L’emergenza Covid è segnata da un incremento esponenziale di nuovi servizi, ma anche di attacchi informatici. Cosa sta facendo l’UE e cosa possiamo fare noi per proteggerci?

Da un anno a questa parte, si è registrato un boom di attacchi informatici sia pubblici sia privati, per opera della malavita. Come si apprende dal portale del Ministero dell’Interno, nello scorso mese di marzo, gli attacchi informatici della mafia colpiscono le distribuzioni dei vaccini. La motivazione è semplice: la finalità delle mafie – in particolare della ‘Ndrangheta – è quella di lucrare su questi prodotti. Le forze dell’ordine, allarmate, stanno cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica in merito, attuando delle strategie di pubblica sicurezza.

Una strategia di dominio europeo

E’ doveroso ricordare che l’UE ha in programma la costruzione di una rete atta a contrastare gli attacchi informatici. Questa agenda europea dovrebbe garantire la sicurezza del web, al fine di rendere l’UE un’eccellenza digitale. Il Consiglio UE ha approvato un piano per il decennio 2020-2030 in cui vi sono linee guida di protezione informatica rivolte a cittadini e imprese. Si concretizzeranno delle unità di Cyber Security, nuove infrastrutture del 5G e un incremento di unità anti spionaggio.

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L’introduzione di nuovi termini – tipicamente del campo digitale – nel nostro linguaggio quotidiano è davvero sorprendente. Oggi parliamo di Cyber Security, password forti, phishing, spam, malware, backup, ma queste parole non sono di così ampio respiro. Per molti, il digitale è una novità alla quale si è impreparati. La mancata conoscenza di questo nuovo lessico – e dei relativi modi con e di cui farne uso – dovrebbe essere affrontato.
Per sentirsi protetti, bisognerebbe essere formati nell’uso degli strumenti digitali, al fine di garantire la sicurezza informatica.

Proteggersi dagli attacchi informatici, formandosi

Non a caso, vi sono numerose aziende che propongono ai propri dipendenti dei corsi di formazione mirati nel contrastare gli attacchi informatici. Chi fa parte di questi progetti, acquisisce competenze per evitare di commettere disattenzioni che possono essere fatali. Spesso, gli attacchi informatici sono dovuti alla noncuranza di noi utenti. Per tale ragione, si parla di utenza protetta, intesa nella padronanza di selezionare le mail, i file e i siti sicuri. Inoltre, sarebbe opportuno proteggere i dispositivi con un buon antivirus. Per mezzo di esso, potremmo avere maggiori informazioni sulla qualità della nostra navigazione online.

La soluzione costruttiva agli attacchi informatici? Investire sulla formazione digitale per acquisire competenze in materia. In primo luogo, dovremmo proteggere gli account con password complesse, utilizzando caratteri maiuscoli e minuscoli, aggiungendo cifre o parentesi. In secondo luogo, dobbiamo evitare le truffe stando attenti a mail ricevuti da terzi – amici compresi – che richiedono dati riservati. Inoltre, al fine di non perdere dati importanti, dovremmo periodicamente attuare un back-up, in modo da salvare i dati esternamente. Da non sottovalutare è l’uso di un valido antivirus e il controllo dell’utenza della rete Wi-Fi, la quale dev’essere protetta da una password di accesso.

Questa missione, potrebbe essere rivolta a tutti i settori dello sviluppo, che sia pubblico o privato. Tali misure potrebbero dare un forte contributo alla lotta alle mafie, le quali si sono evolute anche nel mondo del web. Utilizzare i servizi digitali, pensando che solo personalità di spicco o di potere possano subire attacchi informatici, sarebbe fuorviante. L’utenza coscienziosa e responsabile dovrebbe essere appresa da tutti gli utenti, al fine di rendere il cyberspazio realmente un luogo sicuro.

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