Le piogge torrenziali che hanno colpito l’Emilia Romagna nei primi giorni di maggio 2023 si stanno ancora abbattendo su gran parte del territorio italiano provocando alluvioni e esondazioni in molte città. Per questo, il dipartimento della protezione civile ha diramato per metà maggio l’allerta rossa su buona parte dell’Emilia-Romagna, l’allerta arancione in settori di Emilia-Romagna, Marche, Campania e Sicilia e l’allerta gialla in quattordici regioni. Questi fenomeni estremi sono causati dalla crisi climatica, che sta alterando in modo anomalo le condizioni meteo in Italia.

Per comprendere il clima e i suoi mutamenti e per prevenirne gli effetti sarebbe necessario immaginare delle nuove modalità dei gestioni dei territori, in particolare delle risorse idriche. In attesa però che vengano realizzate misure in questa direzione, l’attuazione di politiche di adattamento contro il cambiamento climatico e l’innovazione nel settore digitale potrebbe permettere delle previsioni più sistematiche del rischio.

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I dati di Legambiente mostrano come il meteo stia cambiando in Italia

Città Clima è un osservatorio di Legambiente che si occupa di monitorare l’impatto del cambiamento climatico sul territorio italiano, con particolare attenzione alle aree urbane. Sulla base del monitoraggio, l’osservatorio stila la mappa del rischio climatico legato ai mutamenti del meteo in Italia. Questa raccoglie ed elabora informazioni tenendo conto degli episodi avvenuti dal 2010, che hanno provocati danni.

L’obiettivo è quello di capire dove e come stia cambiando il meteo in Italia, registrando la frequenza con cui gli eventi meteorologici si manifestano e la variazione di impatto che questi hanno sulle infrastrutture e i territori. In tal senso, l’osservatorio non si limita a evidenziare il rapporto tra eventi estremi e crisi climatica, ma cerca di valutare anche le eventuali problematiche correlate all’ammodernamento delle infrastrutture nel Paese.

In particolare, il bilancio del 2022 mostra che in Italia gli eventi meteo-idrogeologici sono aumentati del 55% nel 2022, rispetto all’anno precedente. Durante il 2022 si sono infatti manifestati 310 fenomeni meteorologici, rispetto ai 200 del 2021.

Appare quindi evidente come il meteo in Italia stia acquisendo con sempre maggior frequenza carattere di natura violenta e improvvisa. Per questo, diventa fondamentale saper interpretare i dati come quelli forniti da Legambiente. In tal senso, esistono dei progetti in cui l'innovazione digitale può essere uno strumento efficace per chi si occupa di valutare e applicare strategie in risposta al cambiamento climatico.

La piattaforma European extreme events climate index permette di valutare le aree a rischio

Lo European Extreme Events Climate Index (E3CI) è una piattaforma che contiene un insieme di indici che permettono di ottenere informazioni sulle aree colpite da diversi tipi di pericoli indotti dal meteo e sulla loro gravità, soprattutto in Paesi come l'Italia. Il progetto è stato promosso da IFAB, Leithà e fondazione Cmcc.

IFAB (International Foundation Big Data and Artificial Intelligence for Human Development) è una fondazione nata a Bologna a fine 2019. Il suo obiettivo è fare ponte tra la tecnologia, la ricerca e le loro applicazioni concrete in ambito industriale e sociale. Leithà è il centro di competenza del Gruppo Unipol in ambito Data Science e Computer Science. Per quanto riguarda Fondazione Cmcc (Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici) questa opera nel campo della scienza del clima, con l'obiettivo di approfondire le conoscenze sulla variabilità climatica.

I tre partner hanno unito le loro competenze per sviluppare la piattaforma E3CI, riportando i dati degli ultimi 40 anni. L'indice è già utilizzato a livello professionale, specialmente nel settore assicurativo. Lo strumento è però accessibile al pubblico gratuitamente. Risalendo ai dati in archivio, sarebbe possibile quindi stimare le aree a maggior rischio e prevenire i danni legati ai mutamenti del meteo in Italia.

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Giovanni Beber

Giovanni Beber. Studio Filosofia e Linguaggi della Modernità presso l'Università di Trento e sono il responsabile della comunicazione di un centro giovanile a Rovereto. Collaboro con alcuni blog e riviste. Mi occupo di sostenibilità, ambientale e sociale e di economia e sviluppo.

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