Polline e api sono un binomio inscindibile. Negli ultimi decenni, le popolazioni di api hanno subito un declino causato da una lunga serie di cause. Le principali, sono la diminuzione degli habitat naturali e le sostanze inquinanti che immettiamo nell’ambiente, in primis i pesticidi, che riducono per questi preziosi insetti la disponibilità di trovare il polline di cui si nutrono.

C’è però una buona notizia legata alle api e al polline di cui si nutrono: un gruppo di scienziati ha sviluppato un integratore di polline artificiale che potrebbe favorire la crescita delle colonie. Dai primi test sono emersi dei risultati positivi, come l’aumento della sopravvivenza delle api e lo sviluppo delle larve.

Api in declino: un’emergenza globale

Le api domestiche sono pilastri fondamentali per gli ecosistemi terresti: impollinatori naturali, essenziali per rifornire i raccolti e garantire la sicurezza alimentare. Senza di loro, una buona parte delle coltivazioni non sopravviverebbe, mettendo a rischio la biodiversità e l’approvvigionamento alimentare.

Secondo il rapporto WWF, “Il futuro in un volo d’ape“, oltre il 40% degli impollinatori rischia l’estinzione a livello globale. Negli Stati Uniti, gli apicoltori hanno già perso il 40% delle colonie, mentre in Europa tale perdita si aggira attorno al 20%.

Perché il polline è essenziale per le api

Le api consumano polline floreale, che contiene proteine, grassi, carboidrati e vitamine. Ma l’ingrediente fondamentale che rende sane le colonie sono gli “steroli”, ovvero sostanze vegetali che le api non riescono a produrre in modo autonomo e che quindi assumono attraverso la dieta.

In mancanza di fiori, molti apicoltori hanno alimentato le api con dei sostituti artificiali del polline a base di farine proteiche, zuccheri e oli. Questi surrogati, però non contengono gli steroli necessari per garantire la crescita e la salute delle colonie, rendendole più deboli e vulnerabili.

La soluzione scientifica: polline artificiale per la sopravvivenza delle api

Per rispondere a questa crisi, uno studio pubblicato su Nature ha sperimentato una soluzione innovativa: la produzione degli steroli del polline usando un lievito oleoso, yarrowia lipolytica, noto per la sua elevata capacità di accumulare lipidi. L’integratore, somministrato a diverse colonie di api per tre mesi, è stato monitorato attentamente, analizzando il consumo, la composizione degli steroli, la dimensione della colonia e lo stato della covata.

I risultati sono stati sorprendenti: le colonie nutrite con il nuovo integratore di polline artificiale hanno aumentato la popolazione e lo sviluppo larvale, arrivando ad allevare fino a 40 larve, un numero maggiore rispetto a quello ottenuto coi mangimi tradizionali.

I ricercatori stanno cercando di rendere questo integratore disponibile agli apicoltori entro il 2027.

In attesa del supporto scientifico: soluzioni quotidiane per sostenere le api

L’integratore di polline artificiale ricco di steroli offre un possibile rimedio al declino delle api. La soluzione rimane quella di preservare il più possibile gli ambienti naturali che le ospitano. Aggiungiamo poi che ognuno di noi può contribuire in modo concreto alla sopravvivenza di questi impollinatori con piccoli gesti quotidiani. Ecco quali:

  • piantare fiori sui propri balconi o giardini;
  • evitare pesticidi chimici;
  • acquistare miele e derivati da apicoltori locali per sostenere pratiche di apicoltura sostenibile.

Serve l’impegno di ciascuno di noi, ma anche azioni concrete da parte delle istituzioni, per tutelare gli habitat naturali di tutti gli insetti impollinatori. La sopravvivenza delle api è strettamente legata al nostro futuro: proteggerle significa proteggere anche noi stessi.

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Giulia Mastrocicco

Sono Giulia Mastrocicco. Laureata in Giornalismo, Comunicazione editoriale e multimediale presso l'Università di Parma.

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