I piccoli del futuro sono già tra noi: i nati tra il 2010 ad oggi sono e saranno la prima generazione che crescerà con l’intelligenza artificiale. Se prima si parlava di nativi digitali, adesso il confine con la Generazione Alpha si sposta ancora più in là. È arrivato il momento di fare un’identikit dei giovani che presto guideranno il nostro domani.

Il futuro (ri)inizia dalla “A”

La lettera α (alpha o alfa) greca corrisponde alla nostra “a”. Con la generazione precedente – la Generazione Z – si è concluso l’alfabeto e molto di più. È stata infatti la classe generazionale che ha visto non solo la fine e l’inizio di un nuovo secolo ma anche l’inizio del Nuovo Millennio, con tutte le speranze e le promesse che questo momento storico si portava dietro. La Generazione Alpha nasce diversi anni dopo, in un mondo nuovo: in primis perché cresciuti in una dimensione dove il virtuale spesso convergeva (o sovrastava) nel reale.

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Gli Alpha sono i figli di genitori Millennial, nati con l’avvento delle app, tablet e Instagram. Sono i primi bambini nella storia che hanno avuto come primo gioco probabilmente un dispositivo digitale portatile, spiega la ricercatrice australiana Ashley Fell, che ha coniato il termine “Generazione Alpha” insieme al collega Mark McCrindle. In questo momento i più grandi stanno entrando nell’età adolescenziale e in parte già influiscono sulle decisioni di acquisto dei genitori, ma nel giro di qualche hanno avranno il loro rispettivo potere d’acquisto.

I tratti distintivi della Generazione Alpha

Cosa sembra caratterizzare inequivocabilmente un ragazzo della Generazione Alpha? In primo luogo oggettivamente i limiti temporali: ne è un membro esclusivamente chi è nato dal 2010 in poi. Sono nati in un momento storico dove nella geografia economica mondiale si guarda all’Asia e non più a Occidente, dove internet è ormai al centro praticamente di ogni attività umana (Internet of Things). I giovani del nostro domani cresceranno e diventeranno adulti in quella che si prospetta essere l’era dell’AI, intelligenza artificiale. Lontanissimi (come i loro predecessori Z) dall’intrattenimento tradizionale televisivo, amano guardare video, live e streaming – rispettivamente su piattaforme come Youtube, TikTok, Disney+, Netflix e Twitch.

Cresciuti familiarizzando con la tecnologia fin dall’infanzia, per contro, gli Alpha, sembrano meno propensi a esporsi “con la propria faccia” e condividere la propria vita su internet – a differenza dei loro genitori, i Millennials. L’utilizzo di un avatar come alter ego, per esempio, sembra una loro spiccata preferenza, come ancora un interesse per il Metaverso. Una tendenza che probabilmente non è sfuggita alla Apple. Ne è testimone il suo recente lancio di Vision Pro, un prodotto che punta sul segmento tecnologico dell’AR, la realtà aumentata. Accolto tiepidamente dai più grandi, nel futuro prossimo potrebbe essere invece la scelta privilegiata dai più piccoli di oggi.

Le generazioni precedenti

Per avere chiaro il quadro temporale delle diverse classi generazionali si deve proseguire per ordine cronologico. La prima generazione viene canonicamente fatta risalire al secolo scorso ed è la Silent Generation, rappresentante dei nati tra la Seconda Guerra Mondiale e prima del boom economico. Seguono i ben rinomati Boomer – spesso presi di mira dai giovani nel web – che devono il loro nome al periodo storico in cui sono nati: tra 1950 e 1965, uno dei periodi di maggior benessere economico registrato nella storia.

Dopo si presenta la Generazione X, con estremi 1965 -1980, i primi ad aver visto l’avvento della tecnologia dei personal computer e i cellulari. I Millennials – spesso al centro delle conversazioni nel decennio scorso – sono invece classificati come coloro nati dal 1980 fino agli ultimi anni del XX secolo. Noti come i fratelli maggiori della Generazione Z (2000-2010), quest’ultima attualmente la più trainante a livello di tendenze in tutto il mondo.

Nei prossimi anni quindi il mondo assisterà all’ascesa di una nuova classe generazionale, la Generazione Alpha, con i propri paradigmi e sfide. Non resta che attendere e salvaguardare i giovani che guideranno il nostro futuro.

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Virginia Allegra Donnini

Con un background di studi ed esperienze lavorative a cavallo tra economia, marketing e moda scrivo di tendenze, pop culture, lifestyle. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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