparano lo studente al mondo universitario. Le innovazioni e sperimentazioni più recenti hanno introdotto gli indirizzi di Scienze Applicate, lo Sportivo, l’Economico-sociale e il Biomedico. Gli istituti tecnici preparano al mondo degli studi universitari e alle professioni tecniche col conseguimento del titolo di Perito. A completare lo schema dell’offerta formativa, le scuole che hanno come obiettivo l’apprendimento delle competenze richieste in una professione. Si distinguono in istituti professionali, della durata di 5 anni, e in corsi di formazione professionale, della durata di tre anni o quattro anni.

L’innovazione del modello didattico: verso una scuola nuova

Il sistema scolastico presenta alcune criticità: in particolare per quel che riguarda i programmi di insegnamento, le modalità di trasmissione dei saperi, ancora centrate principalmente sulla lezione frontale, l’organizzazione dei tempi di studio e apprendimento, degli spazi e ambienti scolastici. Anche l’introduzione delle tecnologie  dei nuovi linguaggi è ancora incompiuta. Non mancano comunque nel nostro Paese, come risulta per esempio da una recente ricerca di Ashoka Italia, sperimentazioni e tentativi d’innovazione della didattica che si incentrano su aspetti differenti: dall’introduzione e valorizzazione della tecnologia a un diverso utilizzo del tempo e dello spazio scolastico.

Il ripensamento del setting didattico: alcune esperienze

Quando l’obiettivo è quello di ripensare le metodologie didattiche, alcune scuole si muovono in autonomia, in altri casi si sono costituite delle reti. Il modello di Scuola Senza Zaino mette l’accento per esempio sull’organizzazione dell’ambiente formativo, con particolare attenzione alla disposizione del setting educativo. Si ritiene infatti che sia l’esperienza scolastica nel suo complesso ad essere formativa e sia dunque necessario progettarla nella sua globalità.

Ci sono poi le Avanguardie educative, che sono un movimento di trasformazione del modello organizzativo e didattico della scuola. Aperto alla partecipazione di tutte le scuole italiane, questo movimento intende utilizzare le opportunità offerte dai linguaggi digitali per rivoluzionare l’organizzazione del “fare scuola”. La nuova scuola proposta s’incentra su alcuni assi principali: gli spazi e i tempi di apprendimento, la trasformazione del modello trasmissivo, le tecnologie e linguaggi digitali. Sono oltre mille le scuole al momento coinvolte.

La scuola del domani: nuova metodologia di apprendimento e semplificazione dei tempi di insegnamento

Il ripensamento delle metodologie di insegnamento vede per esempio diffondersi il metodo analogico, ideato dal maestro e pedagogista Camillo Bortolato, che s’incentra su un apprendimento per analogia e osservazione. Nato per gli apprendimenti della matematica, viene esteso anche alla lingua italiana. Il metodo analogico si presenta quindi come un’alternativa alla didattica tradizionale. Anche la scuola superiore ha introdotto alcune innovazioni. L’insegnamento con metodologia Clil (Content and Language Integrated Learning) e l’introduzione delle cosiddette sezioni Cambridge con materie di studio insegnate in lingua inglese. Le modificazioni alla struttura scolastica riguarda anche la durata dei percorsi: il MIUR ha dato il via alle sperimentazioni per percorsi di scuola superiore della durata quadriennale. Saranno mille gli istituti autorizzati alla sperimentazione. Si tratta di percorsi liceali e di istituto tecnico a partire dall’anno scolastico 22-23, dal 23-24 per le professionali.

Il sistema scolastico è attraversato da fermenti e spunti di innovazione. Un’importante opportunità di innovazione è data dai finanziamenti del PNRR: i primi investimenti per una nuova scuola italiana sono stati presentati di recente.

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